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Sentenza

Sentenza del 31/03/2023 n. 321 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di un avviso di liquidazione dell'imposta di registro relativo a una sentenza del 2019: 1) censura di carenza di motivazione dell'avviso (violazione art.7 L.212/2000; art.3 e 21-septies L.241/1990; art.52 DPR 131/1986); 2) contestazione della corretta aliquota applicata dall'Ufficio (l'Ufficio aveva liquidato in proporzione con aliquota dell'1% per il capo che dichiarava la nullità di alcune clausole e aveva altresì calcolato aliquota del 3% sugli interessi): il ricorrente sosteneva che la parte della sentenza che dichiara la nullità di clausole doveva essere soggetta a imposta in misura fissa ai sensi dell'art.8 lett. e) della Tariffa del DPR 131/1986 e che gli interessi dovevano essere trattati secondo il principio di alternatività IVA/registro. In via subordinata il ricorrente deduceva che l'Ufficio non aveva provato la fondatezza della pretesa ex art.2697 c.c.

La decisione

La Corte ha riformato la decisione di primo grado; ha respinto il motivo relativo al presunto difetto di motivazione dell'avviso di liquidazione (l'atto è stato ritenuto sufficiente come 'vocatio in ius'), ha accolto l'appello principale del contribuente nella parte in cui la sentenza del Tribunale ha dichiarato la nullità di alcune clausole: quel capo di sentenza è soggetto a imposta di registro in misura fissa (art.8 lett. e) Tariffa). Ha poi accolto l'appello incidentale dell'Ufficio nella parte relativa agli interessi, statuendo che la componente interessi accertata in sentenza è soggetta a imposta di registro proporzionale con aliquota del 3% (perché la sentenza non qualifica esplicitamente gli interessi come compensativi e, secondo l'orientamento citato, va attribuita loro natura moratoria quando emergono da obbligazioni liquide ed esigibili). Per il resto l'atto impositivo è stato confermato. Spese compensate.

Norme richiamate

  • Legge 27/07/2000 n.212 art.7

    Richiesto come parametro per valutare la motivazione dell'atto impositivo; la Corte ha ritenuto che l'obbligo di motivazione fosse adempiuto (vocatio in ius e indicazione del presupposto e del criterio normativo).

  • Legge 7/8/1990 n.241 artt.3 e 21-septies

    Richiamata in relazione agli obblighi di trasparenza e motivazione degli atti amministrativi; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione dell'avviso di liquidazione.

  • D.P.R. 26/04/1986 n.131 art.52 commi 2 e 2-bis

    Richiamato in relazione ai requisiti formali dell'atto di liquidazione e alla motivazione; la Corte ha ritenuto rispettati i requisiti.

  • D.P.R. 26/04/1986 n.131 art.8 Tariffa parte prima lett. e)

    Interpretata dalla Corte nel senso che gli atti giudiziari che dichiarano la nullità o pronunciano l'annullamento di un atto (anche quando la nullità riguarda solo singole clausole) sono soggetti all'imposta di registro in misura fissa; pertanto il capo di sentenza che ha dichiarato la nullità è stato tassato in misura fissa.

  • D.P.R. 26/04/1986 n.131 art.8 Tariffa parte prima lett. b) e Nota II

    Rilevante per la disciplina della tassazione delle sentenze che dispongono il pagamento: la Nota II è stata invocata nel dibattito sull'alternatività IVA/registro e sulla possibile applicazione della tassazione fissa alla pronuncia che condanna al pagamento, ma la qualificazione dipende dalla natura degli interessi (moratori vs compensativi).

  • D.P.R. 26/04/1986 n.131 artt.37 e 41 comma 2

    Norme richiamate dall'Ufficio nell'avviso di liquidazione come base normativa dell'imposta applicata alla sentenza; la Corte ha confermato che l'avviso ha indicato norme e titolo imponibile ma ha comunque distinto le teste imponibili secondo la natura degli atti e delle somme decise in sentenza.

  • D.P.R. 26/04/1986 n.131 art.40

    Principio di alternatività IVA/registro: utilizzato per analizzare se la parte della sentenza relativa a pagamento (e interessi) debba usufruire di tassazione fissa laddove l'operazione fosse soggetta ad IVA; la decisione ha richiamato il principio per la corretta qualificazione delle somme.

  • D.P.R. 633/1972 art.10

    Richiamato nel contesto del principio di alternatività IVA/registro (operazioni esenti/assoggettate a IVA) per valutare la corretta tassazione del giudicato.

  • Codice Civile artt. 1219 e 1224

    Riferimenti utilizzati nel dibattito sulla natura degli interessi: gli interessi moratori ex artt.1219 e 1224 c.c. portano a una diversa qualificazione fiscale rispetto agli interessi compensativi; la Corte ha ritenuto che in assenza di qualificazione esplicita nel provvedimento si debba considerare la natura moratoria quando emerge un debito liquido ed esigibile.

Massime di principio

  • Un provvedimento giudiziario che dichiara la nullità (anche parziale) di clausole contrattuali è soggetto all'imposta di registro in misura fissa ai sensi dell'art.8 lett. e) della Tariffa del DPR 131/1986.
  • La tassazione degli interessi riportati in una sentenza dipende dalla loro natura: se hanno natura moratoria (interessi per debito scaduto, liquido ed esigibile) sono soggetti all'imposta di registro proporzionale; se hanno natura compensativa o rientrano nel principio di alternatività IVA/registro possono determinare una tassazione fissa, ma la qualificazione deve emergere chiaramente dagli atti.
  • In mancanza di una qualificazione esplicita della natura degli interessi nel provvedimento giudiziario, non è corretto presumere che siano compensativi: la giurisprudenza recente tende a considerare moratori gli interessi riferibili a obbligazioni liquide ed esigibili, con conseguente tassazione proporzionale.
  • L'avviso di liquidazione ha l'obbligo di motivazione, ma l'adempimento è soddisfatto quando l'atto indica il presupposto di fatto e l'astratto criterio normativo (vocatio in ius) e consente al contribuente di comprendere an e quantum della pretesa.
  • In casi complessi e parziali vittorie/defaillance possono verificarsi per entrambe le parti: valutare separatamente i diversi 'capitoli' di un provvedimento giudiziario (nullità, condanna al pagamento, interessi) per determinare la corretta imposta.

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