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Sentenza

Sentenza del 09/03/2016 n. 4618 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della CTR della Lombardia per violazione e falsa applicazione della Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis, nonché degli artt. 7, 8, 9, 15 e 16 della stessa legge. La questione riguardava il perfezionamento del condono per omessi o ritardati versamenti in caso di pagamento rateale: secondo la contribuente e i giudici di merito era sufficiente il pagamento tempestivo della prima rata; secondo l'Agenzia era necessario il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate previste.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato senza rinvio la sentenza d'appello e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario della società. Ha stabilito che il condono previsto dall'art. 9-bis della Legge n. 289 del 2002 si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate. Il mancato o tardivo pagamento anche delle rate successive alla prima comporta l'inefficacia dell'istanza e la perdita del beneficio, consentendo all'Amministrazione di recuperare l'imposta originariamente dovuta. La società è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 17.000 euro oltre spese prenotate a debito; le spese dei giudizi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis, come modificato dalla Legge n. 350 del 2003, art. 2, comma 45

    Il condono riguarda gli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni del contribuente.

    La norma disciplina un condono di natura clemenziale, basato sul pagamento dell'imposta e degli interessi senza sanzioni. In caso di rateizzazione, il beneficio si perfeziona esclusivamente con il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate dovute.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Le altre forme di definizione agevolata previste dalla legge hanno natura diversa, generalmente premiale, e non possono essere applicate analogicamente all'art. 9-bis per consentire il mantenimento del beneficio nonostante l'omesso pagamento delle rate successive alla prima.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Ha costituito la base processuale del ricorso per cassazione dell'Agenzia, fondato sulla violazione e falsa applicazione delle norme sul condono.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Ha consentito alla Corte di cassare la sentenza senza rinvio e decidere direttamente il merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    La Corte ha evidenziato che il condono ex art. 9-bis non richiede una liquidazione straordinaria, poiché l'importo dovuto coincide con quello indicato dal contribuente nella dichiarazione integrativa, maggiorato degli interessi.

Massime di principio

  • Quando una definizione fiscale agevolata prevede il pagamento rateale e la norma richiede il pagamento integrale, il mancato o tardivo versamento di una rata successiva alla prima può determinare la perdita dell'intero beneficio.
  • Non è possibile applicare analogicamente regole più favorevoli previste per altre forme di condono, se la disciplina considerata ha natura e struttura differenti.
  • Nei condoni di natura clemenziale, fondati su importi già determinabili dal contribuente e non su un accertamento straordinario, il perfezionamento del beneficio può essere subordinato all'integrale adempimento dei pagamenti.
  • Il pagamento della prima rata, da solo, non dimostra necessariamente il perfezionamento della definizione: occorre verificare i requisiti specifici previsti dalla disposizione applicabile e il rispetto di tutte le scadenze.
  • In caso di decadenza dal beneficio, l'Amministrazione finanziaria può procedere al recupero dell'imposta originariamente dovuta, oltre agli eventuali accessori previsti dalla legge.

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