Cassazione Civile, Ordinanza n. 23111/2021 del 18/08/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (erede)
La controversia
La controversia nasceva dalla successione di un defunto che aveva lasciato un testamento olografo in favore di una sola chiamata, poi ritenuto falso dal tribunale su domanda di uno degli eredi legittimi. La corte d'appello aveva confermato la declaratoria di falsità, aveva negato la sospensione del giudizio civile in attesa dell'esito del parallelo procedimento penale sulla falsificazione, aveva escluso il rimborso di spese sostenute dalla chiamata per interventi su un immobile ereditario detenuto in comodato e aveva riconosciuto gli interessi sulle somme da restituire dalla data dell'apertura della successione. La ricorrente ha proposto sei motivi: 1) violazione dell'art. 295 c.p.c. per omessa sospensione necessaria del giudizio civile in attesa del processo penale; 2) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e omesso esame di fatto decisivo, per mancata considerazione delle critiche alla consulenza grafologica; 3) omesso esame e carenza motivazionale sulle contestazioni alla consulenza tecnica; 4) violazione degli artt. 116, 132, 276 c.p.c. e 2727-2729 c.c. per non avere valorizzato anche le prove testimoniali e per avere attribuito prevalenza alla CTU; 5) violazione dell'art. 1808 c.c. e dell'art. 106 c.p.c. per il diniego di rimborso delle spese straordinarie sostenute sul bene comodato; 6) violazione degli artt. 1283, 1224 e 2033 c.c. per avere fatto decorrere gli interessi dalla data di apertura della successione anziché dalla domanda giudiziale, invocando la presunzione di buona fede del possessore di beni ereditari.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i primi cinque motivi, ritenendo infondate le censure sulla sospensione necessaria, sulla valutazione della consulenza tecnica e delle prove, nonché sul mancato rimborso delle spese del comodatario. Ha invece accolto il sesto motivo, affermando che, in mancanza di una specifica attribuzione di mala fede o di colpa grave alla detentrice dei beni ereditari, la buona fede non poteva essere esclusa per il solo fatto che il testamento fosse falso; di conseguenza, gli interessi sulle somme da restituire andavano riconosciuti dalla domanda giudiziale e non dalla data dell'apertura della successione. La sentenza è stata quindi cassata limitatamente a tale capo e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la Corte ha deciso nel merito, rideterminando la decorrenza degli interessi. Le spese sono state compensate per un quarto e poste per i restanti tre quarti a carico della ricorrente.
Norme richiamate
La sospensione necessaria del processo civile non è dovuta quando manca una dipendenza tecnica della decisione civile dall'esito del processo penale.
Richiamato dalla corte territoriale ma ritenuto non pertinente alla fattispecie, perché il caso riguardava l'efficacia del giudicato penale in altri giudizi civili e non l'azione civile risarcitoria/restitutoria.
È la norma di riferimento per l'efficacia della sentenza penale in altri giudizi civili; la sospensione ex art. 295 c.p.c. presuppone che la sentenza penale possa avere valore di giudicato nel processo civile.
Concorre, insieme all'art. 295 c.p.c. e all'art. 654 c.p.p., a delimitare i casi di sospensione necessaria in attesa del giudicato penale.
La censura sul mancato esame delle contestazioni alla CTU è stata ritenuta inammissibilmente diretta a sollecitare una nuova valutazione del merito.
Il giudice può aderire alla CTU nell'ambito del libero convincimento, senza obbligo di confutare in modo analitico critiche generiche o di principio.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Il vizio di omesso esame è escluso quando la motivazione esiste e la censura mira solo a ottenere una rivalutazione del merito.
La censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. è preclusa dalla c.d. doppia conforme nel giudizio d'appello introdotto dopo l'11 settembre 2012.
Invocato tra le norme sulla motivazione, ma la Corte ha ritenuto che la sentenza d'appello fosse motivata in modo sufficiente e intelligibile.
Richiamato insieme ad altre norme processuali nella censura sulle prove, senza che la Corte ravvisasse violazione.
La valutazione delle presunzioni e delle prove rientra nel prudente apprezzamento del giudice di merito, non sindacabile in cassazione come rivalutazione del fatto.
Il comodatario può pretendere il rimborso delle spese soltanto se necessarie e urgenti; le spese straordinarie sostenute nel proprio interesse non sono rimborsabili.
Richiamato dalla ricorrente nel motivo sulle spese del comodato, ma non ritenuto decisivo ai fini del diritto al rimborso.
Richiamato nella censura sugli interessi, ma la questione è stata risolta soprattutto alla luce della disciplina del possesso di beni ereditari e della buona fede.
Invocato per la decorrenza degli interessi, ma la Corte ha stabilito che, nel caso di specie, gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale.
La restituzione delle somme indebitamente percepite va coordinata con la disciplina del possesso ereditario e della buona fede del possessore.
Le norme sul possesso si applicano anche al possessore dei beni ereditari; il possesso di buona fede può fondarsi su un errore circa la qualità di erede anche in presenza di titolo invalido o falso.
Il possessore di buona fede dei beni ereditari è tenuto alla restituzione dei frutti nei limiti previsti per il possessore in buona fede.
Massime di principio
- La sospensione necessaria del processo civile in pendenza del giudizio penale è ammissibile solo quando una norma sostanziale colleghi al reato un effetto sul diritto fatto valere in sede civile e la sentenza penale possa assumere valore di giudicato nel processo civile; non basta la mera coincidenza dei fatti storici.
- Quando il giudice di merito aderisce alla consulenza tecnica d'ufficio, la motivazione può risultare anche per relationem, e il sindacato di legittimità non consente una nuova valutazione del materiale probatorio se la censura mira solo a contrapporre una diversa lettura dei fatti.
- Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere utilizzato per rimettere in discussione l'apprezzamento delle prove compiuto dal giudice di merito, specie in presenza di "doppia conforme".
- Nel comodato, le spese straordinarie sostenute dal comodatario per migliorare o rendere più utile la cosa sono, di regola, sostenute nel suo interesse; il rimborso è dovuto solo se le spese erano necessarie e urgenti.
- In tema di beni ereditari, la buona fede del possessore non è esclusa automaticamente dalla falsità del titolo successorio: occorre verificare se il soggetto fosse consapevole del vizio o comunque in colpa grave nell'errore sulla propria qualità di erede.
- Il possessore di buona fede dei beni ereditari non risponde come un possessore in mala fede sin dall'apertura della successione; in difetto di prova della mala fede, gli interessi sulle somme da restituire decorrono dalla domanda giudiziale.
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