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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45780/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso lamentava vizi di motivazione e travisamento della prova: discrepanze tra le dichiarazioni del testimone Giovanni Della Neve e il fascicolo fotografico (posizione della spranga) con possibile contaminazione della scena del crimine; omissione di valutazione degli elementi favorevoli all'imputato (esito negativo dell'esame genetico subungueale della vittima, assenza di impronte dell'imputato sui bossoli); mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione, anche nella forma "per accumulo"; e vizio nella quantificazione della pena per omicidio (presunta decisione basata su una clausola di stile e non sulle concrete modalità del fatto) e nel trattamento sanzionatorio per il porto d'arma (presunta omissione di considerare la riduzione prevista dall'art. 7 della L. n. 895/1967).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto le censure manifestamente infondate o aspecifiche perché non hanno efficacemente contrastato la motivazione nella sua interezza. La Corte ha confermato la valutazione del merito basata su molteplici elementi probatori (positività dello stub sull'auto dell'imputato, tabulati che collocano il veicolo in prossimità del luogo del fatto, corrispondenza tra bossoli rinvenuti sulla scena e nel domicilio dell'imputato, pregressa lite immediatamente antecedente all'omicidio). Quanto all'attenuante della provocazione, la Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui la sproporzione della reazione (undici colpi, otto dei quali mentre la vittima era a terra) esclude il nesso causale necessario per l'attenuante; inoltre la critica sull'applicazione dell'art. 7 L. 895/1967 è stata respinta in quanto il reato di porto d'armi è qualificato autonomamente e la motivazione ha adeguatamente giustificato lo scostamento dal minimo edittale in ragione dell'uso dell'arma per commettere l'omicidio. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile ammessa al gratuito patrocinio, con pagamento in favore dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ambito e i contenuti del ricorso per cassazione, obbligando a motivi specifici e circostanziati; i motivi generici o aspecifici sono inammissibili.

  • art. 133 cod. pen.

    Elenca i criteri per la determinazione della pena: il giudice del merito valuta i parametri, e la sua scelta motivata sui principali elementi di fatto è insindacabile in cassazione salvo vizio logico-giuridico.

  • art. 7, l. 2 ottobre 1967, n. 895

    La legge disciplina il regime sanzionatorio per il porto e la detenzione di armi; la giurisprudenza considera il reato autonomo e la pena come determinata per relationem rispetto ad altre fattispecie, per cui non è sempre necessario indicare in sentenza la pena prima e dopo una riduzione formale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 541 cod. proc. pen.

    Consente la condanna dell'imputato al pagamento delle spese di parte civile, anche quando questa sia ammessa al gratuito patrocinio, con rifusione a favore dello Stato.

  • artt. 82 e 83 d.P.R. 115/2002

    Regolano la liquidazione delle spese di parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato e l'emissione del decreto di pagamento da parte del giudice competente.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 5, sent. n. 8945/2022 Mangano; Sez. 1, n. 52766/2017)

    Stabiliscono che l'attenuante della provocazione richiede un nesso causale fra fatto ingiusto e reazione; la sproporzione macroscopica della reazione può escludere l'attenuante perché impedisce di ritenere che l'atto sia stato determinato dallo stato d'ira riconducibile al fatto ingiusto.

Massime di principio

  • Per impugnare con successo in cassazione la valutazione di responsabilità occorre attaccare in modo specifico e circostanziato tutte le direttrici argomentative della motivazione del giudice del merito; rilievi parziali o congetturali sono destinati a essere dichiarati aspecifici o infondati.
  • Elementi probatori aggregati (tracce di sparo su un veicolo, corrispondenza di bossoli, tabulati di spostamento, testimonianze sulla lite antecedente) possono prevalere su singoli esiti negativi di accertamenti (es. assenza di impronte o esami genetici negativi), se la motivazione del giudice li valuta congruamente.
  • L'attenuante della provocazione richiede un nesso causale tra il fatto ingiusto e la reazione: una reazione gravemente sproporzionata rispetto al fatto ingiusto può escludere tale attenuante.
  • Il numero di colpi e la modalità di uso dell'arma (per esempio colpi esplosi quando la vittima è già a terra) sono elementi fattuali di grande rilevanza nella valutazione della gravità del fatto e della sussistenza di attenuanti.
  • Il reato di porto/detenzione illegale di arma è configurato autonomamente e la determinazione della pena può essere conforme anche se non esplicitata come 'prima e dopo' una riduzione formale prevista da norme speciali; è però necessario che la motivazione giustifichi lo scostamento dal minimo edittale.
  • In cassazione, i motivi nuovi introdotti devono essere specifici e confrontarsi con tutte le argomentazioni principali della decisione impugnata; memorie generiche o tardive rischiano l'inammissibilità per aspecificità.

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