Cassazione Civile, Sentenza n. 30850/2025 del 25/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'Agenzia contestava la qualifica di "effettivo beneficiario" (beneficial owner) della società beneficiaria delle fees/royalties, Thomson Reuters Global Resources (TRGR), applicate dalla contribuente nel periodo d'imposta 2014. In conseguenza di tale contestazione l'Ufficio aveva emesso avviso di accertamento applicando la ritenuta ordinaria del 30% ai sensi dell'art. 25, c.4, D.P.R. n. 600/1973 e irrogando maggiori ritenute per euro 2.043.917,00 e sanzioni per euro 2.473.139,00. La contribuente aveva impugnato l'avviso davanti alla CTP (vinto) e poi in appello davanti alla CTR (sentenza favorevole alla contribuente). L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo violazione e falsa applicazione di norme civili e convenzionali (tra cui art. 2697 c.c. e disposizioni della Convenzione Italia-Svizzera) sostenendo che l'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento e la documentazione prodotta non potevano dimostrare la qualità di effettivo beneficiario di TRGR né l'operatività reale della stessa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto che il motivo proposto devolvesse alla Corte di legittimità una valutazione tipicamente di merito (accertamento fattuale sulla qualità di effettivo beneficiario di TRGR) e non si confrontasse adeguatamente con la ratio decidendi del giudice d'appello. La CTR aveva motivato la propria decisione valorizzando elementi concreti (bilancio, relazione, numero di dipendenti, solidità finanziaria e operatività di TRGR) tali da escludere l'interposizione. La Cassazione ha quindi confermato l'operato dei giudici di merito, condannando l'Agenzia delle Entrate alle spese processuali in favore della contribuente, liquidate in euro 20.000 oltre accessori, e constatando l'insussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
Art. 12 Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni
La contestazione riguardava l'applicabilità delle condizioni più favorevoli della Convenzione (in particolare la qualità di "effettivo beneficiario" dei pagamenti). La Corte ha ritenuto che la qualificazione di beneficiario effettivo fosse questione di fatto adeguatamente valutata dai giudici di merito sulla base della documentazione aziendale.
Art. 25, comma 4, D.P.R. 29.9.1973 n. 600
L'Ufficio aveva applicato l'aliquota ordinaria del 30% prevista per le ritenute quando non risultano applicabili i benefici convenzionali; la decisione ha annullato l'operato dell'Ufficio sulla base della prova dell'effettiva operatività e della qualità di beneficiario di TRGR.
Art. 2697 c.c. (onere della prova)
Richiamato nel motivo di ricorso dall'Agenzia per lamentare l'insufficiente prova fornita dalla contribuente; la Corte ha osservato che si trattava di valutazione di fatto spettante ai giudici di merito e non ravvisabile come vizio di legittimità.
Artt. 4, comma 5; 12, comma 2; 27 della Convenzione Italia-Svizzera; legge di ratifica 23.12.1978 n. 943
Norme richiamate dall'Agenzia in relazione all'applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni e alle condizioni per i benefici convenzionali; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente applicato tali disposizioni alla luce degli elementi probatori.
Art. 31-ter D.P.R. 29.9.1973 n. 600
Richiamato nel ricorso come normativa collegata agli accertamenti fiscali; non emergono interpretazioni aggiuntive nella sentenza oltre la valutazione di merito contestata.
Art. 360 n. 3 c.p.c. (motivo di cassazione)
Fondamento formale del ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che il motivo dedotto non configurasse un vizio di legittimità ricompreso nell'art. 360 n.3, ma una censura di merito.
Art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115/2002
Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- La qualità di "effettivo beneficiario" (beneficial owner) è una valutazione essenzialmente fattuale che si fonda su elementi probatori concreti (contratti, bilanci, rapporti organizzativi, numero di dipendenti, flussi finanziari) e spetta ai giudici di merito; la Cassazione interviene solo in presenza di vizi giuridici o di manifesta illogicità.
- Un accordo amministrativo in materia di transfer pricing non basta, di per sé, a determinare o escludere la qualità di beneficiario effettivo: occorre valutare la concreta operatività e il controllo sui flussi economici da parte della presunta beneficiaria.
- Se l'Amministrazione sostiene che i pagamenti sono stati "dirottati" verso altre società del gruppo, spetta all'Ufficio fornire indizi concreti oppure al giudice valutare gli elementi probatori che dimostrino l'interposizione; l'assenza di tali elementi favorisce la posizione del contribuente.
- I ricorsi per cassazione non possono essere utilizzati per rimettere in discussione valutazioni di fatto adeguatamente motivate dai giudici di merito; chi impugna deve dimostrare un vizio di diritto o di motivazione che rientri nei limiti di censura consentiti.
- In controversie su ritenute e benefici convenzionali, la documentazione societaria (bilanci, relazioni, organico, contratti) assume rilievo centrale per provare l'effettiva operatività e il possesso della qualifica di beneficiario effettivo.
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