Cassazione Penale, Sentenza n. 19641/2026 del 28/05/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorsi per cassazione avverso la condanna di primo e secondo grado per peculato continuato. Per Vincenzo Piccoli sono dedotti: (i) incompetenza territoriale del Tribunale di Cassino (contestata per tardività nella proposizione dell'eccezione), (ii) insufficiente prova dell'elemento materiale del peculato per mancanza di prova degli effettivi incassi (si chiedevano accertamenti bancari), (iii) prescrizione ritenuta erroneamente calcolata. Per Laura Gabriele sono dedotti: (i) assenza della qualifica di incaricata di pubblico servizio, (ii) mancanza di contributo causale al peculato (le omissioni contestate sarebbero successive all'appropriazione e quindi non causali), (iii) prescrizione del reato.
La decisione
Per Vincenzo Piccoli: ricorso dichiarato inammissibile; confermata la decisione di merito nella sostanza; condanna di Piccoli al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 alla Cassa delle ammende; obbligo di rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile Comune di Cassino per euro 1900. Per Laura Gabriele: il ricorso è parzialmente accolto; la Corte ha annullato la sentenza impugnata nei suoi confronti e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio limitatamente alla valutazione degli elementi idonei a provare il contributo causale della Gabriele nell'appropriazione dei denari; il giudice di rinvio provvederà anche alla liquidazione delle spese sostenute dalla parte civile Comune di Isola del Liri nel presente grado.
Norme richiamate
Richiamato nel quadro dei motivi di cassazione relativi alla procedura; utilizzato nella contestazione sulla rilevabilità di eccezioni processuali e sui termini per la proposizione.
Norma che impone la proposizione a pena di decadenza dell'eccezione di incompetenza per territorio prima della conclusione dell'udienza preliminare o, se questa manca, entro il termine di cui all'art. 491; la Corte ha ritenuto tardiva l'eccezione non riproposta nei termini previsti.
Regola il caso in cui, all'esito del dibattimento, il giudice dichiara l'incompetenza e dispone i provvedimenti conseguenti; la difesa aveva invocato questa disposizione ma la Corte ha ritenuto il richiamo inappropriato per giustificare la tardività.
Riferito come termine di riproposizione dell'eccezione di incompetenza respinta in udienza preliminare; la mancata riproposizione ha determinato la decadenza.
Definizione del delitto di peculato; la Corte ha ritenuto che l'elemento materiale (la disponibilità e l'appropriazione degli importi) fosse provato dalla rendicontazione del concessionario, sulla base del regime giuridico della riscossione tramite concessionario.
Norme sulla prescrizione e sui termini; la Corte ha calcolato la prescrizione tenendo conto delle date effettive delle appropriazioni così come emerse dai fatti (fino al 2014) e dei periodi di sospensione, ritenendo infondati i rilievi difensivi sulla prescrizione.
Norma collegata alla qualificazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio; il Collegio ha ritenuto irrilevante ai fini della responsabilità della Gabriele la sola qualificazione formale, privilegiando la valutazione del concreto contributo causale al reato.
Regola il concorso nel reato; utilizzata rispetto alla posizione di Gabriele per valutare se le sue condotte costituissero concorso nel peculato.
art. 178 e ss. d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (Testo unico enti locali)
Richiamati per spiegare il meccanismo di riscossione dei tributi da parte dei concessionari e il rapporto con la tesoreria comunale; la Corte ha interpretato la rendicontazione del concessionario come prova delle somme effettivamente riscosse.
art. 52 comma 5 lett. b) d.lgs. 446/1997
Fondamento normativo per l'affidamento a terzi dell'accertamento e della riscossione dei tributi; utilizzato per inquadrare giuridicamente l'attività di G.O.S.A.F. s.p.a.
Richiamato in relazione alla remunerazione del concessionario tramite percentuale sulle somme riscosse, a spiegazione del sistema contabile e della rendicontazione.
artt. 208 e ss. d.lgs. n. 267/2000
Norme che regolano il conto di tesoreria comunale e i limiti di movimentazione; la Corte le ha richiamate per spiegare che sul conto di tesoreria il concessionario poteva solo versare e non prelevare, rafforzando la valutazione che l'omesso riversamento costituisce appropriazione.
Massime di principio
- L'eccezione di incompetenza territoriale va proposta e riproposta nei termini processuali stabiliti (art. 21 e art. 491 c.p.p.): la mancata riproposizione nei termini determina decadenza e può rendere il motivo inammissibile.
- Nelle ipotesi di riscossione tramite concessionario, la rendicontazione della concessionaria è idonea a provare le somme effettivamente riscosse e può costituire prova dell'elemento materiale del peculato quando quelle somme non vengono riversate all'ente locale.
- I denari riscossi dalla concessionaria sono da considerare entrate dell'ente locale dal momento della consegna all'incaricato dell'esazione; l'omesso versamento al conto di tesoreria ordinato dall'ente può integrare il peculato.
- Per valutare il concorso nel reato (responsabilità per concorso), non basta la qualifica formale dell'agente: occorre accertare un contributo causalmente efficiente all'appropriazione, anteriore o concomitante all'evento di appropriazione.
- Le questioni di prescrizione devono essere calcolate in relazione alle date concrete di consumazione degli illeciti e tenendo conto dei periodi di sospensione del corso della prescrizione; errori meramente ipotetici basati su date non corrispondenti ai fatti sono irrilevanti.
- Se la prova del contributo personale dell'imputato al reato non è adeguatamente motivata, la Cassazione può annullare la sentenza con rinvio per nuovo giudizio su quel profilo specifico.
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