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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48585/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Scorza ha impugnato la conferma della sua condanna, deducendo: (1) carenza di prova circa la disponibilità/possesso della casa rurale in cui furono trovate armi e 374 kg di marijuana, in quanto l'immobile risultava di proprietà degli eredi del padre e non sarebbe stato accertato che l'imputato ne avesse la disponibilità; la condanna si sarebbe basata su affermazioni inutilizzabili del ricorrente e su indizi generici (soprannome "pistolero"); (2) manifesta illogicità e travisamento della prova da parte della Corte di appello, in particolare riguardo al rigetto della versione difensiva secondo cui il locale fosse affittato a terzi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità dei motivi e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il ricorso riproponesse censure già valutate e respinte in appello senza specificare in che modo la motivazione impugnata fosse contraddittoria o viziata da errori di diritto. La Suprema Corte ha confermato che la Corte di appello aveva motivato congruamente la disponibilità della casa e degli oggetti (Scorza fermato mentre accedeva alla casa con il suo furgone; dichiarazioni dell'imputato di essere unico conduttore dei terreni e della casa; chiavi dei cancelli e del deposito trovate addosso; massiccia presenza di sostanza stupefacente e attrezzature per il confezionamento). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e, in via equitativa, al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b)

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che i motivi esposti fossero aspecifici e quindi inammissibili ai sensi di questa disposizione e della giurisprudenza costante.

  • artt. 533, 535, 192 cod. proc. pen.

    artt. 533, 535, 192 cod. proc. pen.

    Richiamati a sostegno della censura sulla valutazione della prova e del principio di giudizio oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte ha ritenuto però che la valutazione della prova fosse coerente e congruamente motivata dal giudice di merito.

  • art. 23, legge 18 aprile 1975, n. 110, terzo comma

    art. 23, terzo comma, legge 18 aprile 1975, n. 110

    Norma relativa alla disciplina delle armi; la Corte di merito ha ritenuto provata la disponibilità delle armi rinvenute nella casa dell'imputato, giustificando l'applicazione delle norme sull'illiceità della detenzione.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sul reato di ricettazione/indebita disponibilità di cose provenienti da reato; applicata alla detenzione di un fucile con matricola abrasa, ritenuta indice della provenienza delittuosa.

  • art. 697 cod. pen.

    Norma relativa agli obblighi connessi alla detenzione o denuncia di armi; la Corte ha ritenuto sussistenti gli addebiti collegati alla mancata denuncia o alla illecita detenzione, in relazione alla condotta accertata.

  • artt. 73 e 80 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    artt. 73, commi I e IV-bis, e 80, comma II, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norme in materia di stupefacenti (detenzione, quantità, circostanze aggravanti e commisurazione della pena); la Corte ha ritenuto provata la detenzione della grande quantità di marijuana e l'applicabilità delle relative disposizioni sanzionatorie.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 (conv. L. n. 176/2020)

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. dalla legge n. 176 del 2020

    Norma sulla disciplina della trattazione scritta in Cassazione; applicata per lo svolgimento del giudizio in forma scritta.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e ben collegati alla motivazione impugnata: censure generiche o la mera riproposizione di una diversa lettura dei fatti sono inammissibili.
  • Il giudice di legittimità non rivede la valutazione di fatto operata dai giudici di merito; per ottenere l'annullamento occorre dimostrare un errore di diritto o un palese travisamento della prova con riferimenti puntuali agli atti.
  • Per contestare la disponibilità/possesso di locali o cose occorre colpire la ricostruzione probatoria nel suo nucleo (es. dimostrare l'assenza di elementi materiali che collegano l'imputato al luogo: chiavi, accessi, dichiarazioni, rinvenimento diretto), non limitarsi a dedurre la sola proprietà formale dell'immobile.
  • Quando vengono contestati elementi indiziari (soprannomi, comportamenti), è necessario mostrarne l'irrilevanza o la loro utilizzazione illegittima e indicare con precisione dove la motivazione del giudice sarebbe contraddittoria o priva di logica.
  • In ipotesi di detenzione di ingenti quantitativi di stupefacente, la motivazione del giudice che ricostruisce la disponibilità e l'organizzazione (attrezzature per essiccazione/confezionamento, odore, sacchi) costituisce riscontro probatorio significativo e difficilmente rivedibile in Cassazione senza argomentazioni specifiche.

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