Sentenza n. 349/2026 - Salerno, Sezione 2
avverso e per l’annullamento – previa sospensione a – del provvedimento prot. n. 21967 del 25.11.2025, con il quale il Comune di Amalfi, con riferimento alla s.c.i.a. edilizia depositata dal ricorrente, ha comunicato che “l’intervento, ove eseguito in carenza del necessario titolo abilitativo, risulterà privo di qualsivoglia legittimità paesaggistica, con conseguente applicazione delle misure repressive previste dall’ordinamento”; b – ove e per quanto occorra, della nota della Soprintendenza prot. n. 30383 del 17.12.2025; c – ove e per quanto occorra, della nota prot. n. 20489 del 04.11.2025, successivamente notificata, con la quale il Comune di Amalfi ha invitato il ricorrente a trasmettere l’istanza di autorizzazione paesaggistica; d - di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e conseguenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Comunicazione comunale di definizione negativa della SCIA edilizia e di necessità del previo titolo paesaggistico, unitamente alla nota comunale di richiesta dell'autorizzazione paesaggistica e alla nota della Soprintendenza
Esito
Favorevole al resistente (Comune e Soprintendenza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la comunicazione con cui il Comune, esaminata una SCIA relativa a opere di manutenzione, restauro conservativo, messa in sicurezza e recupero funzionale e ambientale di una porzione di fondo in area vincolata, ha ritenuto necessario il previo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e ha prospettato l'applicazione delle misure repressive in caso di esecuzione senza titolo. Sono stati dedotti violazione dell'art. 19 l. 241/1990, violazione degli artt. 7, 10-bis e 21-nonies l. 241/1990, violazione del giusto procedimento, incompetenza ed eccesso di potere per difetto assoluto del presupposto e di istruttoria, erroneità, travisamento, perplessità e sviamento. In sintesi, il ricorrente ha sostenuto che le opere rientrassero tra quelle escluse dall'autorizzazione paesaggistica ai sensi della Tabella A del d.P.R. 31/2017, oppure che fossero riconducibili a interventi urgenti o di somma urgenza, e che il riscontro comunale fosse tardivo, essendosi ormai formato il titolo per silentium previsto dalla disciplina della SCIA. Ha inoltre contestato la necessità della documentazione richiesta dal Comune sullo stato preesistente dei luoghi e la legittimità dell'intervento della Soprintendenza.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., ritenendo manifestamente infondate le censure. Ha escluso innanzitutto la tardività del controllo comunale: alla scadenza del termine ordinario non erano stati forniti tutti gli elementi necessari, in particolare la documentazione grafica e descrittiva idonea a consentire il confronto tra la configurazione preesistente e quella risultante dalle opere. In caso di SCIA inesatta o incompleta, il termine ordinario di controllo non decorre utilmente sino a quando le dichiarazioni e la documentazione non siano complete e veritiere. Inoltre, in presenza di un vincolo paesaggistico, il Comune aveva correttamente attivato la verifica prevista dall'art. 146, comma 7, d.lgs. 42/2004, sicché non poteva ritenersi formato alcun titolo per silentium. Nel merito, il Collegio ha ritenuto che gli interventi dovessero essere valutati unitariamente e non atomisticamente. La ricostruzione di muri di contenimento, la realizzazione di fondazioni e terrazzamenti in cemento armato rivestiti in pietra, pergolati, scale e parapetti eccedevano la mera manutenzione e risultavano idonei ad alterare durevolmente lo stato dei luoghi. Le opere non rientravano quindi nella Tabella A del d.P.R. 31/2017, relativa agli interventi esenti da autorizzazione paesaggistica, ma nella voce B.21, concernente interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, anche per la diversità delle caratteristiche morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture rispetto alle opere preesistenti. È stata esclusa anche l'applicabilità della voce A.29 relativa alla fedele ricostruzione di manufatti crollati o demoliti per calamità, poiché il ricorrente non aveva dimostrato la consistenza e la configurazione legittimamente preesistente né la conformità dell'intervento progettato all'originario manufatto. Il relativo onere probatorio gravava principalmente sul privato, in applicazione del principio di vicinanza della prova. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti, essendo sufficiente una sola motivazione legittima a sorreggere l'atto plurimotivato. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda e per la definizione anticipata in fase cautelare.
