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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1739/2024 del 15/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Genna impugnava la sentenza di appello, lamentando: 1) violazione di legge e vizio di motivazione nella ritenuta sussistenza dei reati di falso e truffa, sostenendo che la Regione Sicilia fosse a conoscenza della crisi finanziaria dell'IPAB e quindi non indotta in errore; 2) assenza del dolo per la truffa poiché avrebbe agito in buona fede per salvare l'ente; 3) illegittima qualificazione come falso di scritture valutative del bilancio di previsione (argomentando che si trattava di valutazioni aleatorie non descrittive); 4) ingiustificata confisca del compenso percepito ritenuto non profitto del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati e reiterativi di censure già valutate in sede di merito. Ha confermato la correttezza delle valutazioni della Corte d'Appello: il bilancio di previsione può integrare il reato di falso quando le valutazioni si fondano su criteri tecnici o normativamente determinati e risultino attestazioni di poste inesistenti; la falsa rappresentazione ha effettivamente indotto l'erogazione di contributi pubblici utilizzati per coprire disavanzi e ha consentito all'imputato di percepire emolumenti che costituiscono profitto del reato. Pertanto il provvedimento impugnato resta confermato nella parte in cui aveva dichiarato prescritti i reati (estinzione per prescrizione) ma aveva confermato la confisca diretta della somma pari a euro 28.761,74 come profitto del reato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 479 c.p.

    non presente una citazione testuale nell'estratto

    Usata per inquadrare il reato di falso ideologico; la Corte ha ritenuto che anche il bilancio di previsione possa integrare il falso quando le valutazioni siano ancorate a criteri tecnici o normativi e quando vengano attestati dati inesistenti

  • art. 578-bis c.p.p.

    menzionato testualmente nell'atto

    La Corte territoriale ha effettuato una valutazione di merito ai sensi di tale norma nella verifica della sussistenza del reato, ossia ha esaminato la fondatezza delle contestazioni pur in presenza di proscioglimento per prescrizione

  • art. 34 L.R. 22/1986 (Sicilia)

    richiamata nel ricorso e poi dichiarata incostituzionale con sentenza del 2020

    Citata dal ricorrente per spiegare le scelte dell'ente regionale circa la gestione/estinzione dell'IPAB; la Corte ha rilevato che anche conoscenze o tolleranze politiche non escludono la responsabilità derivante da artifici idonei a ingenerare errore

  • art. 2621 c.c. (false comunicazioni sociali) - giurisprudenza richiamata

    richiami giurisprudenziali (Sez. U. n. 22474/2016) presenti nella motivazione

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui enunciati valutativi assumono rilievo penale quando si riferiscono a criteri tecnici o normativamente fissati e l'agente si discosta consapevolmente da tali criteri senza giustificazioni, idoneo ad indurre in errore i destinatari

  • principio sul profitto del reato (giurisprudenza di legittimità)

    riferimenti a Sez. Un. n. 31617/2015 e altre sentenze

    Confermato che il profitto della truffa è il vantaggio economico diretto e immediato derivante dall'illecito; nel caso il compenso percepito dall'imputato è stato ritenuto frutto diretto della condotta fraudolenta e pertanto confiscabile

Massime di principio

  • Il bilancio di previsione non è privo di rilevanza penale: se le poste attive o le valutazioni sono ancorate a criteri tecnici o normativi e risultano attestazioni di elementi inesistenti o manifestamente inattendibili, può configurarsi il falso ideologico
  • La conoscenza, tolleranza o imperfetta vigilanza di amministratori o organi pubblici non esclude automaticamente la truffa: conta che l'artificio posto in essere abbia effettivamente indotto l'ente erogante a compiere atti che altrimenti non avrebbe compiuto
  • L'elemento soggettivo (dolo) è valutato in relazione alla consapevolezza dell'imputato circa l'inattendibilità delle poste inserite; la mera buona fede dedotta dall'agente va provata e non esclude il reato se emerge la consapevolezza dell'impossibilità di realizzo
  • La confisca del profitto è possibile anche quando il vantaggio sia un compenso percepito da un ente privato pubblico (o simile) se quel compenso è stato ottenuto in forza di atti viziati fin dall'origine per condotte fraudolente
  • In sede di Cassazione non è consentito un nuovo sindacato di merito: censure che richiedono rivalutazioni fattuali o probatorie sono inammissibili se la Corte territoriale ha dato risposta motivata e non manifestamente illogica
  • Le espressioni valutative in documenti contabili possono essere assoggettate al controllo penale quando i criteri di valutazione siano oggettivi, tecnici o normativamente indicati; il margine di opinabilità ridotto rende la valutazione suscettibile di accertamento di verità/falsità

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