Sentenza del 09/03/2016 n. 466 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Accertamento imposte - Accertamento sui maggiori ricavi da cessione di immobili a carico dell'unico socio di Società a responsabilità limitata - Unico socio entrato a far parte della società in data successiva alla vendita degli immobili - Illegittimità dell'accertamento - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’accertamento a carico del socio è stato ritenuto illegittimo: i corrispettivi delle cessioni immobiliari si considerano conseguiti alla data della stipula degli atti di compravendita e il maggior reddito societario accertato induttivamente non può essere attribuito al socio entrato nella società dopo tali vendite. Il testo fornito non indica importi, date specifiche, grado e giudice della decisione impugnata né statuizioni sulle spese.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L’Amministrazione ha imputato al socio unico maggiori ricavi derivanti dalla vendita di immobili effettuata dalla società. Il ricorrente ha contestato l’addebito perché era entrato nella compagine sociale soltanto dopo le cessioni e, quindi, al momento in cui i relativi corrispettivi si consideravano conseguiti era estraneo alla società.
Massime di principio
- Per attribuire a un socio un reddito riferito a operazioni societarie occorre considerare quando il reddito si è realizzato e quando il soggetto è entrato nella compagine sociale: l’ingresso successivo alle operazioni non consente, di per sé, di imputargli i relativi maggiori ricavi.
- Per le cessioni immobiliari, ai fini indicati nella decisione, il corrispettivo si considera conseguito alla data della stipula dell’atto di compravendita; tale momento va confrontato con la data di ingresso del socio.
- L’accertamento induttivo di maggiori ricavi nei confronti della società non giustifica automaticamente l’attribuzione del maggior reddito a un socio che, al tempo delle operazioni, era estraneo alla compagine sociale.
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