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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20095/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro)

La controversia

Un dirigente medico aveva ottenuto in primo grado e poi in appello il riconoscimento del diritto all'indennità di pronta disponibilità per gli anni 2008-2015 nella misura di euro 41,32 per turno, anziché nella misura inferiore di euro 20,66 prevista dalla contrattazione nazionale. La Corte d'appello aveva ritenuto efficace e vincolante una delibera aziendale del 1999 che aveva elevato l'importo, reputando inoltre non provata dall'azienda l'asserita indisponibilità del fondo. L'azienda sanitaria ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 17 e 55 del CCNL dirigenza medica SSN 2002-2005 e dell'art. 51 del CCNL 1998-2001, sostenendo che l'aumento dell'indennità poteva derivare solo da un accordo collettivo decentrato e comunque entro i limiti delle risorse del fondo aziendale; ha aggiunto che il regolamento/delibera aziendale non poteva fondare un diritto soggettivo in assenza della condizione della capienza del fondo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda sanitaria, richiamando un orientamento già espresso in precedenti decisioni analoghe. Ha affermato che, nella disciplina collettiva del rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato, l'incremento dell'indennità di pronta disponibilità è subordinato non solo alla previsione della contrattazione integrativa, ma anche alla disponibilità delle risorse del fondo aziendale e al rispetto dei vincoli della contrattazione nazionale e di bilancio. Ha inoltre precisato che un atto deliberativo risalente al 1999 non può, da solo, fondare il diritto alla maggiorazione in assenza di un successivo intervento della contrattazione integrativa che lo richiami e ne verifichi la compatibilità con le risorse disponibili. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato la domanda originaria del dirigente medico. Ha disposto la compensazione integrale delle spese dell'intero processo e ha escluso il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 17 CCNL dirigenza medica SSN 2002-2005

    L'indennità di pronta disponibilità può essere rideterminata in aumento dalla contrattazione integrativa, ma nei limiti e alle condizioni previste dalla disciplina collettiva.

  • art. 55 CCNL dirigenza medica SSN 2002-2005

    Richiamato insieme alle altre disposizioni contrattuali per affermare che la disciplina dell'indennità non consente un riconoscimento automatico della misura maggiorata fuori dai presupposti pattizi.

  • art. 51 CCNL 1998-2001

    Rilevante quale fonte della disciplina contrattuale dell'indennità e dei suoi limiti di incremento tramite contrattazione decentrata.

  • art. 5 CCNL 3.11.2005

    La contrattazione aziendale ha efficacia temporalmente limitata e resta subordinata ai vincoli della contrattazione nazionale e delle risorse disponibili.

  • art. 5 CCNL 8.6.2000

    La contrattazione decentrata può rideterminare l'indennità solo entro il quadro e la durata stabiliti dal contratto collettivo nazionale.

  • art. 4 CCNL 5.12.1996

    Conferma che l'attribuzione di trattamenti economici maggiorativi è rimessa alla disciplina collettiva e alle relative condizioni.

  • art. 40 d.lgs. n. 165/2001

    nel testo applicabile ratione temporis

    La contrattazione integrativa deve rispettare i vincoli dei contratti collettivi nazionali e quelli derivanti dalle disponibilità di bilancio e dagli strumenti di programmazione dell'amministrazione.

  • art. 2697 c.c.

    Quando il diritto dipende dall'avveramento di una condizione sospensiva, l'onere di provare l'evento condizionante grava su chi intende far valere il diritto.

  • art. 384, comma 2, c.p.c.

    In assenza di ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere nel merito dopo la cassazione della sentenza impugnata.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    La Corte richiama per relationem la motivazione di precedenti decisioni conformi.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Norma del procedimento camerale non partecipato richiamata nella fase di trattazione del ricorso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte esclude i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

  • L. 24 dicembre 2012, n. 228

    Richiamata quale legge che ha modificato la disciplina del contributo unificato, ma nel caso concreto non ne ricorrono le condizioni applicative.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato l'attribuzione di un trattamento economico aggiuntivo non può derivare da un mero atto unilaterale dell'amministrazione: occorre un fondamento nella contrattazione collettiva ed il rispetto delle condizioni ivi previste.
  • Se la contrattazione nazionale rimette alla contrattazione integrativa la rideterminazione di un'indennità, tale potere è esercitabile solo entro i limiti delle risorse disponibili del fondo aziendale e dei vincoli di bilancio.
  • Un precedente atto aziendale di incremento retributivo non basta, da solo, a fondare il diritto del dipendente se non sia successivamente richiamato e reso compatibile dalla contrattazione integrativa vigente nel periodo rivendicato.
  • Quando il diritto azionato è subordinato a una condizione sospensiva, grava su chi lo invoca la prova dell'avveramento della condizione, secondo il principio generale dell'art. 2697 c.c.
  • Se la causa può essere decisa sulla base degli accertamenti già compiuti, la Corte di cassazione può cassare la sentenza e decidere nel merito rigettando la domanda originaria.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRRicorso per cassazione
RamiLavoroProcesso civileObbligazioni
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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