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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21676/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (procedura concorsuale)

La controversia

Un lavoratore aveva chiesto l'ammissione al passivo del fallimento della società cedente, in via privilegiata, anche per una somma a titolo di quota di trattamento di fine rapporto. Il tribunale aveva ammesso solo una parte del credito e aveva rigettato la domanda sul TFR, ritenendo che il rapporto di lavoro fosse proseguito presso la società cessionaria a seguito di cessione di ramo d'azienda e che, nella disciplina applicabile ratione temporis, il credito TFR non fosse ancora sorto perché il rapporto non era cessato. Con il ricorso per cassazione il lavoratore ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 105 legge fallimentare, 47 L. 428/1990 e 2112 c.c., sostenendo che la vendita dell'azienda nell'ambito del concordato preventivo, la previsione del trasferimento del personale e la successiva assunzione presso la cessionaria avrebbero determinato la cessazione del rapporto con la cedente e quindi l'esigibilità del TFR verso il cedente; ha inoltre invocato la disciplina introdotta dal codice della crisi per sostenere l'immediata esigibilità del TFR.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'applicazione, da parte del tribunale, della disciplina previgente, perché la novella dell'art. 47 L. 428/1990 introdotta dal codice della crisi non era applicabile ratione temporis. Ha inoltre rilevato che, secondo l'accertamento di merito non specificamente censurato, il rapporto di lavoro era proseguito con la cessione del ramo d'azienda alle dipendenze della cessionaria, sicché, nella disciplina applicabile, il credito TFR non era ancora sorto ed era comunque mancato anche il presupposto dell'omologazione del concordato richiesto dalla vecchia formulazione dell'art. 47. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa dell'intimato; disposto il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nelle procedure concorsuali aperte sotto il regime previgente al codice della crisi, la disciplina introdotta dal d.lgs. n. 14/2019 non si applica automaticamente; può valere solo come criterio interpretativo se vi è continuità tra vecchio e nuovo regime.
  • Quando il rapporto di lavoro prosegue senza soluzione di continuità presso il cessionario a seguito di trasferimento d'azienda o di ramo, il credito per TFR non è ancora esigibile verso il cedente perché manca la cessazione del rapporto.
  • La disciplina previgente dell'art. 47 L. 428/1990, per i trasferimenti connessi a concordato preventivo, richiedeva l'omologazione del concordato come presupposto per l'immediata esigibilità del TFR; in assenza di omologa, il credito non può essere ammesso al passivo del cedente su tale base.
  • Nel giudizio di cassazione la censura che presuppone un diverso accertamento dei fatti rispetto a quello compiuto dal giudice di merito è inammissibile se non attinge specificamente tale accertamento.
  • Il TFR matura progressivamente, ma diviene esigibile solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro, salvo diversa disciplina speciale applicabile al caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoTrasferimento d'aziendaAgenzia
RamiFallimentare / Crisi d'impresaLavoroContratti
IstitutiOnere della prova

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