Cassazione Penale, Sentenza n. 1616/2024 del 15/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'assoluzione per esclusione della punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. disposta dal Tribunale di Firenze. Il Procuratore censurava la decisione sostenendo che il Tribunale avrebbe valorizzato esclusivamente le motivazioni psicologiche e gli interessi soggettivi dell'imputato senza valutare la gravità degli illeciti posti in continuazione (sette violazioni dei sigilli), la lesione dei beni giuridici tutelati, l'entità e l'eccezionalità delle norme violate (disposizioni anti-COVID), le possibili conseguenze in termini di diffusione del contagio, il numero delle violazioni e l'intensità del dolo. Contestava inoltre che il richiamo alla sentenza delle Sezioni Unite n. 18891/2022 fosse incompleto, perché non aveva comportato nel caso concreto l'esame dei profili imprescindibili indicati da quelle Sezioni Unite (natura e gravità degli illeciti, tipologia dei beni giuridici, entità delle disposizioni violate, finalità e modalità esecutive).
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ritenuto che l'impugnazione costituisse un 'ricorso immediato' ai sensi dell'art. 569 c.p.p., che normalmente deve essere convertito in appello quando contenga critiche di fatto o di motivazione; tuttavia, ha accertato che il Procuratore aveva intenzionalmente proposto il ricorso per cassazione per far valere vizi di motivazione, pur avendo consapevolezza dell'errore di mezzo ed esistenza dell'unico rimedio adeguato (l'appello). Applicando il principio secondo cui la conversione in appello non opera quando l'impugnante abbia deliberatamente scelto un mezzo non consentito, la Corte ha rifiutato la conversione e, quindi, dichiarato inammissibile il ricorso senza entrare nel merito della questione sostanziale sull'applicabilità dell'art. 131-bis al reato continuato.
Norme richiamate
Norma sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; oggetto del gravame del Procuratore che riteneva il Tribunale l'avesse applicata senza considerare la gravità e gli altri criteri richiesti, e la Corte richiama che l'applicazione in caso di reato continuato richiede valutazioni sulla natura e gravità delle condotte e dei beni giuridici tutelati (richiamo alla giurisprudenza di legittimità).
Disciplina il ricorso immediato per cassazione esercitabile da chi ha diritto di appellare; il comma 3 prevede che, in taluni casi, il ricorso deve essere convertito in appello. La Corte ha applicato questo istituto ma ha escluso la conversione perché il ricorrente aveva deliberatamente scelto il mezzo non corretto per far valere vizi di motivazione.
Norma che individua i casi in cui il ricorso immediato non è ammesso; il riferimento nel provvedimento riguarda le ipotesi in cui il ricorso immediato deve essere convertito in appello ai sensi dell'art. 569 c.p.p.
Sentenza Sezioni Unite n. 18891 del 27/1/2022
Ha affermato la compatibilità astratta dell'art. 131-bis con il reato continuato, ma ha anche indicato che l'applicazione richiede un'attenta valutazione della natura e gravità degli illeciti, dei beni giuridici tutelati, dell'entità delle disposizioni violate e delle modalità esecutive; il Procuratore lamentava che il Tribunale non avesse esaminato questi elementi nel caso concreto.
Artt. richiamati nella sentenza di primo grado: 349 c.p. riguarda la violazione dei sigilli; il Tribunale aveva assolto l'imputato per particolare tenuità del fatto applicando (nel beneplacito del giudice di merito) l'istituto dell'art. 131-bis.
Massime di principio
- Se l'impugnazione mira a censurare motivazioni di fatto o valutazioni probatorie (esame della gravità, del numero di atti, delle conseguenze sociali), il rimedio corretto è l'appello e non il ricorso immediato per cassazione; un ricorso immediato che contenga critiche di questo tipo dovrebbe normalmente essere convertito in appello.
- La Corte di Cassazione può dichiarare inammissibile un ricorso immediato non convertendolo in appello quando risulta che l'impugnante ha scelto deliberatamente il mezzo processuale sbagliato con la consapevolezza dell'esistenza dell'unico rimedio idoneo; la conversione è possibile solo in caso di errore in buona fede nella scelta del mezzo.
- Sull'applicabilità dell'art. 131-bis ai reati in continuazione, occorre un esame specifico caso per caso: non è sufficiente la compatibilità astratta; il giudice deve valutare la natura e la gravità degli illeciti, la tipologia dei beni giuridici tutelati, l'entità delle norme violate, le finalità e le modalità esecutive delle condotte.
- Quando si impugna un'assoluzione motivata con riferimento alla particolare tenuità del fatto, il pubblico ministero deve configurare i motivi secondo la natura giuridica corretta (appello o cassazione) a seconda che si discuta valutazioni di fatto/prove o questioni di diritto pure, per evitare l'inammissibilità per scelta strumentale del mezzo.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1619/2024 del 15/01/2024
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1684/2024 del 15/01/2024
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1710/2024 del 15/01/2024
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1711/2024 del 15/01/2024
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1712/2024 del 15/01/2024
- Sentenza penale · 15 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 1713/2024 del 15/01/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →