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Sentenza

Sentenza n. 568/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500618

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: concessione per l'occupazione permanente di 30,80 mq di suolo pubblico, comprendente stalli di sosta della via Don Minzoni, per l'installazione di un dehor con tavoli e sedie, nonché i pareri comunali presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari viciniori)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto la violazione dell'art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento, sostenendo di essere titolari di una posizione qualificata e differenziata quale proprietari dell'immobile confinante e destinatari di una precedente comunicazione di avvio relativa alla revoca di un'analoga concessione, oltre che autori di una precedente richiesta di concessione di passo carrabile incompatibile con l'occupazione assentita. Hanno denunciato altresì difetto di istruttoria e di motivazione, per omessa ponderazione dell'incidenza del dehor sulle facoltà dominicali, sull'accesso pedonale e carrabile, sulle vedute e sulla privacy, nonché sulla richiesta di passo carrabile. Sono stati dedotti ulteriori vizi relativi alla mancata verifica della necessità di permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica e autorizzazione sismica, alla violazione delle prescrizioni igienico-sanitarie e dei requisiti edilizi dell'esercizio commerciale, alla priorità della precedente istanza dei ricorrenti, alla durata sine die della concessione e alla violazione del regolamento comunale sull'occupazione di suolo pubblico e degli artt. 3, 18 e 20 del Codice della strada. In particolare, è stato contestato che l'occupazione insistesse sugli stalli di sosta e all'interno del triangolo di visibilità di un'intersezione. Il Comune e la controinteressata hanno eccepito il difetto di interesse, la società anche il difetto di giurisdizione in relazione alle doglianze concernenti diritti dominicali, e hanno sostenuto la legittimità della struttura e l'applicabilità dell'art. 21-octies l. 241/1990. È stata inoltre contestata la genericità della domanda risarcitoria.

La decisione

Il TAR ha respinto le eccezioni di difetto di giurisdizione e di interesse. La vicinitas, corroborata dalla prova concreta che il dehor copriva il cancello di accesso al cortile e parte delle finestre dell'abitazione, rendeva attuale e specifico il pregiudizio alle facoltà dominicali e alla privacy. Tali censure, anche quando riguardano norme di diritto privato, erano rivolte contro l'esercizio del potere amministrativo e rientravano nella giurisdizione amministrativa. Il ricorso è stato accolto. Il giudice ha ritenuto illegittima l'omessa comunicazione di avvio del procedimento, poiché l'amministrazione conosceva la posizione di controinteresse dei ricorrenti e la natura discrezionale della concessione impediva di applicare l'art. 21-octies, non essendo stato dimostrato che il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso. È stato riconosciuto anche il difetto di istruttoria e motivazione, per la mancata valutazione dell'interferenza con l'abitazione, della richiesta di passo carrabile, degli aspetti urbanistico-edilizi, della viabilità, della sicurezza stradale e dei requisiti igienico-sanitari dell'attività commerciale. La concessione è stata ritenuta illegittima perché rilasciata senza termine finale, in contrasto con il regolamento comunale che configura l'occupazione come precaria, valida per il periodo indicato e rinnovabile solo previa motivata istanza. Il regolamento comunale è stato interpretato nel senso di vietare, per i pubblici esercizi, l'occupazione della carreggiata e delle zone di sosta, consentendo alle condizioni previste l'occupazione dei marciapiedi o, in alternativa, delle piazze adiacenti o limitrofe. È stata inoltre ravvisata la violazione degli artt. 3 e 20 del Codice della strada, poiché l'area occupata costituiva parte della sede stradale e l'occupazione ricadeva al di fuori del marciapiede; è stata altresì ritenuta violata la disciplina relativa ai triangoli di visibilità delle intersezioni di cui all'art. 18, non essendo sufficiente il richiamo alla distanza di cinque metri previsto per la fermata e la sosta dall'art. 158. La concessione n. 55 del 22 luglio 2025 è stata annullata, con ordine di sgombero dei materiali eventualmente rimasti sull'area. La domanda risarcitoria è stata rigettata per genericità. Le memorie tardive del Comune e della controinteressata sono state dichiarate tardive. Comune e società sono stati condannati in solido al pagamento di 3.000 euro di spese di lite, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio deve essere effettuata nei confronti del soggetto titolare di una posizione qualificata di controinteresse, quando tale posizione sia conosciuta o conoscibile dall'amministrazione.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La sanatoria del vizio procedimentale non opera quando l'esercizio del potere è discrezionale e l'amministrazione non dimostra che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 3 Codice della strada

