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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48767/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame di Palermo che ha confermato il decreto di sequestro preventivo (somme di denaro e monili) disposto dal Gip in occasione della perquisizione presso l'abitazione dell'indagato nell'ambito di indagini per tentata estorsione pluriaggravata, anche ex art. 416-bis.1 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi di impugnazione: il tribunale del riesame aveva motivato adeguatamente la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321 co. 2 c.p.p. e art. 240‑bis c.p.), spiegando il periculum in mora in relazione alla natura fungibile e facilmente occultabile dei beni e all'incompatibilità tra l'entità dei beni sequestrati e la situazione reddituale dell'indagato. È stata inoltre richiamata la giurisprudenza che distingue sequestro probatorio e preventivo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (commi 1 e 2)

    Autorità usata come fondamento per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede motivazione concisa anche sul periculum in mora quando il sequestro anticipa l'effetto ablatorio della confisca. La Corte ha ritenuto soddisfatto l'onere motivazionale in relazione alla fugacità e alla facile dispersione dei beni sequestrati.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla cosiddetta "confisca allargata"; il tribunale ha ritenuto che il reato contestato (tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso) rientrasse tra quelli per i quali è prevista la confisca allargata, giustificando così il sequestro preventivo dei beni in vista di una futura confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla confisca obbligatoria come titolo del vincolo ablatorio; il tribunale ha collegato il sequestro alla possibile confisca prevista dalla normativa penale.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ordinanze in materia di sequestro preventivo; la Corte ricorda che contro tali ordinanze il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge.

  • art. 325 co. 1 cod. proc. pen.

    Richiamato per chiarire il limitato ambito di sindacabilità in Cassazione (ricorso ammesso solo per violazione di legge).

  • art. 606 lett. B e C cod. proc. pen.

    Indicano i motivi di ricorso per cassazione per violazione di legge e per errori in procedendo o in iudicando, richiamati per delimitare i profili censurabili dell'ordinanza impugnata.

  • Sentenza delle Sezioni Unite "Ellade" (2021)

    Precisa che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa anche sul periculum in mora e che tale paradigma si applica anche al sequestro finalizzato alla confisca ex art. 240-bis; la Corte di Cassazione ha applicato questo criterio confermando che la motivazione del riesame era adeguata.

  • Cass. n. 14644/2005 e Cass. n. 43222/2022 (giurisprudenza richiamata)

    Giurisprudenza richiamata per distinguere le finalità del sequestro probatorio rispetto al sequestro preventivo e per affermare che l'esistenza di un precedente dissequestro parziale non impedisce l'adozione di un successivo vincolo preventivo con diversa finalità.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione avverso ordinanze in tema di sequestro preventivo è limitato ai soli profili di violazione di legge: non è strumento per rinnovare la valutazione di merito sugli indizi.
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321 co.2 c.p.p. e art. 240-bis c.p.) richiede una motivazione anche sul periculum in mora: è sufficiente una spiegazione che leghi la natura dei beni (es. fungibili, facilmente occultabili) e le condizioni del soggetto (es. reddito incompatibile) al rischio di dispersione.
  • La cosiddetta confisca allargata (art. 240-bis) può giustificare il sequestro preventivo anche quando il reato è contestato nella forma tentata, purché sussista un compendio indiziario che renda plausibile la sproporzione tra beni e reddito o il collegamento dei beni a attività illecite.
  • La documentazione probatoria della provenienza lecita dei beni deve essere adeguata e riferibile direttamente all'indagato; prove attinenti a soggetti terzi (es. visure di un parente) hanno valore limitato.
  • Il sequestro probatorio e il sequestro preventivo hanno finalità differenti; l'annullamento o il dissequestro parziale a fini probatori non esclude la possibilità di un successivo sequestro preventivo con diversa finalità ablatoria.
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario contestare specificamente i presupposti giuridici (violazione di legge, carenza motivazionale grave) e fornire prova certa della lecita provenienza dei beni, non meramente chiedere una diversa valutazione degli indizi.

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