Cassazione Penale, Sentenza n. 37645/2024 del 14/10/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del Riesame che, in parziale accoglimento dell'appello del P.M., aveva disposto il sequestro preventivo diretto e per equivalente, fino a €197.998,05, su somme e beni riferibili alla Brico Market s.r.l., al Consorzio Outsourcing job solution, alla Job Quality s.r.l., alla Her Solution s.r.l. e, in via subordinata, a Gerj Di Piazza, Peppino Di Piazza, Mario Burlò e Sirnona Virdò. I motivi di gravame denunciavano: (a) errata riqualificazione del fatto dal reato di truffa aggravata allo specifico delitto di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000) e conseguente difetto di iniziativa del P.M. e di contraddittorio; (b) violazione del divieto di ne bis in idem cautelare per procedimenti pendenti in altra sede (Torino); (c) insufficiente valutazione del fumus commissi delicti e del periculum in mora, con riferimento al tempo intercorso dalla cessazione del rapporto contrattuale (30/11/2019) e alla situazione economica della Brico Market; (d) richieste di chiarimenti sulle modalità tecniche (date/luoghi di presentazione dei modelli F24, calcolo della soglia di punibilità di €50.000 ai fini dell'art. 10-quater, e natura degli importi computati: crediti indebitamente utilizzati o risparmi di spesa della committente).
La decisione
La Corte di Cassazione ha: (1) rigettato i ricorsi di Brico Market s.r.l., Di Piazza Gerj e Di Piazza Peppino, confermando la legittimità della valutazione del fumus e del periculum esposta dal Tribunale del Riesame e condannando tali ricorrenti al pagamento delle spese processuali; (2) accolto parzialmente il ricorso di Burlò Mario sul primo motivo relativo alla riqualificazione del fatto, annullando l'ordinanza impugnata per quanto lo riguarda e rinviando al Tribunale del Riesame affinché chiarisca e determini con precisione le coordinate spazio-temporali della condotta ascritta, le modalità di utilizzo dei modelli F24 e l'effettivo superamento della soglia di punibilità ai sensi dell'art. 10-quater (ossia la somma algebrica dei crediti inesistenti portati in compensazione), con nuova valutazione sulla configurabilità del reato e sull'entità sequestrabile. La Cassazione ha inoltre precisato principi interpretativi relativi alla materia (vedi motivazione), rigettando l'eccezione di ne bis in idem in quanto i procedimenti sono pendenti in sedi diverse e non è intervenuta pronuncia definitiva.
Norme richiamate
Il G.I.P. aveva ritenuto configurabile tale fattispecie per alcuni capi ma non era stata avanzata richiesta cautelare trattandosi di contravvenzioni; la Corte non ha modificato questa valutazione rispetto ai capi esaminati.
art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000
Qualificato come reato speciale rispetto alla truffa, riguarda l'indebita compensazione di crediti inesistenti: la Corte conferma che la riqualificazione dal reato di truffa a questo delitto è possibile ma impone che il giudice cautelare specifichi chiaramente le coordinate spazio-temporali, le modalità di utilizzo dei modelli F24 e che, per la soglia di punibilità, si conti la somma algebrica dei crediti inesistenti effettivamente portati in compensazione.
Richiamato come norma che disciplina le modalità operative delle compensazioni e parametro tecnico necessario per individuare date/luoghi e modalità di presentazione dei modelli F24; la Corte ha indicato la necessità di specificare questi elementi quando si procede per indebita compensazione.
art. 29, comma 2 d.lgs. n. 276/2003
Richiamato in tema di responsabilità solidale del committente in appalto di servizi per contributi e retribuzioni entro due anni dalla cessazione dell'appalto: la Corte lo usa per spiegare la rilevanza dell'atteggiamento della committente nel meccanismo fraudolento e come requisito per il dolo.
Norma che regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; la Corte ha confermato che il profitto del reato (imposta evasa nella sua totalità) può formare oggetto di sequestro preventivo e ha richiamato l'onere motivazionale per anticipare l'effetto ablativo.
Richiamato in ordine alla possibilità di ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio: la Corte ricorda i limiti di sindacato in Cassazione per questi provvedimenti (ammissibilità per violazione di legge e vizi estremi della motivazione).
Norma citata indirettamente per delimitare i profili di illogicità della motivazione che possono essere dedotti in Cassazione (lett. e) come strumento processuale specifico).
Norma richiamata per l'onere di sostenere le spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso: la Corte ha condannato i ricorrenti soccombenti al pagamento delle spese.
Massime di principio
- La riqualificazione di una fattispecie da truffa ad un reato tributario speciale (es. indebita compensazione) è possibile in sede cautelare, ma il giudice deve indicare con precisione le coordinate spazio-temporali e le modalità tecniche (es. date e luoghi di presentazione degli F24) su cui si fonda la nuova contestazione; in mancanza di tale specificazione la decisione è annullabile e va rinviata per chiarimenti.
- Ai fini della configurabilità dell'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000 e del superamento della soglia di punibilità, rileva la somma algebrica degli importi dei crediti inesistenti effettivamente portati in compensazione (non l'ammontare generico delle imposte non versate); vanno computati anche i crediti relativi a contributi previdenziali se compensati indebitamente.
- Il divieto di ne bis in idem non impedisce procedure penali contemporanee pendenti in sedi diverse; in tali casi il rimedio non è l'invocazione del ne bis in idem ma gli strumenti per i conflitti di competenza tra uffici giudiziari.
- In materia di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il profitto del reato è costituito dall'importo corrispondente all'imposta evasa nella sua totalità, e il giudice cautelare deve motivare l'urgenza di anticipare l'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio, tenendo conto delle modalità elusive e del rischio di dispersione del patrimonio.
- Il sindacato di legittimità sulle ordinanze cautelari è limitato: in Cassazione sono ammissibili i ricorsi per violazione di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere la misura priva dei requisiti minimi; molte contestazioni di merito o di fatto andranno approfondite in sede dibattimentale o con i rimedi esperibili per conflitti di competenza.
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