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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17475/2023 del 19/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

Due proprietari di un immobile convenivano in giudizio il proprietario dell'appartamento sottostante chiedendo l'accertamento che il loro bene non fosse gravato da una servitù di luce, veduta e affaccio in favore dell'alloggio inferiore e la conseguente condanna alla chiusura di un'apertura realizzata sul muro perimetrale, ovvero alla sua regolarizzazione ai sensi dell'art. 901 c.c. Il tribunale accertava l'assenza della servitù, ma non ordinava la chiusura dell'apertura. In appello veniva riformata parzialmente la decisione, ordinando la chiusura della luce perché, sulla base della consulenza tecnica, non era possibile riportarla a norma. Il soccombente proponeva ricorso per cassazione deducendo un omesso esame di un fatto decisivo: secondo il ricorso, il tribunale aveva rigettato la domanda di chiusura perché l'apertura era stata realizzata dal costruttore e, dunque, mancava la violazione dell'art. 903, comma 2, c.c.; la corte territoriale avrebbe omesso di considerare le prove di primo grado e avrebbe così erroneamente applicato l'art. 901 c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo, per un verso, proponesse una ricostruzione alternativa dei fatti rispetto a quella accertata dal giudice d'appello, non scrutinabile in sede di legittimità; per altro verso, fosse manifestamente infondato perché contrastante con il consolidato orientamento secondo cui le luci irregolari, se sorrette solo dalla tolleranza del vicino e prive di titolo, non consentono l'acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia della servitù di aria e luce, trattandosi di servitù negativa non apparente. Non essendovi costituzione della parte intimata, non sono state liquidate spese. È stato inoltre dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 901 c.c.

    Richiamato come norma sulla luce e sulle distanze/regolarità dell'apertura; il ricorso sosteneva un'erronea applicazione della norma, ma la Corte non ha ravvisato errori decisivi nella decisione di merito.

  • art. 903, comma 2, c.c.

    Evocato nel motivo di ricorso come parametro per sostenere l'impossibilità di imporre la chiusura dell'apertura; il rilievo è stato ritenuto parte di una ricostruzione alternativa dei fatti.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    La Corte lo richiama quale filtro di inammissibilità da applicare a ogni singolo motivo quando la censura si confronti con un orientamento di legittimità consolidato.

  • art. 348-bis c.p.c.

    Richiamato in relazione alla funzione di filtro e alla possibilità di una declaratoria di inammissibilità fondata su ragioni di merito.

  • art. 606 c.p.p.

    Richiamato in via analogica nel ragionamento sulla funzione di filtro dell'art. 360-bis c.p.c.

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    Richiamato per affermare che la declaratoria di inammissibilità può rilevare ai fini delle impugnazioni incidentali condizionate.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Richiamato quale norma inseritrice del comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115/2002.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è scrutinabile una censura che, sotto la veste dell'omesso esame di un fatto decisivo, miri in realtà a ottenere una diversa ricostruzione del compendio probatorio e dei fatti già accertati dal giudice di merito.
  • Le luci irregolari sorrette dalla mera tolleranza del vicino, e prive di un titolo idoneo, non sono idonee a fondare l'acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia della servitù di aria e luce.
  • La servitù di aria e luce ha natura negativa e non è una servitù apparente: l'apparenza richiede segni visibili e opere permanenti univocamente rivelatori del peso imposto al fondo vicino e della conoscenza di tale peso da parte del proprietario gravato.
  • Ai fini del filtro di inammissibilità dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c., la Corte può dichiarare l'inammissibilità del motivo quando esso si ponga in contrasto con un orientamento di legittimità consolidato, senza necessità di una nuova compiuta adesione argomentativa.
  • La natura non apparente della servitù di aria e luce impedisce che la mera irregolarità dell'apertura valga, da sola, a distinguere tra tolleranza del vicino e assoggettamento del fondo a un vero peso servitutario.

Come è indicizzato

MaterieServitùImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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