Sentenza del 08/11/2022 n. 32909 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione del licenziamento disciplinare intimato da (---) Spa per fatti relativi a intestazioni fittizie di immobili e quote societarie ritenuti idonei a compromettere il rapporto fiduciario; il ricorrente deduceva errori di valutazione probatoria, eccessivo affidamento su atti di indagine penale, tardività della contestazione disciplinare e incongruità rispetto alla tipizzazione contrattuale delle fattispecie disciplinari
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha confermato la valutazione di merito che aveva ritenuto provati, anche in sede civile, i fatti contestati e la sussistenza della giusta causa di licenziamento; ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi che chiedevano una rivalutazione del merito (soprattutto in presenza della 'doppia conforme') e ha confermato la tempestività della contestazione. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e precisazione sui contributi unificati e protezione dei dati personali
Norme richiamate
Disciplina della risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa; la Corte ha applicato il criterio secondo cui fatti di particolare gravità che incidono sul rapporto fiduciario giustificano la risoluzione immediata
Criterio per la valutazione della giusta causa in relazione al vincolo fiduciario, alle mansioni e all'organizzazione produttiva; utilizzato per valutare l'incidenza delle condotte extralavorative sul rapporto di lavoro
Regola sull'onere della prova; la sentenza conferma che il datore deve provare i fatti contestati ma che la valutazione dell'ottemperanza a tale onere è rimessa al giudice del merito
Legge n. 604 del 1966, artt. 1, 3, 5
Norme sul licenziamento individuale e relative garanzie; richiamate in relazione ai presupposti e alle modalità del licenziamento disciplinare
Statuto dei Lavoratori (L. n. 300 del 1970), art. 7, commi 3 e 4
Regole sulla contestazione degli addebiti e sul procedimento disciplinare; la Corte ha ritenuto che la contestazione sia stata tempestiva in relazione alla complessità delle indagini e alla necessità di accertamenti
Codice di Procedura Civile, art. 116
Principi relativi alla valutazione della prova e ai canoni ermeneutici; il ricorrente contestava l'applicazione di tali canoni ma la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del merito
Codice di Procedura Civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
Motivi di cassazione: vizio di motivazione e omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha ribadito i limiti del controllo di legittimità e l'improponibilità di una semplice rivalutazione del fatto in 'doppia conforme'
Codice di Procedura Civile, art. 348 ter, comma 5
Regime della 'doppia conforme': quando giudizio di primo grado e appello coincidono, la cassazione richiede specifiche indicazioni sulle divergenze di fatto tra le decisioni per ammettere la censura
Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, art. 64 (lett. p e lett. k)
Previsioni contrattuali sulla tipizzazione delle sanzioni disciplinari; la Corte ha ritenuto che la tipizzazione non escluda la configurabilità della giusta causa, salvo che il contratto preveda espressamente condizioni di maggiore favore al lavoratore
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater
Regole sul contributo unificato in caso di soccombenza; la sentenza dà atto degli adempimenti relativi
D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52
Norme sulla protezione dei dati personali; la sentenza richiama l'obbligo di omissione delle generalità in caso di diffusione
Art. 27 Cost.
Principio di non colpevolezza fino alla condanna definitiva; la Corte precisa che tale principio concerne le garanzie penali e non impedisce al datore di lavoro, in sede civile, di valutare autonomamente la sussistenza della giusta causa
Massime di principio
- Il datore di lavoro può licenziare per giusta causa anche per fatti extralavorativi che ledano il rapporto fiduciario, senza necessità di una sentenza penale definitiva, purché il giudice civile accerti la sussistenza dei fatti e la loro gravità rispetto al rapporto di lavoro
- In sede di cassazione non è possibile ottenere la revisione del merito dei fatti già valutati in modo conforme da primo e secondo grado (doppia conforme); le censure devono mirare a vizi di diritto specificamente configurati nelle ipotesi ammesse dall'art. 360 c.p.c.
- L'onere di provare i fatti giustificativi del licenziamento grava sul datore di lavoro, ma la valutazione dell'adempimento di tale onere è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata
- La tempestività della contestazione disciplinare va valutata in relazione alla complessità delle indagini e al tempo necessario per acquisire elementi decisivi; tempi di indagine non brevi possono essere giustificati se motivati
- Le previsioni del contratto collettivo che tipizzano ipotesi disciplinari non escludono automaticamente altre fattispecie idonee a integrare la giusta causa, salvo che la clausola collettiva ponga espressamente limiti o condizioni di favore in favore del lavoratore
- La valutazione della rilevanza disciplinare delle condotte richiede un esame complessivo degli elementi soggettivi e oggettivi e della posizione del lavoratore; la gravità non si misura solo sul danno effettivamente provocato ma anche sulla perdita di fiducia e sull'idoneità della condotta a comprometterla
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