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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36119/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Caltanissetta che aveva disposto il sequestro preventivo relativo al capo 13 per presunta indebita compensazione (riqualificazione dalla truffa aggravata). I ricorrenti hanno dedotto: errata riqualificazione del fatto (difetto di iniziativa del P.M. e difetto di contraddittorio), violazione del divieto di ne bis in idem per pendenze pendenti a Torino, insufficienza della soglia di punibilità ex art. 10-quater d.lgs. 74/2000 (soglia e calcolo degli importi), difetto di elementi indicativi del concorso e della consapevolezza dell'illiceità dei crediti, e questioni di competenza territoriale.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di Burlò (errata o non adeguatamente motivata delimitazione spazio-temporale della condotta e verifica della soglia di punibilità), annullando l'ordinanza del Tribunale del Riesame nei confronti di Burlò e rinviando per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta affinché siano chiarite le date/luoghi delle utilizzazioni F24, le modalità della condotta e il computo degli importi ai fini della soglia di punibilità. I ricorsi di Anzalone e della Macropharm S.r.l. sono stati dichiarati inammissibili per sopravvenuta carenza d'interesse in ragione del dissequestro della somma di €78.818,72; da ciò non è derivata condanna alle spese. Il ricorso di Schiraldi è stato ritenuto manifestamente infondato e dichiarato inammissibile: la censura sul ne bis in idem è stata respinta e la questione di competenza territoriale non è stata accolta; alla ricorrente è stata addebitata la spesa processuale e una somma equitativa di €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000

    soglia di punibilità e fattispecie di indebita compensazione

    La soglia di rilevanza penale (€50.000 annui) va riferita all'ammontare dei crediti inesistenti o non spettanti effettivamente utilizzati in compensazione (somma algebrica degli importi dei crediti), e non all'ammontare delle imposte non versate; rilevano anche omessi versamenti di oneri contributivi se pagabili con F24.

  • art. 17 d.lgs. n. 241/1997

    disciplinante le modalità operative delle compensazioni tramite F24

    Richiamata come norma tecnica che definisce il meccanismo operativo della compensazione e quindi centrale per individuare luogo/time della utilizzazione del credito inesistente.

  • art. 18, comma 1, d.lgs. n. 74/2000

    criterio per individuare il luogo di accertamento del reato tributario

    Se non è individuabile il luogo dell'ultima utilizzazione del credito tramite F24, prevale il luogo di accertamento del reato (sede dell'Ufficio che ha svolto la valutazione), utile per determinare la competenza territoriale.

  • art. 640 cod. pen.

    Richiamato in quanto la truffa è stata l'originaria qualificazione; il giudice del riesame può riqualificare il fatto ma non su basi fattuali nuove rispetto all'iniziativa del P.M.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    regole generali sulla competenza

    Norma generale sulla competenza territoriale che viene sorpassata, per la materia speciale, dalle disposizioni del d.lgs. 74/2000 quando applicabili.

  • art. 28 e ss. cod. proc. pen.

    regole sui conflitti di competenza

    Applicabili nelle ipotesi di duplicazione del processo avanti uffici giudiziari diversi; il divieto di ne bis in idem non sostituisce il meccanismo dei conflitti di competenza tra sedi diverse.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    onere delle spese dell'impugnante in caso di inammissibilità

    Richiamato per disporre l'onere delle spese a carico di Schiraldi in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    rimessione al giudice di merito dopo annullamento

    Norma procedurale che autorizza il rinvio della causa al giudice di merito competente per nuovo esame dopo l'annullamento della decisione impugnata.

  • art. 38-bis d.lgs. n. 81/2015

    contestazione specifica nei capi indicati

    Norma citata nell'ordinanza del GIP come configurabile per alcuni capi (contravvenzionale) rispetto ai quali non era stata chiesta cautela.

Massime di principio

  • Il divieto di ne bis in idem extra-giudicato non può essere invocato per bloccare procedimenti pendenti in uffici giudiziari diversi; in tali ipotesi vanno utilizzati i rimedi per i conflitti di competenza.
  • Il giudice della cautela o del riesame può riqualificare giuridicamente la condotta ma non può fondare la nuova qualificazione su autonome ricostruzioni fattuali non emerge dall'iniziativa del Pubblico Ministero (difetto di iniziativa = vizio di nullità della decisione).
  • Per il reato di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. 74/2000) la soglia di punibilità (€50.000 annui) si calcola sulla sommatoria degli importi dei crediti inesistenti effettivamente utilizzati in compensazione, e non sull'imposta teoricamente evasa; nella soglia vanno computati anche omessi versamenti contributivi quando pagabili con F24.
  • Per determinare la competenza territoriale nel reato di indebita compensazione occorre individuare il luogo dell'ultima utilizzazione del credito tramite modello F24; se non individuabile, si fa luogo all'accertamento (sede dell'Ufficio che ha compiuto la valutazione).
  • Una restituzione o dissequestro intervenuto prima della decisione di legittimità può determinare la sopravvenuta carenza d'interesse e quindi l'inammissibilità del ricorso senza condanna alle spese se la causa è sopravvenuta post impugnazione.
  • In sede cautelare il giudice deve motivare con chiarezza le coordinate spazio-temporali e il computo degli importi quando la misura si fonda su fattispecie tributarie che richiedono il superamento di soglie quantitative.

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