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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15990/2025 del 15/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia riguarda la revocazione di una precedente ordinanza della Corte di cassazione che aveva rigettato il ricorso della società contribuente contro avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2008, 2009 e 2010, concernenti un complesso immobiliare sito in Torvajanica. Nei gradi di merito la CTP aveva riconosciuto che gli immobili ricadevano in zona bianca ma comunque edificabile; la CTR, decidendo sugli appelli di entrambe le parti, aveva confermato la natura edificabile dei terreni e rideterminato il valore venale sulla base della stima dell’Agenzia del Territorio. Con il ricorso per revocazione la società deduceva errore di fatto percettivo della precedente sentenza di legittimità, assumendo che la Corte avesse frainteso il contenuto dei due motivi di ricorso originari e non avesse percepito l’asserita insussistenza di un nesso tra le censure proposte e la decisione resa. In memoria la ricorrente invocava anche un sopravvenuto giudicato esterno favorevole, formatosi su altra decisione tra le stesse parti e sul medesimo tributo per annualità successive.

La decisione

La Corte ha escluso l’errore revocatorio dedotto: ha ritenuto che la precedente ordinanza avesse effettivamente esaminato, sia pure sinteticamente, il contenuto dei motivi di ricorso originari e avesse fornito una risposta giuridica coerente, richiamando la giurisprudenza sulla nozione di area edificabile ai fini ICI e sulla rilevanza delle zone bianche. Ha quindi affermato che la doglianza della società mirava in realtà a contestare il giudizio di diritto già espresso, cosa non consentita in sede revocatoria. Ha inoltre escluso che potesse valere il giudicato esterno sopravvenuto, osservando che la revocazione ex art. 395, n. 5, c.p.c. presuppone un contrasto con una sentenza passata in giudicato anteriormente alla pronuncia impugnata, non un giudicato formatosi dopo. Ne è derivata la declaratoria di inammissibilità del ricorso per revocazione. Nulla è stato disposto sulle spese per la mancata costituzione dell’ente intimato; è stato inoltre dato atto dell’obbligo, se dovuto, dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2, d.lgs. n. 504 del 1992

    La base imponibile ICI per le aree edificabili va determinata in relazione alla loro edificabilità, secondo i criteri richiamati dalla giurisprudenza e dalla normativa di interpretazione autentica.

  • art. 11-quaterdecies, comma 16, d.l. n. 203 del 2005, conv. in L. n. 248 del 2005

    Norma di interpretazione autentica dell’art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 504 del 1992; l’edificabilità va desunta dalla qualificazione nel PRG adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione regionale e dagli strumenti attuativi.

  • art. 36, comma 2, d.l. n. 223 del 2006, conv. in L. n. 248 del 2006

    Richiamata quale ulteriore disposizione di interpretazione autentica in materia di edificabilità ai fini ICI.

  • art. 9 d.P.R. n. 380 del 2001

    Le cd. zone bianche riguardano l’assenza di pianificazione urbanistica; la Corte le assimila alla caducazione totale delle previsioni del PRG, escludendo che ciò comporti automaticamente natura agricola dell’area.

  • art. 395, primo comma, n. 4, c.p.c.

    La revocazione per errore di fatto presuppone una svista percettiva su un fatto decisivo, non già un errore di giudizio o una diversa valutazione giuridica dei motivi di ricorso.

  • art. 391-bis c.p.c.

    Rende esperibile la revocazione delle decisioni della Corte di cassazione nei casi previsti dall’art. 395 c.p.c.

  • art. 395, n. 5, c.p.c.

    La revocazione per contrasto con un precedente giudicato è ammessa solo se il giudicato è anteriore alla sentenza impugnata; non opera per il giudicato esterno sopravvenuto.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Presupposti per il pagamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • In tema di revocazione della sentenza di cassazione per errore di fatto, il vizio è configurabile solo quando la Corte abbia supposto o escluso un fatto in contrasto immediato con gli atti, per mera svista percettiva; non è invece deducibile quando si contesti l’interpretazione dei motivi o la soluzione giuridica adottata.
  • L’ammissibilità della revocazione per omessa percezione dei motivi di ricorso va verificata avendo riguardo al capo della domanda o al singolo motivo effettivamente esaminato: se la sentenza ha comunque deciso sul punto, anche con motivazione sintetica o non analitica, non ricorre errore di fatto ma semmai errore di giudizio.
  • In materia ICI, l’edificabilità dell’area ai fini della base imponibile si desume dalla qualificazione attribuita nel PRG adottato dal Comune, a prescindere dall’approvazione regionale e dall’adozione di strumenti attuativi, fermo restando che le vicende urbanistiche incidono sul valore venale e non sulla qualificazione edificatoria già attribuita.
  • Le cd. zone bianche, cioè le aree prive di specifiche previsioni urbanistiche, non coincidono automaticamente con aree agricole inedificabili; in assenza di pianificazione, l’area può conservare una limitata capacità edificatoria o comunque una utilizzabilità economica rilevante ai fini della determinazione del valore.
  • La revocazione ex art. 395, n. 5, c.p.c. presuppone il contrasto con un giudicato già formatosi prima della pronuncia impugnata; un giudicato sopravvenuto non consente la revocazione della decisione della Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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