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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48815/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trento che aveva rigettato la richiesta di riesame volta alla restituzione di un'autovettura Audi Q5 sequestrata a Elite Srls; il ricorrente deduceva: incompetenza territoriale del Tribunale di Trento (sostenendo la competenza del Tribunale di Foggia in quanto Cerignola sarebbe stato il luogo d'inizio della consumazione del reato associativo), nullità del provvedimento genetico per carenza motivazionale circa il fumus e il periculum, errore nella valutazione della disponibilità del veicolo (inversione dell'onere della prova e carenza di indizi gravi, precisi e concordanti), erronea applicazione di norme relative alla quantificazione del profitto e della proporzione del sequestro (anche con riferimento a modifiche normative sull'accisa), e varie doglianze procedurali connesse alla valutazione degli elementi di prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato e, in quanto assorbente, ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per un nuovo esame. La Corte ha disposto che il Tribunale verifichi la sussistenza della connessione ex art. 12 c.p.p. (lett. b) o c)) tra reato associativo e reati-fine e determini la competenza territoriale alla luce dei criteri indicati (in particolare applicando correttamente l'art. 9, comma 1 e l'art. 10, comma 3 c.p.p. quando la consumazione inizi all'estero ma si sia manifestata in parte in Italia). La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di riesame proposto dal terzo interessato alla restituzione, la competenza territoriale deve essere individuata rispetto al procedimento per il reato della persona nella cui disponibilità è stato posto il bene. L'annullamento è con rinvio per nuovo esame; non è stata accolta definitamente la contestazione sul merito del fumus/periculum o sulle altre questioni, che restano da riesaminare dal giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Individua il luogo di competenza per il reato permanente nel luogo in cui ha avuto inizio la consumazione; va riferito al luogo della base da cui si è diretta l'attività del sodalizio quando il reato è permanente.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Regola integrativa da applicarsi anche ai reati connessi: se la competenza non è determinabile ai sensi dell'art. 8, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione; va applicato anche quando la consumazione è iniziata all'estero ma si è manifestata in parte in Italia.

  • art. 10 cod. proc. pen.

    Quando il reato è commesso in parte all'estero, la competenza si determina alla luce degli artt. 8 e 9; ciò autorizza l'applicazione dell'art. 9, comma 1, per fissare la competenza in Italia.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Discute la connessione tra delitto associativo e reati-fine: può operare ai sensi della lett. b) quando gli stessi soggetti hanno posto in essere reati in continuazione; può operare ai sensi della lett. c) anche senza identità soggettiva purché il reato mezzo sia finalizzato ai reati-fine.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio di scelta del giudice competente tra reati connessi: competenza al giudice per il reato più grave o, a parità, per il primo reato.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Regola sulla competenza e sull'urgenza: il giudice incompetente può aver adottato in via provvisoria misure cautelari la cui efficacia interinale permane; il giudice di rinvio può valutare l'applicazione dell'art. 27 in presenza di esigenze cautelari.

  • art. 321, 322, 324 cod. proc. pen.

    Norme relative al giudizio di riesame e ai rimedi del terzo interessato, richiamate in relazione alla legittimazione e alle doglianze sul sequestro preventivo e sulla motivazione del provvedimento genetico.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Principio generale di legalità e di applicazione delle norme di rito evocato nelle censure processuali sulla correttezza dell'istruttoria e della motivazione.

  • art. 40 e 49 d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504

    Norme penali sul contrabbando/sottrazione al pagamento delle accise contestate come reati-fine e reato mezzo nell'ambito dell'associazione per delinquere.

  • art. 416 cod. pen.

    Reato di associazione per delinquere individuato come reato più grave ai fini della determinazione della competenza territoriale.

  • art. 240 cod. pen.

    Rilevato con riferimento alla quantificazione del profitto del reato e alla confisca per equivalente; il giudice dovrà verificare correttamente la misura e il rispetto del principio di proporzione.

  • art. 11 L. 146/2006

    Riferimento normativo richiamato nel decreto di sequestro; la Corte ha rilevato che il giudice di merito avrebbe dovuto esaminare la questione sollevata dal ricorrente.

  • art. 61-bis cod. pen.

    Richiamato in relazione alla esclusione della circostanza aggravante; la Corte ha osservato che il giudice di merito non ha preso posizione su rimandi normativi evocati nel decreto di sequestro.

Massime di principio

  • Quando il reato associativo è permanente e la consumazione è iniziata all'estero ma si è manifestata in parte in Italia, va considerato applicabile l'art. 9, comma 1 c.p.p.: competente è il giudice dell'ultimo luogo nazionale in cui si è svolta una parte significativa della condotta.
  • La connessione tra reato associativo e reati-fine va valutata con attenzione alla forma di connessione applicabile (art. 12 lett. b o c): la presenza o meno di identità soggettiva degli autori incide sulla determinazione della competenza territoriale.
  • Nel giudizio di riesame promosso da un terzo interessato alla restituzione di beni sequestrati, la competenza territoriale va individuata in relazione al procedimento relativo alla persona nella cui disponibilità il bene è stato ritenuto; il terzo è legittimato a dedurre vizi del sequestro.
  • L'adozione di misure cautelari reali da parte di un giudice poi ritenuto incompetente conserva efficacia interinale; il giudice di rinvio deve comunque riesaminare la fondatezza dei presupposti (fumus e periculum) e la legittimità dell'atto.
  • Il Tribunale che esamina il riesame non può tralasciare di applicare le regole integrative dell'art. 9 c.p.p. e l'art. 10 c.p.p. quando ricorra la fattispecie di consumo in parte all'estero; l'errata esclusione di queste norme può determinare annullamento e rinvio.
  • Il terzo proprietario di beni sottoposti a sequestro non deve essere sottoposto ad un inversione dell'onere della prova: spetta all'autorità procedente dimostrare la disponibilità effettiva e il nesso con il profitto del reato mediante indizi gravi, precisi e concordanti.
  • In caso di contestazioni su calcolo del profitto e proporzione del sequestro, il giudice deve motivare puntualmente le scelte (aliquote applicate, nodi temporali e soggettivi) e considerare eventuali modifiche legislative sopravvenute che incidono sulla misura del profitto.

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