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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5777/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR che aveva confermato l'accoglimento del ricorso del De Mico contro un avviso di liquidazione per imposta sulle successioni relativo alla successione di Bruno De Mico. L'Agenzia sosteneva che la rinuncia espressa del resistente all'impugnazione del testamento e la concomitante rinuncia all'azione di riduzione delle altre legittimarie configurassero, in un rapporto sinallagmatico, una cessione o una rinuncia traslativa dei diritti successori rilevante quale accettazione tacita dell'eredità (richiamando artt. 476-478 c.c. e principi di interpretazione contrattuale), per cui il resistente avrebbe acquisito la qualifica di erede e sarebbe stato soggetto all'imposta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto infondato il vizio dedotto, chiarendo che: la mera delazione non equivale all'accettazione; l'accettazione o la rinuncia influenzano la qualità di erede e il presupposto d'imposta; il legittimario totalmente pretermesso non è 'chiamato all'eredità' prima dell'accoglimento di una azione di riduzione e dunque non può compiere né la rinunzia traslativa né quella versocorrispettivo contemplate dagli artt. 477-478 c.c.; la tesi dell'Agenzia era anche priva di specificazione fattuale (non indicava quali donazioni avrebbero dato titolo all'azione di riduzione). Il ricorso incidentale del resistente è stato assorbito. Sono state condannate le spese di giudizio in favore del resistente, liquidate in €14.000,00 per compensi e €200,00 per spese, oltre rimborso forfettario del 15%, Iva e Cpa.

Norme richiamate

  • Codice Civile, artt. 476, 477, 478

    La Corte rileva che le figure di rinunzia traslativa o di rinunzia verso corrispettivo richiedono che il soggetto sia qualificabile come chiamato all'eredità; ciò non può essere assunto nel caso del legittimario totalmente pretermesso prima dell'accoglimento dell'azione di riduzione

  • Codice Civile, artt. 1362, 1363, 1367

    Richiamati in relazione ai canoni di interpretazione, ma la Corte osserva che la ricorrente per cassazione non ha specificato in che modo il giudice del merito si sia discostato dai criteri legali di interpretazione

  • Codice di Procedura Civile, art. 360, comma 1, n. 3 e n. 4

    Norme sulle deduzioni in cassazione: la Corte valuta l'infondatezza delle doglianze per violazione di legge e il corretto esercizio dei limiti di motivazione richiesti

  • D.lgs. n. 346/1990, artt. 5, comma 1; 7, comma 4; 36, comma 3 (norme imposta di successione)

    La giurisprudenza è richiamata nel senso che la soggettività passiva ai fini dell'imposta di successione è correlata alla delazione (chiamata all'eredità), ma la Corte precisa che accettazione e rinuncia incidono sulla qualità di erede e quindi sul presupposto d'imposta

  • Codice Civile, art. 564

    La Corte ricorda che il contribuente era incontestabilmente stato pretermesso integralmente ai sensi dell'art. 564 c.c., e ciò influenza la possibilità di acquisire la qualifica di erede

  • Codice Civile, art. 524

    La Corte cita la regola che l'azione ex art. 524 c.c. (accettazione in luogo del rinunciante da parte dei creditori) non può essere esperita se la rinuncia proviene dal legittimario pretermesso, poiché questi non è chiamato all'eredità prima dell'accoglimento dell'azione di riduzione

  • D.lgs. n. 546/1992, artt. 20, 22, 53

    Norme processuali richiamate dal ricorrente incidentale circa l'ammissibilità dell'appello notificato a mezzo posta; la Corte non ha ritenuto necessario decidere il merito di tali questioni perché il ricorso principale è stato rigettato e l'incidentale assorbito

  • DPR n. 655/1982, artt. 6, 7, 8

    Riferite dal resistente con riferimento alla data di spedizione degli atti; la questione è stata parte delle doglianze incidentali non risolte per assorbimento

  • Codice Civile, artt. 2699 e 2700

    Richiamati in tema di onere della prova e presumzioni in ordine alla data di spedizione/avviso; comunque non decisivi ai fini del rigetto del ricorso principale

  • Codice di Procedura Civile, art. 112

    Richiamato nella doglianza di nullità per mancata pronuncia della CTR su eccezione: la Corte ha ritenuto le questioni proceduralmente assorbite dal rigetto principale

  • DPR 30/5/2002 n. 115, art.13, comma 1-quater

    La Corte osserva che, essendo soccombente un'amministrazione pubblica difesa dall'Avvocatura dello Stato ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato, non si applica la suddetta norma

Massime di principio

  • La sola delazione (chiamata all'eredità) non è sufficiente per acquisire la qualità di erede: è necessaria un'accettazione espressa o un comportamento che sia idoneo a configurare accettazione
  • Pur essendo la soggettività passiva tributaria collegata alla delazione, la sussistenza del presupposto d'imposta dipende dalla effettiva qualifica di erede, che richiede accettazione o atti rilevanti
  • Il legittimario totalmente pretermesso non può essere considerato 'chiamato all'eredità' prima dell'accoglimento dell'azione di riduzione; di conseguenza non può operare rinunzie tipiche del chiamato all'eredità (artt. 477-478 c.c.)
  • La rinuncia all'azione di riduzione da parte di un legittimario pretermesso è ontologicamente diversa dalla rinuncia all'eredità e non produce gli stessi effetti della accettazione tacita
  • In cassazione le censure devono essere specifiche: chi impugna deve indicare i fatti e le prove su cui si fonda l'errata applicazione della norma e non può limitarsi a ipotesi generiche
  • Questioni processuali sollevate per la prima volta o non decisive rispetto all'esito principale possono rimanere assorbite se il ricorso principale viene rigettato

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