Norme richiamate
La SCIA non determina la formazione di un titolo tacito di assenso e resta soggetta ai poteri di controllo dell'amministrazione; in caso di segnalazione inesatta o incompleta, il termine ordinario di controllo non decorre utilmente sino alla completezza e veridicità della documentazione necessaria.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando la causa è matura e il ricorso è manifestamente infondato, previa avvertenza alle parti.
art. 146, comma 7, d.lgs. 42/2004
7. L'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, ricevuta l'istanza dell'interessato, verifica se ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'articolo 149, comma 1 [...]
In presenza di vincolo paesaggistico l'amministrazione deve verificare la documentazione e la riconducibilità dell'intervento alle ipotesi esenti, eventualmente integrando l'istruttoria e trasmettendo gli atti alla Soprintendenza; il termine per la formazione del titolo per silentium non opera secondo la prospettazione del ricorrente.
art. 149, comma 1, d.lgs. 42/2004
Le deroghe all'autorizzazione paesaggistica riguardano interventi che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici; la loro applicazione deve essere verificata in relazione alla concreta consistenza dell'intervento.
d.P.R. 31/2017, Tabella A, punto A.13
interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno [...] eseguiti nel rispetto delle caratteristiche morfotipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti
La voce esenta dall'autorizzazione solo interventi conformi alle caratteristiche preesistenti e non incidenti sui beni vincolati nei limiti indicati dalla disposizione; non è applicabile a opere strutturali e trasformazioni eccedenti la mera manutenzione.
d.P.R. 31/2017, Tabella B, punto B.21
realizzazione di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno [...] interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento dei medesimi manufatti, se eseguiti con caratteristiche morfo-tipologiche, materiali o finiture diversi da quelle preesistenti
Gli interventi sui muri di contenimento e manufatti analoghi, quando presentano caratteristiche, materiali o finiture diversi da quelli preesistenti o incidono sui beni vincolati, sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata.
d.P.R. 31/2017, Tabella A, punto A.29
interventi di fedele ricostruzione di edifici, manufatti e impianti tecnologici che [...] risultino in tutto o in parte crollati o demoliti [...] purché sia possibile accertarne la consistenza e configurazione legittimamente preesistente
L'esenzione presuppone la prova della consistenza e configurazione dell'opera preesistente e la fedeltà della ricostruzione; in mancanza di tale prova non può essere invocata la disciplina della ricostruzione post-crollo.
art. 167, comma 1, d.lgs. 42/2004
La violazione della disciplina paesaggistica comporta le conseguenze ripristinatorie previste dal Codice, indipendentemente dal carattere accessorio o minore dell'opera sotto il profilo edilizio.
Massime di principio
- In caso di SCIA edilizia inesatta o incompleta, il termine ordinario per l'esercizio dei poteri di controllo dell'amministrazione non decorre utilmente finché non siano disponibili dichiarazioni e documenti completi e veritieri, quando tali elementi siano indispensabili per qualificare l'intervento e verificarne la legittimità.
- In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la necessità dell'autorizzazione deve essere valutata considerando unitariamente l'insieme delle opere progettate o realizzate; non è consentito scomporre l'intervento in singole opere per ricondurle isolatamente a fattispecie esenti.
- Le deroghe all'obbligo di autorizzazione paesaggistica previste dal d.P.R. 31/2017 sono di stretta interpretazione e si applicano soltanto quando l'intervento, per tipologia, caratteristiche e contesto, non sia idoneo a pregiudicare i valori paesaggistici tutelati e rispetti le condizioni specifiche della voce invocata.
- La ricostruzione fedele di manufatti crollati o demoliti può essere esentata dall'autorizzazione paesaggistica soltanto se il privato dimostra, con elementi probatori sufficientemente attendibili, la consistenza e la configurazione legittimamente preesistenti e la conformità dell'intervento progettato all'opera originaria.
- La presenza di un vincolo paesaggistico rende necessario il previo accertamento della compatibilità paesaggistica anche quando il titolo edilizio eventualmente richiesto sia di natura minore o semplificata; il titolo edilizio e quello paesaggistico operano su piani distinti e il primo non sostituisce il secondo.
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