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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22827/2024 del 05/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Sunsky ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva disposto il dissequestro parziale delle somme sequestrate, limitandolo all'importo di euro 2.445.162,65 (corrispondente all'IRAP dovuta per il 2020, con interessi e sanzioni). La società era originariamente sottoposta a sequestro preventivo a fini di confisca per un importo molto più elevato (circa euro 45.867.042,00 e polizze per euro 25.000.000) nell'ambito di indagini sul presunto profitto derivante da traffico di influenze illecite. Il difensore ha censurato l'ordinanza per violazione e falsa applicazione dell'art. 14, comma 4, legge 24 dicembre 1993, n. 537, sostenendo che il Tribunale aveva limitato la restituzione al solo ammontare indicato nell'avviso bonario relativo all'IRAP invece che all'intero importo delle imposte dovute ex lege in relazione al reddito illecitamente percepito.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ciò perché, dopo la proposizione del ricorso, il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma, con provvedimento del 9 febbraio 2024, ha disposto la restituzione alla società dell'importo corrispondente all'intero ammontare delle imposte dovute per l'anno 2020; in conseguenza di ciò l'avvocato della ricorrente ha depositato procura speciale e dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte ha pertanto ritenuto mancasse il requisito dell'interesse concreto e attuale necessario a proseguire il gravame e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Non è stata disposta condanna per spese o sanzioni connesse alla rinuncia.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 4, legge 24 dicembre 1993, n. 537

    La norma è stata interpretata dalla giurisprudenza di legittimità nel senso che è possibile il dissequestro parziale delle somme sottoposte a sequestro ai fini di confisca per consentire il pagamento delle imposte dovute sull'illecito provento, ma solo se sussiste il principio di proporzionalità: l'entità del vincolo non deve mettere in pericolo l'esistenza o l'operatività dell'ente e deve essere prevista una destinazione controllata delle somme al pagamento del debito tributario.

  • artt. 19, 25 e 53, d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231

    Norme che consentono il sequestro preventivo a fini di confisca in tema di responsabilità amministrativa degli enti; sono la base normativa del sequestro dei saldi attivi e delle polizze nella vicenda.

  • art. 346-bis cod. pen.

    Norma penale che punisce il traffico di influenze illecite; il presunto profitto del reato ai fini del sequestro è riferito alle provvigioni oggetto delle indagini.

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Disposizione sulle impugnazioni in materia cautelare; dispone la facoltà di proporre appello avverso provvedimenti cautelari, utilizzata nella vicenda, poi soggetta a successivi giudizi di legittimità.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la competenza per il nuovo esame dopo annullamento da parte della Corte di cassazione e rinvio per nuovo giudizio, applicata nella fase di rinvio al Tribunale di Roma.

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiede che chi propone ricorso sia portatore di un interesse concreto e attuale che persista fino alla decisione; è stata la base per dichiarare il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse dopo la restituzione delle somme.

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione di un ricorso, l'atto impugnato perde i suoi effetti concreti (ad esempio perché la somma oggetto del contendere è stata restituita), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In materia di sequestro a fini di confisca su proventi di reato dell'ente, il dissequestro parziale per consentire il pagamento di imposte è possibile ma richiede un bilanciamento di proporzionalità: non deve mettere in pericolo la sopravvivenza o l'operatività dell'ente e deve essere prevista una destinazione controllata delle somme.
  • La semplice esistenza di un avviso bonario non esclude che il contribuente debba considerare l'intero carico fiscale derivante da redditi illeciti; tuttavia, le questioni sull'ammontare esatto delle imposte possono diventare irrilevanti se l'ente ottiene successivamente la restituzione delle somme contestate.
  • La rinuncia formale al ricorso da parte del difensore determina la perdita dell'interesse e, di conseguenza, l'inammissibilità del ricorso senza che ciò comporti automaticamente condanne per spese o sanzioni pecuniarie nei confronti della parte che ha rinunciato.
  • Prima di proporre impugnazioni cautelari, è strategico valutare e, se possibile, chiedere provvedimenti sostitutivi (es. istanze di dissequestro per pagamento tributi) che possano rimuovere l'urgenza o la pregiudizialità della misura; se tali provvedimenti riescono dopo l'impugnazione, l'appello può risultare privo di interesse.
  • Il requisito dell'interesse concreto ed attuale all'impugnazione è essenziale: l'esito del giudizio deve essere idoneo ad eliminare la situazione giuridica pregiudizievole per la parte, e questo interesse deve sussistere fino alla decisione.

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