Cassazione Civile, Sentenza n. 30855/2025 del 25/11/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa all'applicazione della ritenuta sui pagamenti effettuati nel 2016 dalla società italiana alla consociata svizzera Thomson Reuters Global Resources (TRGR) per fees pari a Euro 8.431.873,00. La contribuente applicò la ritenuta convenzionale del 5% prevista dall'art. 12 della Convenzione Italia-Svizzera; l'Ufficio ritenne invece non sussistenti i presupposti per la tariffa convenzionale (residenza fiscale in Svizzera e qualita' di beneficiario effettivo di TRGR) e notificò avviso di accertamento applicando la ritenuta ordinaria del 30% ai sensi dell'art. 25, comma 4, del d.P.R. n. 600/1973. Il giudizio ha visto il rigetto del ricorso in primo grado, l'accoglimento in appello da parte della CGT-2 Lombardia e il ricorso per cassazione proposto dall'Agenzia su cinque motivi, con contestazioni in ordine a vizi di motivazione (apoditticita'), errato riparto dell'onere della prova e omissione di pronuncia sulla questione della residenza fiscale versus stabile organizzazione di TRGR.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i primi tre motivi di ricorso dell'Agenzia (vizi di motivazione riguardo all'esclusione della qualifica di "scatola interposta", errato riparto dell'onere della prova circa la qualita' di beneficiario effettivo e omessa pronuncia sulla residenza fiscale/possibile stabile organizzazione di TRGR), ha ritenuto assorbiti i restanti due motivi, ha cassato la sentenza della CGT d'appello e ha rinviato la causa alla CGT-2 della Lombardia in diversa composizione, regolando anche le spese del presente giudizio. In sintesi: accoglimento parziale del ricorso dell'Agenzia, annullamento della sentenza impugnata e rinvio per nuovo esame degli elementi decisivi (residenza, beneficiario effettivo, eventuale stabile organizzazione).
Norme richiamate
Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni (art. 12, comma 2 e art. 4, comma 5 richiamati nel ricorso)
L'art. 12 prevede un'aliquota convenzionale sulle ritenute sui pagamenti a favore di soggetti residenti in Svizzera; l'applicazione della tariffa convenzionale è subordinata alla prova di due presupposti: a) la residenza fiscale del beneficiario in Svizzera; b) la qualita' di beneficiario effettivo dei pagamenti. Tali elementi devono essere provati dal contribuente che invoca la convenzione.
d.P.R. n. 600/1973, art. 25, comma 4
Prevede l'aliquota ordinaria del 30% in relazione alle ritenute quando non risultano applicabili condizioni agevolative; norma richiamata dall'Ufficio per negare l'aliquota convenzionale.
Stabilisce il principio secondo cui l'onere della prova spetta a chi fa una determinata affermazione; la Corte ha richiamato che, in generale, il contribuente che invoca disposizioni tributarie favorevoli deve provare gli elementi costitutivi del suo diritto (qui: residenza e qualita' di beneficiario effettivo).
Codice di procedura civile, art. 360 (comma 1, nn. 3, 4 e 5) - motivi di cassazione
Consente la censura in cassazione per violazione di norme di diritto, errata interpretazione o mancanza di motivazione; la Corte ha ritenuto fondati motivi per vizio di motivazione e violazione delle regole sul riparto dell'onere della prova.
Codice di procedura civile, art. 132
Richiede adeguata motivazione delle decisioni giudiziarie; la sentenza d'appello è stata censurata come apodittica per mancanza di spiegazioni circa l'esclusione della qualifica di "scatola interposta".
Codice di procedura civile, art. 112
Imposizione di pronuncia su tutte le questioni devolute al giudice; la Cassazione ha rilevato omessa pronuncia su eccezione relativa alla residenza fiscale/possibile stabile organizzazione di TRGR.
d.lgs. n. 546/1992, art. 36, comma 2
Norma procedurale tributaria citata nel motivo che denunciava vizio di motivazione e rispetto delle regole processuali nell'ambito del giudizio tributario.
Costituzione, art. 111
Richiama il diritto al giusto processo; evocata nella censura per vizio di motivazione e mancata pronuncia.
Massime di principio
- Quando il contribuente invoca una disposizione fiscale o un trattato per ottenere condizioni agevolative (es. aliquote convenzionali), l'onere della prova degli elementi che legittimano tale agevolazione (residenza fiscale del beneficiario, qualita' di beneficiario effettivo) grava sul contribuente.
- Il giudice d'appello deve fornire motivazione chiara e specifica quando esclude la qualifica di 'scatola interposta' o compie valutazioni sulla sostanza economica: l'assenza di spiegazioni concrete rende la decisione cassabile per apoditticita'.
- La questione della residenza fiscale è un fatto che può variare nel tempo; pertanto un giudicato su annualità diverse non necessariamente preclude la verifica della residenza per altre annualità.
- Se l'Amministrazione fiscale eccepisce che il presunto soggetto residente in realtà è una stabile organizzazione o non è beneficiario effettivo, il giudice deve esaminare e motivare espressamente tali contestazioni; omissioni costituiscono motivo di cassazione.
- In casi simili, il giudice di rinvio dovrà riesaminare gli elementi probatori riguardanti residenza, beneficiario effettivo e eventuale esistenza di stabile organizzazione, regolando le spese processuali conformemente alla decisione di merito.
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