Sentenza del 30/07/2024 n. 21266 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’avviso di accertamento riguardava IRES, IRAP e IVA per l’anno d’imposta 2011 ed era stato emesso assumendo che la società, con sede in Germania, avesse una stabile organizzazione in Italia e operasse nel commercio di autoveicoli. L’atto era stato notificato a C.C. quale presunto amministratore di fatto. L’Agenzia ha impugnato in cassazione la decisione della CTR che aveva escluso la prova della stabile organizzazione e della qualifica di amministratore di fatto e aveva rilevato che non era dimostrato che fosse impossibile individuare il rappresentante della società secondo la legge civile.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia. Il primo motivo, sulla qualifica di amministratore di fatto, è stato dichiarato inammissibile perché mirava a ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti, non consentita in cassazione. Il secondo motivo, relativo all’omesso esame di fatti decisivi, è stato dichiarato inammissibile per la doppia conforme: la qualifica di amministratore di fatto era stata esaminata sia dalla CTP sia dalla CTR e non risultavano fatti decisivi omessi. Il terzo motivo, sulla stabile organizzazione in Italia ai sensi dell’art. 162 TUIR, è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse: anche se la stabile organizzazione fosse stata dimostrata, l’avviso era stato notificato a C.C., la cui legittimazione a rappresentare la società era stata esclusa, senza che l’Agenzia impugnasse specificamente la statuizione sull’assenza di prova dell’impossibilità di individuare altri rappresentanti legittimati. È rimasta quindi ferma la sentenza della CTR Toscana n. 1000/05/20 del 16 dicembre 2020, che aveva respinto l’appello dell’Agenzia contro la sentenza della CTP di Arezzo n. 354/01/18, favorevole al contribuente. Nessuna statuizione sulle spese, poiché gli intimati non si sono costituiti.
Norme richiamate
Art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.
La ricorrente, pur deducendo apparentemente, una violazione di norme di legge, mira, in realtà, alla rivalutazione dei fatti operata dal giudice di merito, così da realizzare una surrettizia trasformazione del giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, terzo grado di merito.
Il motivo di cassazione per violazione di legge non può essere utilizzato per chiedere una nuova valutazione dei fatti e delle prove già apprezzati dal giudice di merito.
Art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ.
Tuttavia, il fatto decisivo che deve essere omesso per integrare la violazione dell' art. 360 , primo comma, n. 5, cod. proc. civ. è quello che costituisce l'oggetto di prova nel giudizio di merito e, nel caso di specie, le circostanze rilevanti ai fini della decisione (la qualifica di amministratore di fatto di C.C.) sono state esaminate dal giudice di appello (e, prima ancora, dal giudice di primo grado).
Il vizio sussiste solo se è stato omesso l’esame di un fatto decisivo oggetto di prova; non ricorre quando il fatto è stato esaminato, anche se la parte contesta la valutazione che ne è stata data.
Art. 348-ter, ultimo comma, cod. proc. civ.
Ne consegue che l' art. 54 , comma 3-bis, del D.L. n. 83 del 2012 , quando stabilisce che "le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al processo tributario di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546", si riferisce esclusivamente alle disposizioni sull'appello, limitandosi a preservare la specialità del giudizio tributario di merito.
La disciplina della doppia conforme che limita il ricorso per omesso esame di un fatto decisivo si applica anche al processo tributario; l’esclusione prevista per il processo tributario riguarda le disposizioni sull’appello, non quelle rilevanti per il giudizio di cassazione.
Art. 62 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
È noto, infatti, che la rappresentanza legale della società spetta esclusivamente agli amministratori nominati a norma di legge, risultanti da documentazioni pubbliche, quali il registro delle imprese, fatta salva l'ipotesi residuale prevista dall' art. 62 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 , per il quale la rappresentanza dei soggetti diversi dalle persone fisiche è attribuita, ai fini tributari, a coloro che ne hanno l'amministrazione di fatto solo ove la rappresentanza medesima non sia determinabile secondo la legge civile.
Ai fini tributari, la rappresentanza di un soggetto diverso da una persona fisica può essere attribuita all’amministratore di fatto soltanto in via residuale, quando non sia possibile individuare il rappresentante secondo le regole civilistiche.
Art. 162 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
Invero, ove anche si dimostri che AR abbia una stabile organizzazione in Italia, resta sempre il fatto che l'avviso di accertamento è stato notificato a soggetto - C.C. - non legittimato a riceverlo, in quanto la CTR ha escluso la sua legittimazione attiva.
La questione dell’esistenza di una stabile organizzazione non è decisiva quando l’atto impositivo è stato notificato a una persona priva della legittimazione a riceverlo per la società.
Art. 62 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Le disposizioni sui ricorso per cassazione, di cui all' art. 54 dei D.L. 22 giugno 2012, n. 83 , conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134 , circa il vizio denunciabile ai sensi dell' art. 360 , primo comma, n. 5, cod. proc. civ. ed i limiti d'impugnazione della "doppia conforme" ai sensi dell'ultimo comma dell' art. 348-ter cod. proc. civ., si applicano anche al ricorso avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale, atteso che il giudizio di legittimità in materia tributaria, alla luce dell' art. 62 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 , non ha connotazioni di specialità.
Il giudizio di cassazione tributario non è sottratto, per la sua natura, alle regole generali sui motivi di ricorso e sui limiti derivanti dalla doppia conforme.
Massime di principio
- In cassazione non si può chiedere una nuova ponderazione degli indizi per dimostrare una qualifica di fatto: occorre indicare un effettivo errore di diritto, non limitarsi a contestare l’accertamento fattuale del giudice di merito.
- Il vizio di omesso esame richiede un fatto storico decisivo, discusso tra le parti e realmente non esaminato; non basta che la parte ritenga errata o insufficiente la valutazione del fatto. Se le sentenze di primo e secondo grado sono conformi, si applicano inoltre i limiti previsti per la doppia conforme.
- Per notificare un atto fiscale a una società occorre rivolgersi al rappresentante individuabile secondo la legge civile. L’amministratore di fatto può essere considerato rappresentante ai fini tributari solo in via residuale, quando non sia possibile determinare altrimenti chi abbia la rappresentanza.
- La contestazione dell’esistenza di una stabile organizzazione può risultare priva di interesse se, anche accogliendola, resta autonomamente decisivo il fatto che l’atto sia stato notificato a un soggetto non legittimato. In cassazione occorre impugnare specificamente tutte le statuizioni autonome che sorreggono la decisione.
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