Cassazione Penale, Sentenza n. 48765/2023 del 07/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore ha impugnato la sentenza del Tribunale di Milano sostenendo la violazione dell'art. 420-bis c.p.p.: il GIP avrebbe dichiarato l'assenza dell'imputato all'udienza preliminare del 10/05/2022 senza i presupposti previsti dalla norma, avendo ritenuto sufficiente l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio senza prova di contatti o di un effettivo rapporto professionale. Si è dedotta la nullità dell'udienza preliminare e del decreto di rinvio a giudizio e si è lamentato il pregiudizio concreto per l'imputato (privazione della possibilità di difendersi in sede di udienza preliminare e di utilizzare i riti alternativi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Ha ritenuto che non sussista un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla presunta illegittima declaratoria di assenza, posto che il Tribunale, con sentenza ex art. 420-quater, ha disposto la cessazione del procedimento per mancata conoscenza della pendenza; tale sentenza è revocabile ai sensi dell'art. 420-sexies se l'imputato viene rintracciato e, una volta notificata la sentenza personalmente, l'imputato potrà avvalersi dei rimedi restitutori previsti dall'art. 489 c.p.p. (chiedere la nullità del decreto di rinvio o comparire e recuperare i termini e le facoltà perdute). Non essendovi un danno effettivo da rimuovere, il ricorso in Cassazione non consegue un vantaggio pratico e dunque è inammissibile. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Disciplina la dichiarazione di assenza dell'imputato in udienza preliminare: richiede che sussistano i presupposti per poter considerare l'imputato assente; la Corte richiama la giurisprudenza secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è automaticamente sufficiente senza prova di un rapporto effettivo tra imputato e difensore
art. 420-quater, cod. proc. pen.
Prevede la possibilità di pronunciare sentenza di non doversi procedere per mancata conoscenza della pendenza del processo da parte dell'imputato; la sentenza ha efficacia limitata e può essere revocata se l'imputato viene rintracciato
art. 420-sexies, cod. proc. pen.
Regola la revoca della sentenza ex art. 420-quater in caso di rintraccio dell'imputato e la ripresa del procedimento, con fissazione dell'udienza e comunicazione alle parti; detta le conseguenze processuali della revoca
Prevede i rimedi restitutori in dibattimento avverso la dichiarazione di assenza illegittima in udienza preliminare: il giudice dichiara la nullità del decreto di rinvio e restituisce gli atti all'udienza preliminare; la nullità è tuttavia sanata se non è eccepita dall'imputato che è comparso o ha rinunciato a comparire; l'imputato che compare è reintegrato nelle facoltà perdute
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce l'interesse necessario per l'impugnazione: l'interesse deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e consistere nella possibilità concreta di ottenere una situazione pratica più vantaggiosa; la Corte applica questo principio per dichiarare inammissibile il ricorso per carenza di interesse
Norma sui motivi di ricorso per cassazione: richiamata nella parte in cui errori di diritto o inosservanza di norme processuali non rendono automaticamente ammissibile il ricorso se manca l'interesse concreto
Richiamato per il termine oltre il quale non possono più essere disposte ricerche da parte della polizia giudiziaria e per la limitazione temporale dell'efficacia della sentenza ex art. 420-quater
Massime di principio
- La declaratoria di assenza in udienza preliminare richiede elementi che dimostrino un'effettiva conoscenza o volontaria sottrazione del procedimento da parte dell'imputato; la mera elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non è automaticamente sufficiente senza prova di contatti o di rapporto professionale.
- Se in sede dibattimentale viene pronunciata una sentenza di non doversi procedere per mancata conoscenza della pendenza (art. 420-quater), tale sentenza ha efficacia limitata e può essere revocata se l'imputato viene successivamente rintracciato (art. 420-sexies); ciò consente poi al soggetto di esercitare rimedi per la nullità dell'udienza preliminare.
- Lamentare in Cassazione una violazione procedurale richiede un interesse concreto e attuale: è necessario dimostrare che l'annullamento o la riforma del provvedimento porterebbe a un vantaggio pratico immediato per il ricorrente.
- Gli strumenti restitutori (art. 489 c.p.p.) permettono all'imputato, una volta venuto a conoscenza del procedimento, di scegliere tra chiedere la nullità del decreto di rinvio o comparire e recuperare i termini e le facoltà perdute; la scelta strategica dipende dall'effettivo vantaggio processuale perseguibile.
- Il difensore, se contesta la declaratoria di assenza, dovrebbe raccogliere e documentare elementi che dimostrino l'assenza di contatti con l'imputato (es. mancanza di corrispondenza, dichiarazioni, attività difensiva) per poter provare l'illegittimità della declaratoria e il pregiudizio concreto.
- In presenza di sentenze che sospendono o estinguono temporaneamente il processo per mancata conoscenza, l'azione difensiva immediata non sempre trova rimedio in sede di legittimità: può essere più efficace attendere la notifica personale e utilizzare i rimedi procedurali previsti dalla legge per reintegrare i diritti perduti.
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