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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16157/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente territoriale)

La controversia

La controversia riguarda la titolarità di un immobile sito in Aidone, denominato "Ex albergo posto di ristoro", che un ente territoriale assumeva essere stato trasferito ex lege al proprio patrimonio in base alla normativa regionale di recepimento della riforma sanitaria. In primo grado la domanda di accertamento della proprietà dell’ente territoriale era stata respinta, così come le ulteriori domande di nullità o inefficacia delle trascrizioni del trasferimento dell’immobile dal Comune all’azienda sanitaria, di rilascio del bene e di risarcimento del danno. La Corte d’appello aveva invece ritenuto che il trasferimento in favore dell’azienda sanitaria presupponesse, anche nella disciplina siciliana, l’esistenza di un vincolo di destinazione imposto con provvedimento regionale sul bene, vincolo non risultante nel caso concreto; perciò aveva escluso il trasferimento ope legis e dichiarato la nullità delle trascrizioni, respingendo però la domanda risarcitoria per difetto di prova del danno. L’azienda sanitaria ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione della normativa sul riordino sanitario e sulla disciplina regionale siciliana, sostenendo che il trasferimento dei beni dipendesse dal loro effettivo utilizzo e non dalla previa imposizione di un vincolo di destinazione; con il secondo ha dedotto omesso esame di un fatto decisivo, cioè la concreta gestione e utilizzazione dell’immobile come sede di distretto sanitario dal 1984.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati entrambi i motivi. Ha affermato che, anche nella disciplina statale e regionale richiamata, il trasferimento degli immobili alle aziende sanitarie presuppone che sul bene sia stato previamente imposto un vincolo di destinazione mediante provvedimento regionale, quale espressione di un diritto conformativo sulla proprietà. Il mero fatto che l’immobile sia stato concretamente utilizzato per funzioni sanitarie non basta, da solo, a farlo rientrare tra i beni trasferiti. Ha quindi confermato la decisione della Corte d’appello e rigettato il ricorso, condannando la ricorrente alle spese e dando atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 502 del 1992

    la norma disciplina il trasferimento dei beni alle aziende sanitarie; il trasferimento richiede che il bene sia gravato da vincolo di destinazione in favore della struttura sanitaria.

  • art. 55, comma 3, l.r. siciliana n. 30 del 1993

    la disposizione regionale di recepimento prevede la formulazione di criteri per l’individuazione dei beni da trasferire e non elimina il requisito del vincolo di destinazione.

  • decreto dell’Assessore regionale per la sanità del 28 aprile 1995

    "sulla base della individuazione del soggetto utilizzatore degli stessi"; "risultano utilizzati dai servizi amministrativi, sanitari o tecnici dei presidi ospedalieri costituiti in azienda"

    il decreto attuativo regola le modalità di individuazione dei beni trasferibili, ma opera solo all’interno del novero dei beni già muniti dei requisiti di legge, tra cui il vincolo di destinazione.

  • art. 66 l. n. 833 del 1978

    richiamato per descrivere il precedente trasferimento dei beni degli enti ospedalieri al patrimonio del comune di ubicazione con vincolo di destinazione alle unità sanitarie locali.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    consente di dare atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Nel trasferimento dei beni immobili destinati al servizio sanitario, il requisito decisivo non è il solo utilizzo di fatto del bene da parte della struttura sanitaria, ma la previa imposizione di un vincolo di destinazione risultante da un atto competente.
  • La disciplina attuativa che individua i beni trasferibili sulla base del soggetto utilizzatore non può essere letta come sostitutiva dei presupposti di legge, ma solo come criterio operativo per selezionare i beni già astrattamente trasferibili.
  • Quando una parte deduce che un bene sia stato trasferito automaticamente ex lege al patrimonio di un ente sanitario, deve essere specificamente accertata la sussistenza del vincolo di destinazione previsto dalla normativa di settore.
  • La mera contestazione del fatto storico dell’utilizzazione dell’immobile non è decisiva se la norma applicabile richiede anche un titolo conformativo della proprietà; in tal caso l’uso concreto è elemento secondario rispetto al presupposto giuridico del vincolo.

Come è indicizzato

MaterieCompravendita immobiliareProve
RamiImmobiliareProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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