Cassazione Civile, Ordinanza n. 04720/2024 del 22/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (società gestore)
La controversia
Un comune aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del gestore unico del servizio idrico integrato per somme asseritamente dovute per: gestione provvisoria di due depuratori, servizi di autospurgo e autobotte, gestione della rete comunale di acque meteoriche e pulizia delle caditoie/griglie. Il gestore aveva proposto opposizione deducendo, tra l'altro, difetto di titolo, genericità della domanda, insussistenza del credito e inapplicabilità dell'azione di arricchimento. Il tribunale aveva revocato il decreto ma aveva comunque condannato il gestore per ingiustificato arricchimento, limitando però alcune voci. In appello il gestore aveva ottenuto la totale riforma della decisione e il rigetto della domanda monitoria. Il comune ha quindi proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: omesso esame di ordinanze sindacali urgenti relative a uno dei depuratori; violazione dei criteri di interpretazione della convenzione di affidamento, sostenendo che gli impianti successivamente realizzati dovessero comunque rientrare nel servizio affidato in via esclusiva; errata disapplicazione di una delibera dell'autorità d'ambito che prevedeva il conferimento delle gestioni comunali; erronea interpretazione della convenzione in tema di acque meteoriche; errata esclusione dei servizi di autospurgo e autobotte dal perimetro del SII. Il gestore ha resistito con controricorso e ricorso incidentale condizionato, lamentando a sua volta l'assenza dei presupposti dell'ingiustificato arricchimento, la novità della domanda ex art. 2041 c.c., la genericità della pretesa e la mancanza di prova dell'an e del quantum.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale del comune. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo perché le ordinanze sindacali richiamate non erano un fatto storico decisivo rispetto alla ratio della sentenza d'appello, fondata sull'assenza di affidamento del depuratore al gestore. Ha dichiarato inammissibili anche i motivi secondo e terzo, rilevando che il comune, sotto l'apparente denuncia di violazione dei criteri ermeneutici e di disapplicazione di atti amministrativi, proponeva in realtà una diversa lettura della convenzione e degli atti dell'autorità d'ambito, senza indicare specifiche violazioni interpretative; quanto alla delibera del 2004, la censura non spiegava la sua pertinenza rispetto a impianti non compresi tra quelli già in uso alla stipula. Il quarto motivo è stato ritenuto infondato: la Corte ha condiviso l'interpretazione della convenzione secondo cui il servizio idrico integrato comprende le acque meteoriche solo dopo il convogliamento nella rete fognaria, mentre la gestione delle reti di regimazione delle acque bianche prima del convogliamento restava nella disponibilità del comune, salva apposita convenzione. Il quinto motivo è stato dichiarato inammissibile perché non colpiva la reale ratio decidendi, che riguardava la mancata prova che i servizi di autospurgo e autobotte fossero resi a utenti allacciati alla fognatura. Il ricorso incidentale condizionato del gestore non è stato esaminato, essendo rimasto assorbito dal rigetto del ricorso principale. La Corte ha inoltre condannato il comune alle spese e dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
omesso esame circa un fatto decisivo del giudizio, oggetto di discussione tra le parti
il vizio riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico, inteso come accadimento o circostanza materiale decisiva, non di argomentazioni, deduzioni difensive, prove in sé, domande o motivi di appello
la censura che si limiti a contrapporre una diversa lettura della convenzione non è ammissibile; occorre indicare specificamente quali clausole impedissero l'interpretazione seguita dal giudice di merito
l'interpretazione contrattuale è censurabile in cassazione solo per violazione dei criteri legali di ermeneutica o motivazione radicalmente inadeguata, non per mera diversa opinione della parte
art. 141, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006
il servizio idrico integrato comprende captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua, fognatura e depurazione delle acque reflue; le acque meteoriche rientrano nel perimetro solo nel loro convogliamento nella rete fognaria
art. 74, comma 1, d.lgs. n. 152 del 2006
la nozione di acque reflue urbane ricomprende anche il miscuglio con acque meteoriche convogliate in reti fognarie; prima di tale convogliamento tali acque restano nel governo del comune
art. 2 della Convenzione di affidamento del 2004
attribuisce in via esclusiva al gestore unico la gestione del SII, ma non estende automaticamente l'affidamento a beni o impianti non compresi nella convenzione e non ancora presi in carico
art. 7 della Convenzione di affidamento del 2004
consente di affidare al gestore altri servizi connessi o accessori mediante specifiche convenzioni
art. 10 della Convenzione di affidamento del 2004
gli impianti esistenti necessari ed utilizzati ... restano di proprietà dei soggetti titolati e sono affidati in concessione d'uso al Gestore per tutta la durata della presente convenzione
i beni strumentali preesistenti sono affidati in concessione d'uso; la sola esclusiva del servizio non equivale al trasferimento automatico di tutti gli impianti
art. 11, paragrafo 7, della Convenzione di affidamento del 2004
eventuali opere attinenti al SII realizzate direttamente dagli Enti Locali o dall'Autorità successivamente alla data di efficacia della convenzione, verranno affidate, previa opportuna convenzione, al Gestore
le opere successive alla convenzione richiedono una nuova e apposita convenzione per essere affidate al gestore
art. 366, comma 2, n. 4, c.p.c.
il ricorso deve contenere l'esposizione delle ragioni delle censure; è inammissibile se non spiega la pertinenza della norma o dell'atto invocato alla concreta fattispecie
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002
in caso di rigetto dell'impugnazione va dato atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda solo un fatto storico decisivo e discusso tra le parti; non possono essere veicolate come "fatti" le argomentazioni difensive, gli elementi istruttori, le domande o le eccezioni.
- La doglianza in tema di interpretazione contrattuale è ammissibile solo se individua specifiche violazioni dei canoni ermeneutici; non è consentito chiedere alla Cassazione una mera rivalutazione del significato della convenzione o degli atti di causa.
- L'affidamento esclusivo del servizio non implica, di per sé, l'automatico affidamento di tutti gli impianti o delle opere successive: occorre verificare il perimetro oggettivo della convenzione e, per le opere sopravvenute, l'eventuale necessità di una convenzione integrativa o separata.
- Le acque meteoriche rientrano nel servizio idrico integrato solo quando sono convogliate nella rete fognaria; prima di tale convogliamento la gestione delle infrastrutture di raccolta e regimazione può restare in capo all'ente locale, se la convenzione non disponga diversamente.
- Una pretesa di indennizzo per servizi accessori al servizio idrico deve essere sorretta da specifica allegazione e prova sia dell'esecuzione del servizio sia della sua riconducibilità all'ambito soggettivo e oggettivo del gestore, pena l'inammissibilità o il rigetto della censura.
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