Cassazione Civile, Ordinanza n. 17350/2025 del 27/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un atto di classamento relativo a unità immobiliari di proprietà della contribuente site nel Comune di Forio d'Ischia, successivamente recepito in un avviso di accertamento ICI. La Commissione tributaria provinciale aveva rigettato il ricorso della contribuente e la Commissione tributaria regionale aveva confermato la decisione. In cassazione la contribuente ha proposto cinque motivi: con il primo ha denunciato omessa pronuncia della CTR sul motivo di gravame relativo al difetto di motivazione dell'atto impugnato; con il secondo ha dedotto violazione dell'art. 7, comma 1, L. 212/2000 e dell'art. 3 L. 241/1990, sostenendo che la revisione del classamento non fosse stata motivata e non le fosse stata notificata prima dell'avviso ICI; con gli ulteriori motivi ha lamentato la nullità della sentenza per difetto di motivazione e l'omesso esame della relazione di perizia comparativa e della perizia asseverata prodotte in giudizio. La Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo, ha accolto il secondo, ha dichiarato assorbiti gli altri e, poiché non occorrevano ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito accogliendo l'originario ricorso della contribuente.
La decisione
La Corte ha respinto il primo motivo di ricorso, ha accolto il secondo motivo e ha dichiarato assorbiti gli altri tre. Ha cassato la sentenza della CTR e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., ha accolto il ricorso introduttivo della contribuente contro l'atto di classamento e il correlato avviso ICI. Le spese dei gradi di merito e di legittimità sono state compensate, in ragione del fatto che l'orientamento giurisprudenziale applicato era successivo alla proposizione del ricorso per cassazione.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
La doglianza per omessa pronuncia richiede la totale mancanza del provvedimento indispensabile alla soluzione del caso; non vi è vizio quando la decisione comporti comunque il rigetto implicito della pretesa incompatibile con la motivazione complessiva.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È il parametro processuale utilizzato per denunciare la violazione delle norme sulla motivazione degli atti amministrativi e dell'atto di classamento.
art. 7, comma 1, L. 27 luglio 2000, n. 212
È richiamato come norma che impone la motivazione degli atti tributari.
art. 3, L. 7 agosto 1990, n. 241
È richiamato quale norma generale sulla motivazione del provvedimento amministrativo.
art. 74, comma 3, L. 21 novembre 2000, n. 342
In materia di ICI, se la rendita catastale è stata attribuita entro il 31 dicembre 1999 e l'atto impositivo che la recepisce è notificato dopo l'entrata in vigore della legge, la notificazione rende piena conoscenza dell'attribuzione e legittima l'impugnazione anche della rendita.
Consente alla Corte di cassare la sentenza e decidere la causa nel merito quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Massime di principio
- Il vizio di omessa pronuncia non sussiste quando la decisione adottata sia logicamente incompatibile con la domanda o il motivo non espressamente esaminato, poiché in tal caso si configura un rigetto implicito.
- In tema di ICI e rendita catastale, la notificazione dell'atto impositivo che recepisce la rendita attribuita rende il contribuente pienamente edotto della determinazione e gli consente di impugnare anche la rendita stessa.
- Quando la rendita catastale deriva da procedura DOCFA e l'Ufficio rettifica il numero dei vani dichiarati, la motivazione dell'atto non può ridursi all'indicazione di categoria, classe e consistenza, ma deve dar conto in modo specifico degli elementi fattuali che giustificano la rettifica.
- La determinazione del vano utile ai fini catastali è il risultato di una valutazione che dipende da più dati fattuali, tra cui destinazione funzionale, connotazione strutturale ed estensione superficiale, sicché la loro incidenza deve emergere dalla motivazione dell'atto di classamento.
- Se la controversia è matura per la decisione e non richiede ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può decidere nel merito, accogliendo o rigettando la domanda originaria.
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