    La sede stradale comprende la carreggiata e le relative fasce di pertinenza; le aree di sosta inserite nella sede viaria non possono essere assimilate a marciapiedi ai fini dell'occupazione.

  • art. 18 Codice della strada

    Le occupazioni non possono ricadere nei triangoli di visibilità delle intersezioni, in ragione delle esigenze di sicurezza della circolazione.

  • art. 20 Codice della strada

    Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di cui agli articoli ed ai commi precedenti, l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m.

    Nei centri abitati la disciplina non consente l'occupazione di aree di parcheggio o di altre parti della carreggiata per installazioni a servizio di pubblici esercizi; l'occupazione è ammessa, alle condizioni di legge, sui marciapiedi.

  • art. 158 Codice della strada

    La regola dei cinque metri dalle intersezioni riguarda fermata e sosta dei veicoli e non sostituisce la disciplina specifica sulle occupazioni e sui triangoli di visibilità.

  • art. 73 c.p.a.

    I termini per il deposito delle memorie, qualificati come liberi, devono essere computati senza considerare né il giorno iniziale né quello finale; le memorie depositate oltre tali termini sono tardive.

  • art. 30 c.p.a.

    La domanda risarcitoria deve essere specificamente allegata e quantificata nei suoi presupposti; una richiesta formulata in termini generici non può essere accolta.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    La necessità dell'autorizzazione paesaggistica rientra tra gli aspetti che l'amministrazione deve verificare nell'istruttoria relativa all'occupazione di suolo pubblico quando l'installazione incida su area vincolata.

Massime di principio

  • La vicinitas non dimostra da sola l'interesse a ricorrere, ma tale interesse sussiste quando il ricorrente provi uno specifico pregiudizio concreto derivante dal titolo concessorio, quale la compromissione dell'accesso all'immobile, delle vedute o della privacy.
  • Il proprietario confinante che vanti una posizione qualificata e differenziata rispetto a una concessione di suolo pubblico, conosciuta dall'amministrazione anche per precedenti procedimenti o istanze incompatibili, deve essere coinvolto mediante comunicazione di avvio del procedimento.
  • L'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990 non rende irrilevante l'omessa comunicazione di avvio quando la decisione amministrativa implica una ponderazione discrezionale tra l'interesse pubblico alla fruibilità dell'area e gli interessi privati coinvolti; l'amministrazione deve dimostrare che il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso.
  • La concessione di occupazione di suolo pubblico per un uso speciale e derogatorio rispetto alla destinazione collettiva del bene deve essere temporanea e a termine; una concessione sine die è illegittima quando il regolamento comunale prevede la precarietà dell'occupazione e il rinnovo previa motivata istanza.
  • Nei centri abitati, l'art. 20 del Codice della strada non consente l'installazione di dehors sulle aree di parcheggio o sulla carreggiata, mentre ammette l'occupazione dei marciapiedi alle condizioni previste dalla norma; l'occupazione non può comunque ricadere nei triangoli di visibilità delle intersezioni ai sensi dell'art. 18.
  • Prima di concedere l'uso speciale di una porzione significativa di sede stradale, l'amministrazione deve istruire e motivare specificamente la decisione sugli aspetti urbanistico-edilizi, paesaggistici, igienico-sanitari, di viabilità e sicurezza stradale, nonché sugli effetti dell'occupazione sulle proprietà e sugli accessi dei confinanti.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoCircolazione stradale e viabilitàPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoTrasporti e circolazioneProcedimento amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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