Cassazione Penale, Sentenza n. 22272/2022 del 08/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per falsa dichiarazione nella SCIA, articolando tre motivi: (1) violazione nella qualificazione della dichiarazione sostitutiva, sostenendo che l'art.46 DPR 445/2000 elenca tassativamente gli ambiti autocertificabili e che la circostanza contestata non rientrerebbe in tale elenco; (2) erroneo rigetto della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art.131-bis c.p., con la Corte territoriale che avrebbe ritenuto ostativi alcuni precedenti (non specificati) mostrando presunta abitualità della condotta; (3) errata valutazione dell'elemento soggettivo (dolo), dal momento che l'imputato si era affidato a un tecnico che gli aveva consigliato che non era necessaria la valutazione di impatto acustico e che l'attività danzante era temporaneamente sospesa.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato i motivi riguardanti la qualificazione della dichiarazione e il dolo, ritenendo corretta la qualificazione come dichiarazione sostitutiva di atto notorio (art.47 DPR 445/2000) e desumendo il dolo dagli elementi di fatto (consapevolezza dell'obbligo di dichiarare l'impianto). Tuttavia ha accolto parzialmente il ricorso sul punto relativo all'art.131-bis c.p.: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata/ragionata applicazione dell'art.131-bis (la Corte territoriale aveva indicato precedenti come ostativi senza motivazione sufficiente circa la "identità di indole") e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo esame esclusivamente su tale questione. Il resto del ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
Norma richiamata nella contestazione originaria in relazione alla segnalazione/SCIA; utilizzata insieme all'art.76 DPR 445/2000 per la qualificazione della condotta illecita connessa alla comunicazione alla PA.
Prevede la responsabilità penale per le false attestazioni e dichiarazioni rese nelle dichiarazioni sostitutive; applicata per la condanna relativa alla falsa dichiarazione nella SCIA.
Disciplina le dichiarazioni sostitutive di certificazioni con elencazione tassativa degli stati e qualità autocertificabili; la Corte di legittimità ha escluso l'applicabilità di questa norma al caso, rilevando che l'oggetto della contestazione era una dichiarazione di atto di notorietà.
Regola la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con possibilità di attestare qualsiasi fatto a conoscenza del privato; la Corte ha ritenuto che la falsa dichiarazione nella SCIA rientrasse in tale figura e non nell'art.46.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che la decisione della Corte d'Appello non avesse adeguatamente motivato l'esclusione dell'applicabilità in relazione ai precedenti dell'imputato e ha disposto il rinvio per una valutazione fondata sulla nozione di "reati della stessa indole".
Fornisce la definizione e i criteri per individuare i "reati della stessa indole"; la Corte ha richiamato la necessità di un accertamento concreto dei caratteri fondamentali comuni tra i reati per valutare l'abitualità ostativa all'art.131-bis.
Contravvenzione per schiamazzi e disturbo; citata tra i precedenti dell'imputato dalla Corte territoriale, ma la Cassazione ha ritenuto carente la motivazione circa la sua riconducibilità, per indole, al reato principale.
art. 4, comma 7, L. n. 628/1961
Norma in materia di norme sull'ispettorato del lavoro, menzionata come pregresso sanzionatorio; la Corte ha rilevato l'eterogeneità formale rispetto al delitto per cui si procede e la mancanza di motivazione sul confronto di indole.
Norma sul patteggiamento: menzione del precedente di patteggiamento dell'imputato utilizzato dalla Corte territoriale nel valutare la sua storia pregresse.
Massime di principio
- Distinguere sempre tra art.46 e art.47 del DPR 445/2000: l'art.46 riguarda autocertificazioni di certificazioni (elenco tassativo), mentre l'art.47 (atto notorio) consente l'attestazione di fatti a conoscenza del privato; la qualificazione influisce sulla configurabilità di false dichiarazioni.
- La presentazione di una falsa dichiarazione nella SCIA può integrare il reato previsto dall'art.76 DPR 445/2000 e connessi riferimenti normativi a prescindere dal fatto che la dichiarazione riguardi aspetti tecnici: la responsabilità può essere valutata anche quando l'imprenditore afferma fatti relativi a impianti o condizioni del locale.
- L'affidamento a un tecnico non esclude automaticamente il dolo: può essere valutato come circostanza attenuante o elemento influente, ma il giudice può desumere il dolo dalla consapevolezza dell'obbligo di dichiarare e dalle concrete circostanze (es. ostacolo all'immediata apertura).
- Per riconoscere l'esimente della particolare tenuità ex art.131-bis c.p. il giudice deve valutare concretamente la "identità di indole" dei precedenti rispetto al reato in esame, verificando l'effettiva comunanza di caratteri fondamentali e motivazioni, non limitandosi a citare genericamente precedenti.
- La presenza di precedenti non basta di per sé a escludere l'art.131-bis: è necessario motivare come e perché tali precedenti rivelino l'abitualità o la stessa indole rispetto al fatto oggetto di processo.
- Se il giudice di merito non motiva adeguatamente sui punti decisivi (es. relazione tra precedenti e reato in esame), la Cassazione può annullare limitatamente a quella omissione e disporre il rinvio per nuovo esame.
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