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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25394/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa)

La controversia

Una impresa aveva eseguito lavori per migliorare il funzionamento della fognatura comunale e aveva emesso fattura, rimasta insoluta. Dopo un primo giudizio contro il comune, definito negativamente perché mancava un valido contratto scritto e non era stata ritenuta ammissibile l'azione di arricchimento senza causa, l'impresa aveva introdotto un nuovo giudizio contro il funzionario che aveva disposto la spesa in violazione delle regole contabili dell'art. 191 TUEL, chiedendone la condanna in proprio e, in subordine, la condanna del comune in via surrogatoria, sostituendosi al funzionario rimasto inerte nell'esercitare l'azione di arricchimento ingiustificato nei confronti dell'ente. Il comune aveva contestato sia l'esistenza del presupposto dell'arricchimento sia l'ammissibilità della surrogatoria. In cassazione il comune deduceva: 1) violazione dell'art. 2041 c.c. e dell'art. 191 TUEL, sostenendo che il funzionario non avesse un credito da arricchimento verso il comune e quindi mancasse il presupposto dell'azione surrogatoria; 2) violazione dell'art. 2900 c.c., assumendo che il credito dell'impresa dovesse essere già certo e previamente accertato, e che non fosse stata allegata l'inerzia del debitore; 3) ancora violazione dell'art. 2900 c.c., lamentando la mancata prova del pregiudizio alla garanzia patrimoniale; 4) violazione dell'art. 112 c.p.c., perché il giudice avrebbe pronunciato anche sulla condanna pur a fronte di una domanda asseritamente limitata all'accertamento dell'arricchimento.

La decisione

La Corte ha rigettato tutti i motivi. Ha ritenuto anzitutto corretto il principio per cui il funzionario che abbia impegnato illegittimamente la spesa può agire verso il comune per l'arricchimento senza causa nei limiti dell'utilitas conseguita dall'ente, e quindi l'impresa poteva surrogarsi in tale diritto ex art. 2900 c.c. Ha poi affermato che, ai fini della surrogatoria, il credito del surrogante può essere accertato contestualmente al giudizio in cui si esercita l'azione, non essendo necessario un previo giudicato autonomo sul credito; che l'inerzia del debitore consiste nel mancato esercizio dell'azione di arricchimento verso il comune; che la doglianza sul pregiudizio patrimoniale chiedeva una rivalutazione del fatto preclusa in cassazione; e che la domanda era stata legittimamente interpretata come comprensiva anche della condanna, non essendo censurabile la lettura del petitum operata dal giudice di merito. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna del comune alle spese.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    L'azione di arricchimento senza causa può spettare al funzionario o amministratore che abbia dato causa alla spesa illegittima, nei limiti dell'utilitas conseguita dall'ente, e costituisce il diritto in cui può surrogarsi il creditore

  • art. 191 TUEL

    La violazione delle regole di contabilità dell'ente locale comporta che il contratto o l'atto non siano riferibili all'amministrazione ma al funzionario che ha consentito la spesa

  • art. 2900 c.c.

    Per l'azione surrogatoria non è necessario che il credito del surrogante sia previamente accertato con autonoma sentenza; è sufficiente che venga accertato nel giudizio in cui la surrogatoria è esercitata, e l'inerzia del debitore consiste nel mancato esercizio dell'azione utile a conservare la garanzia patrimoniale

  • art. 112 c.p.c.

    Non vi è ultrapetizione se il giudice interpreta la domanda come comprensiva anche della condanna, e la riserva di agire in executivis non esclude la richiesta di condanna

  • art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato nel dispositivo per il presupposto del versamento dell'ulteriore contributo unificato

  • art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012

    Richiamato quale norma che ha introdotto il comma 1 quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002

Massime di principio

  • Il funzionario o amministratore che abbia impegnato illegittimamente l'ente locale può essere titolare dell'azione di arricchimento senza causa nei confronti dell'ente, nei limiti dell'utilità effettivamente conseguita da quest'ultimo.
  • Il creditore può esercitare l'azione surrogatoria anche quando il proprio credito sia accertato nel medesimo giudizio in cui agisce, purché il giudice verifichi l'esistenza del credito prima di accogliere la surrogatoria.
  • Ai fini dell'art. 2900 c.c., l'inerzia del debitore coincide con il mancato esercizio del diritto che potrebbe conservare o reintegrare la garanzia patrimoniale del creditore.
  • Le censure che richiedono una diversa valutazione delle risultanze di fatto o della garanzia patrimoniale del debitore sono inammissibili in cassazione se mirano soltanto a ottenere un nuovo apprezzamento del merito.
  • La domanda giudiziale va interpretata secondo il suo contenuto sostanziale: se dal complesso delle allegazioni emerge una richiesta di condanna, non vi è ultrapetizione per il solo fatto che la parte abbia anche formulato una riserva di azione esecutiva.

Come è indicizzato

MaterieCompensazioneInadempimentoSpese di liteMora
RamiObbligazioniProcesso civileContratti
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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