Cassazione Civile, Sentenza n. 27370/2020 del 01/12/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento IRES e IRAP emesso dall'Agenzia delle Entrate per presunti costi fittizi (consulenze e ricerche di mercato). I ricorrenti deducevano plurimi motivi di cassazione: nullità dell'atto per carenze nei poteri di delega dopo la declaratoria di incostituzionalità dell'art. 8 comma 24 d.l. 16/2012; vizio di motivazione e carenza di esposizione del percorso logico-giuridico della Commissione regionale, omissione di esame critico delle prove (in particolare delle dichiarazioni rese in sede penale) e ingiustificata qualificazione delle spese come fittizie; vari altri profili di errore di diritto e onere della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo relativo alla presunta nullità dell'avviso per carenze di delega; ha invece accolto il secondo motivo sul vizio di motivazione. In conseguenza la sentenza della Commissione Tributaria Regionale è cassata e la causa è rimessa alla Commissione regionale della Lombardia in diversa composizione per la rivalutazione critica e motivata degli elementi probatori offerti dal contribuente (con decisione anche sulle spese di legittimità). Gli altri motivi sono rimasti assorbiti.
Norme richiamate
D.P.R. 27 settembre 1986, n. 917 (TUIR) art. 42
Richiamato dal ricorrente in relazione all'asserita nullità dell'accertamento per carenze di delega; la Corte ha però ritenuto inammissibile il motivo che sollevava tale questione in cassazione, anche perché la declaratoria di incostituzionalità non produceva automaticamente il vizio dell'atto fiscale nel caso concreto
Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) art. 7
Invocata dal ricorrente in tema di presunta nullità; non è stata accolta la censura sulla nullità assoluta dell'atto per motivi di delega
Costituzione, art. 111, sesto comma
Richiamiato in relazione all'obbligo di motivazione delle decisioni giudiziarie; la Corte ha ritenuto che la CTR non abbia esposto adeguatamente il percorso logico e l'analisi delle prove, giustificando la cassazione
Codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)
Usato come riferimento per i profili di censura (n. 3, n.4, n.5 e n.6): la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla nullità per delega (art. 360 n.3) e ha accolto il motivo di vizio di motivazione (art. 360 n.4)
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 36 comma 2 n. 4
Norma processuale tributaria sull'obbligo di motivazione delle sentenze: la Corte l'ha richiamata per affermare che la motivazione della CTR era insufficiente e generica
D.L. 16 marzo 2012, n. 16, art. 8 comma 24 (conv. L. 44/2012) e sentenza Corte Cost. n. 37/2015
La Corte Costituzionale ha affermato "che la funzionalità delle Agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata"
La declaratoria di incostituzionalità dell'art. 8 comma 24 non ha automaticamente determinato, secondo la Corte, la nullità dell'atto impugnato; inoltre la questione relativa ai requisiti di delega non era ammissibile in cassazione essendo non adeguatamente tempestivamente dedotta in grado di merito
Richiamato dal ricorrente in ordine alla prova per presunte dichiarazioni; la Corte ha comunque richiamato l'esigenza di motivazione sul valore delle dichiarazioni e sulla loro valutazione critica
Codice di procedura civile artt. 113 e 115
Richiamati rispetto alle regole di formazione della prova e all'onere di chiarezza nella motivazione; la Corte ha ritenuto che la CTR non abbia adeguatamente esposto il percorso critico di valutazione delle prove
Codice di procedura civile art. 2697
Richiamato in tema di onere della prova: la Corte conferma che l'onere della prova dell'inerenza dei costi grava sul contribuente quando l'Ufficio abbia contestato la correlazione delle spese con l'attività d'impresa
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 art. 109
Invocato dal ricorrente in materia di trattamento fiscale; la censura non ha prevalso separatamente, essendo la pronuncia della CTR cassata per vizio di motivazione
Massime di principio
- Questioni di legittimità formale degli atti (es. carenze di delega) sollevate per la prima volta in cassazione rischiano l'inammissibilità se non erano state tempestivamente dedotte in grado di merito
- La decisione di merito deve sempre esporre il percorso logico-giuridico e la valutazione critica delle prove: quando il giudice si avvale di dichiarazioni rese in sede penale deve indicarne contenuto, autore e riscontri, o comunque spiegare perché tali dichiarazioni sono ritenute probatorie
- Se l'Amministrazione contesta l'inerenza di costi, l'onere di provare la correlazione e la realtà delle prestazioni spetta al contribuente; il giudice non può limitarsi ad affermazioni generiche sull'inutilità o improbabilità delle spese senza adeguata motivazione
- La Corte può cassare per vizio di motivazione e rinviare la causa per rinnovata e più articolata valutazione delle prove, anche in diversa composizione del collegio
- In giudizi tributari, l'uso di indizi o dichiarazioni esterne è ammesso ma richiede una disamina critica: l'indizio può essere valutato solo se il giudice esplicita i nessi logici che lo collegano alla conclusione circa la fittizietà o l’inerenza
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