Sentenza del 08/11/2022 n. 303 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Basilicata
Contributo unificato- Motivi aggiunti - Nuova domanda.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'intimazione di pagamento n. XXX/2018 per mancato pagamento del contributo unificato (CU) relativo a motivi aggiunti introdotti nel ricorso dinanzi al TAR; la Società contestava l'applicabilità del CU integrativo sostenendo che i motivi aggiunti non avevano comportato ampliamento dell'oggetto della controversia, mentre l'Amministrazione sosteneva che tali motivi costituivano una nuova domanda soggetta al versamento integrativo del contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 6‑bis, DPR n.115/2002.
La decisione
Il Collegio ha accolto l'appello proposto dall'Amministrazione ritenendo che i 'motivi aggiunti', così come formulati, abbiano introdotto una domanda nuova e autonomamente rilevante rispetto al ricorso originario, con conseguente obbligo del versamento del contributo unificato integrativo ai sensi dell'art.13, comma 6‑bis, DPR n.115/2002, in combinato disposto con l'art.43 del Codice del processo amministrativo. Per tali ragioni la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, che aveva escluso la debenza delle somme, è stata riformata. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
D.P.R. n.115/2002, art.13, comma 6‑bis
I 'motivi aggiunti' che configurano, di fatto, una domanda nuova e autonomamente rilevante rispetto al ricorso originario sono assoggettati al versamento del contributo unificato integrativo.
Codice del processo amministrativo, art.43
Fornisce la nozione di 'motivi aggiunti' e la disciplina del rapporto tra ricorso principale e motivi aggiunti; utile per valutare quando i motivi aggiunti integrino una nuova domanda.
Direttiva 89/665/CEE (modificata dalla Direttiva 2007/66)
Richiamata dalla ricorrente in relazione ai principi di equivalenza ed effettività della tutela giurisdizionale; tuttavia, nel caso di specie, il Collegio ha ritenuto che ciò non escludesse l'obbligo del versamento del CU in presenza di nuova domanda.
Massime di principio
- Se i 'motivi aggiunti' ampliano il petitum o impugnano un atto diverso da quello originariamente contestato (ossia introducono una domanda nuova), essi sono assoggettati al contributo unificato integrativo ai sensi dell'art.13, comma 6‑bis, DPR n.115/2002.
- L'intestazione dell'atto come 'motivi aggiunti' non è di per sé determinante; va valutato se il contenuto comporta una modifica/estensione della causa petendi o del petitum: se sì, si configura la novità della domanda.
- Se i motivi aggiunti sono soltanto chiarificatori o puntuali precisazioni dell'impugnazione originaria, senza introdurre nuove pretese o l'impugnazione di atti diversi, non si dovrebbe richiedere contributo integrativo.
- Per evitare il rischio di declaratorie di debenza del CU in sede di impugnazione, il ricorrente che introduca nuovi profili o nuovi oggetti di impugnazione dovrebbe valutare il preventivo versamento dell'integrativo o almeno documentare l'assenza di novità nella domanda.
- La valutazione sulla debenza del contributo può influire anche sulle spese di lite; i giudici possono disporre la compensazione integrale delle spese per ragioni di particolare natura o complessità della controversia.
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