Cassazione Penale, Sentenza n. 14285/2023 del 05/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'annullamento dell'ordinanza del 21/06/2022 del Tribunale della Libertà di Rieti che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto del GIP del 09/06/2022. Il decreto del GIP aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato ai sensi dell'art. 4 d.lgs. n. 74/2000, ovvero, in mancanza, di beni nella disponibilità del ricorrente per un valore equivalente, quantificato in euro 156.848,00, ed aveva oggetto il saldo di un rapporto di conto corrente intestato alla societa' "Rielda S.r.l.", di cui la sorella del ricorrente e' legale rappresentante. Il ricorrente ha dedotto (1) inosservanza e errata applicazione dell'art. 4 d.lgs. n. 74/2000 e (2) inosservanza e errata applicazione dell'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 in relazione all'insussistenza del periculum in mora.
La decisione
Il Collegio ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata legittimazione e assenza di interesse concreto all'impugnazione. Ha rilevato che gli elementi sequestrati sono riferiti al conto corrente intestato alla societa' Rielda S.r.l., non di proprieta' del ricorrente; pertanto, sebbene persona sottoposta ad indagine, il ricorrente non era titolare di una situazione giuridica attiva lesa dal provvedimento ablatorio e non avrebbe ottenuto alcun vantaggio pratico dall'annullamento. Il Tribunale ha richiamato la distinzione tra legittimazione procesuale (art. 322 c.p.p.) e interesse concreto all'impugnazione (art. 568 c.p.p. e giurisprudenza di Sezioni Unite). Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e richiamo alla Corte Costituzionale n. 186/2000).
Norme richiamate
art. 4 d.lgs. n. 74/2000
Norma che disciplina la confisca del profitto del reato fiscale; nel caso e' stata invocata come titolo per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto. La Corte ha ritenuto irrilevante l'opposizione dell'indagato laddove il bene sequestrato non appartiene all'indagato stesso.
art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000
Norma che consente il sequestro per equivalente e disciplina il periculum in mora; il ricorrente aveva censurato l'accertata insufficienza del periculum in mora, ma il giudice del riesame non ha ritenuto la censura risolutiva perché la questione preliminare della legittimazione ha reso il ricorso inammissibile.
art. 322 cod. proc. pen.
Individua i soggetti titolati a proporre riesame avverso il decreto di sequestro; il Collegio lo richiama per spiegare chi e' formalmente legittimato all'impugnazione.
art. 568 cod. proc. pen.
Richiama il principio che per proporre impugnazione e' necessario avere interesse: il comma 4 specifica che occorre un interesse concreto e attuale correlato agli effetti diretti del provvedimento impugnato. Il giudice ha applicato questa distinzione tra legittimazione e interesse.
art. 591 cod. proc. pen.
Prevede l'inammissibilita' dell'impugnazione quando proposta da chi non e' legittimato o non ha interesse; richiamato per motivare l'inammissibilita' del ricorso.
art. 616 cod. proc. pen.
Consente al giudice di liquidare le spese e di imporre somme a titolo di ammenda in caso di ricorso inammissibile, con riferimento alla eventuale colpa del ricorrente; applicato per condannare il ricorrente al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000
Richiamata a sostegno della possibilita' di addebitare le spese e l'ammenda qualora l'inammissibilita' del ricorso sia ascrivibile a colpa del ricorrente.
Massime di principio
- La legittimazione a proporre impugnazione (art. 322 c.p.p.) non coincide automaticamente con l'interesse all'impugnazione: occorre che l'impugnazione possa produrre un vantaggio pratico e diretto per chi la propone.
- Chi impugna un provvedimento ablatorio deve dimostrare di essere titolare di un diritto o di una situazione giuridica attiva lesi dal sequestro; il mero fatto di essere indagato non basta se i beni sequestrati non sono nella sua disponibilita'.
- Se il bene sequestrato appartiene formalmente a terzi (es. societa' o convivente/parenti), il soggetto leso e' il proprietario formale; l'indagato privo di diritto reale o di disponibilita' non ha interesse concreto a impugnare.
- Prima di proporre ricorso avverso un sequestro, e' essenziale verificare e documentare la titolarita' dei beni o la riconducibilita' patrimoniale all'indagato; in mancanza il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
- In caso di sequestro per equivalente o confisca, per contestare il periculum in mora ai sensi dell'art. 12-bis d.lgs. 74/2000 e' necessario provare l'assenza delle condizioni che giustificano l'immediato vincolo patrimoniale, ovvero dimostrare che il provvedimento lede concretamente diritti del ricorrente.
- Quando si impugna, valutare preliminarmente la probabilita' di successo e il rischio economico (spese e ammende) in caso di inammissibilita' o rigetto del ricorso; documentare la legittimazione e l'interesse concreto e attuale per evitare condanne per spese e ammende.
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