Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14287/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del 13/09/2022 che ha rigettato la richiesta di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione emesso in esecuzione della sentenza di condanna del 25/11/1998 nei confronti di Mazziotti Carmine (deceduto) e Vitale Gelsomina. Denunciano: a) mancata notifica dell'ordine di demolizione nella loro specifica qualità di eredi; b) omesso accertamento del loro rapporto con il bene da demolire (possesso o diritto reale); c) mancata verifica dell'eventuale acquisizione dell'opera abusiva al patrimonio comunale e della conseguente incompatibilità con l'ordine demolitorio.

La decisione

La Corte dichiara i ricorsi inammissibili perché generici e manifestamente infondati. Richiama il consolidato principio secondo cui l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa ripristinatoria trasmissibile agli eredi e agli aventi causa, non si estingue per morte del reo e non è sottratto al potere esecutivo del PM salvo che l'ente locale adotti provvedimenti amministrativi espressamente incompatibili. Il PM non è tenuto ad accertare oltre la semplice chiamata all'eredità: la chiamata all'eredità (art. 460 c.c.) legittima la notifica e grava sull'ingiunto l'onere di dimostrare di non aver accettato l'eredità. L'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale non esclude automaticamente l'esecuzione dell'ordine demolitorio, salvo delibera comunale che manifesti un interesse pubblico prevalente al mantenimento delle opere. I ricorrenti non hanno dedotto fatti decisivi né contestato di non essere eredi; i motivi di merito non potevano essere sollevati per la prima volta in Cassazione. Per tali ragioni i ricorsi sono inammissibili e i ricorrenti sono condannati a rifondere le spese e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico dell'edilizia), art. 31

    comma 9 e comma 2 e comma 3

    L'ordine di demolizione disposto dal giudice ai sensi del comma 9 ha natura amministrativa ripristinatoria e si coordina (ma non si sostituisce) ai poteri dell'autorità amministrativa; il comma 3 disciplina effetti diversi rispetto al provvedimento amministrativo comunale

  • Codice penale

    La disposizione sull'estinzione delle pene per decorso del tempo riguarda solo le pene principali e non si applica all'ordine demolitorio di natura amministrativa

  • Codice civile

    La chiamata all'eredità legittima una presunzione della qualità di erede e sufficiente per la notificazione dell'ordine trasmesso ope legis; l'onere di provare di non aver accettato ricade sull'ingiunto

  • Codice civile

    Richiamata in relazione alle persone che abbiano rapporti qualificati con il de cuius; tali rapporti rafforzano la presunzione della qualità di erede

  • Codice di procedura penale

    Consente la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità, con possibile imputazione di responsabilità e applicazione di ammenda

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione emesso con sentenza penale ha natura amministrativa ripristinatoria e si trasmette agli eredi e agli aventi causa: la morte del condannato non estingue automaticamente l'obbligo demolitorio
  • La notifica dell'ordine agli eredi non richiede un accertamento formale dell'accettazione dell'eredità da parte del PM; la "chiamata all'eredità" (art. 460 c.c.) legittima la notificazione e grava sull'interessato l'onere di provare di non esser divenuto erede
  • L'acquisizione dell'opera abusiva al patrimonio comunale non impedisce di per sé l'esecuzione dell'ordine di demolizione: incompatibilità sussiste solo se l'ente locale adotta un provvedimento amministrativo esplicitamente incompatibile (es. delibera che dichiari prevalenti interessi pubblici al mantenimento dell'opera)
  • Questioni di fatto non decise in sede di merito o dedotte per la prima volta in Cassazione sono generalmente inammissibili; i ricorsi vaghi e privi di allegazioni probatorie specifiche sono dichiarati inammissibili
  • In caso di inammissibilità per genericità o infondatezza manifesta, è possibile la condanna alle spese e l'irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'ordinamento

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.