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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06311/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (eredi)

La controversia

La controversia nasce da una scrittura privata del 26 marzo 2004 relativa a una complessa operazione su crediti e beni immobili, collegata a una procedura esecutiva. Il contraente originario sosteneva che la società avesse assunto obblighi economici sproporzionati rispetto al valore dei beni ottenuti e chiedeva la rescissione per lesione ultra dimidium; in via subordinata domandava la riconduzione ad equità del contratto. La società si difendeva eccependo la prescrizione dell’azione, contestando la sussistenza della lesione, dello stato di bisogno e l’assenza di alea, e chiedeva comunque, in subordine, la modifica del contratto per riequilibrarlo. In cassazione la società ha dedotto: 1) violazione delle norme su prescrizione della rescissione e rapporto con l’usura, sostenendo che il contraente danneggiato aveva preso l’iniziativa e che mancava un’aggressione usuraria; 2) violazione dell’art. 1448 c.c. sulla lesione ultra dimidium, sostenendo che il giudizio di sproporzione avrebbe dovuto tener conto della causa concreta dell’operazione e non solo del rapporto numerico tra prestazioni; 3) violazione dell’art. 1448 c.c. sullo stato di bisogno, contestando che la mera difficoltà economica bastasse e che il giudice avesse trascurato il patrimonio del contraente; 4) violazione dell’art. 1448 c.c. sulla natura aleatoria del contratto, sostenendo che l’intera operazione fosse caratterizzata da incertezza economica; 5) violazione dell’art. 1450 c.c. sulla riconduzione ad equità, lamentando che la Corte d’appello avesse rigettato la domanda subordinata ritenendola limitata a una somma inferiore, senza considerare che era stata richiesta anche la determinazione giudiziale della somma di giustizia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato preliminarmente inammissibili i documenti nuovi prodotti con la memoria e inammissibile la procura rilasciata dal controricorrente con modalità non conformi all’art. 83 c.p.c. Ha poi esaminato i cinque motivi di ricorso e li ha respinti tutti: ha ritenuto infondato il motivo sulla prescrizione, affermando che ai fini dell’usura e della correlata prescrizione per la rescissione conta l’oggettiva usurarietà delle condizioni, non l’iniziativa di una o dell’altra parte; ha respinto il motivo sulla lesione, ribadendo che la sproporzione va valutata al momento della stipula considerando anche le pattuizioni accessorie che incidono sul valore del bene; ha ritenuto inammissibile il motivo sullo stato di bisogno perché volto a una nuova valutazione del merito; ha ritenuto infondato il motivo sull’alea, escludendo che la mera determinabilità futura di alcune obbligazioni trasformi il contratto in aleatorio; ha infine respinto il motivo sulla riconduzione ad equità, affermando che l’offerta deve coprire la differenza necessaria a riequilibrare il contratto e che, nel caso concreto, la domanda era stata di fatto circoscritta a importi inferiori incompatibili con la richiesta originaria di determinazione giudiziale. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna della ricorrente alle spese e al versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 372 c.p.c.

    inammissibilità dei documenti nuovi prodotti con la memoria illustrativa

    nel giudizio di cassazione non sono ammessi documenti nuovi che non abbiano rilievo di giudicato rilevante per la controversia

  • art. 83 c.p.c.

    procura conferita ... per scrittura privata non autenticata

    la procura alle liti deve rispettare le forme prescritte; per i giudizi introdotti prima del 4 luglio 2009 era richiesta procura per atto pubblico o scrittura privata autenticata

  • art. 1449 c.c.

    ai sensi del combinato disposto degli artt. 1449, primo comma, secondo periodo, e 2947, terzo comma, c.c.

    la rescissione per lesione è soggetta al termine di prescrizione previsto per il correlato reato quando la fattispecie civile si collega a un fatto anche penalmente rilevante

  • art. 2947 c.c.

    la prescrizione dell’azione civile si raccorda al termine prescrizionale del reato presupposto quando la domanda di rescissione si fonda su una condotta usuraria

  • art. 644 c.p.

    ai fini dell’usura rileva l’oggettiva usurarietà delle condizioni economiche; non è necessario che l’iniziativa provenga dal soggetto agente

  • art. 1448 c.c.

    la sproporzione va valutata al momento della conclusione del contratto, considerando tutte le pattuizioni che incidono sul valore delle prestazioni; lo stato di bisogno richiede un nesso causale con la decisione di contrarre; l’alea deve essere oggettiva e investire il negozio nella sua interezza

  • art. 1450 c.c.

    per impedire la rescissione il convenuto deve offrire una modifica sufficiente a ricondurre il contratto all’equilibrio; se la domanda demanda al giudice la determinazione della somma di giustizia, il giudice può integrarla, ma non se l’istanza è poi circoscritta a un importo preciso

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per l’impugnazione

    in caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto

  • art. 133 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    pagamento a beneficio dello Stato

    quando una parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la liquidazione delle spese avviene con pagamento in favore dello Stato

Massime di principio

  • Ai fini della rescissione per lesione non occorre provare una specifica attività di pressione o iniziativa del contraente avvantaggiato: è sufficiente che emerga, da una valutazione complessiva degli elementi di causa, che la conoscenza dello stato di bisogno della controparte abbia costituito la spinta psicologica a contrarre.
  • La lesione ultra dimidium va apprezzata con riferimento al momento della stipula e al valore complessivo delle prestazioni così come risultano da tutte le pattuizioni contrattuali, comprese quelle accessorie che incidono sulla fruttuosità economica dell’operazione.
  • Lo stato di bisogno può consistere anche in una situazione di difficoltà economica o di temporanea carenza di liquidità, ma deve essere causalmente collegato all’accettazione della sproporzione e non può essere affermato in modo automatico sulla sola base dell’oggettiva difficoltà patrimoniale.
  • Un contratto tipicamente commutativo non diventa aleatorio per il solo fatto che alcune componenti economiche siano quantificabili solo successivamente; l’alea richiede un’obiettiva incertezza sull’entità del vantaggio o della perdita sin dalla formazione del negozio e per l’intera sua struttura.
  • Per evitare la rescissione, l’offerta di riconduzione ad equità deve essere idonea a reintegrare l’equilibrio contrattuale; se la parte subordina la propria domanda alla determinazione giudiziale della somma di giustizia, il giudice può colmare la determinazione, ma non quando la domanda venga poi ristretta a una quantificazione precisa e incompatibile con l’originaria rimessione al giudice.
  • Nel collegamento tra usura e rescissione per lesione, il rilievo della fattispecie penale è nella oggettiva usurarietà delle condizioni economiche, non nella provenienza dell’iniziativa negoziale da una parte o dall’altra.

Come è indicizzato

MaterieTransazione
RamiContratti
IstitutiPrescrizioneNullitàOnere della prova

Testo integrale

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