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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35693/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

Un contribuente, agente di calciatori professionisti, aveva impugnato un avviso di accertamento per Irpef, Irap e Iva relativo al 2005, fondato su metodo analitico-induttivo e recante recupero a tassazione di maggior reddito non dichiarato e sanzioni. Dopo un esito solo parzialmente favorevole in appello sul merito tributario, egli proponeva anche ricorso per revocazione contro la sentenza di secondo grado, deducendo tre asseriti errori di fatto: la pretesa errata percezione del contenuto dell’atto di appello quanto ai compensi e ai cespiti contestati; la mancata considerazione della specifica contestazione di elusione fiscale e doppia imposizione; la mancata valutazione della documentazione prodotta per dimostrare il risultato complessivo netto dell’attività della società familiare coinvolta. La Commissione tributaria regionale dichiarava inammissibile la revocazione, ritenendo che le censure investissero non un errore revocatorio ma la valutazione delle prove. Con il ricorso per cassazione il contribuente deduceva, con sei motivi, nullità della sentenza per error in procedendo e per motivazione apparente, sostenendo che la CTR avesse mal qualificato i fatti e non avesse spiegato adeguatamente la propria ratio decidendi in relazione ai tre motivi di revocazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi con cui si denunciava motivazione apparente, osservando che la CTR aveva invece esplicitato le ragioni del proprio convincimento, escludendo la sussistenza di vizi revocatori e qualificando le doglianze come critiche alla valutazione del materiale probatorio. Ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi che volevano far passare per errore di fatto revocatorio ciò che era, in realtà, contestazione della valutazione delle risultanze processuali. Le spese sono state poste a carico del ricorrente, con condanna al pagamento di euro 5.600, oltre accessori e rimborso delle spese prenotate a debito; è stato inoltre dato atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di revocazione, l’errore di fatto rilevante ex art. 395, n. 4, c.p.c. consiste in una svista percettiva su un fatto decisivo e non controverso; non vi rientra la contestazione della valutazione delle prove o dell’apprezzamento del materiale documentale.
  • La denuncia di motivazione apparente è fondata solo quando la sentenza sia priva, in tutto o in parte essenziale, di una reale esposizione del percorso logico-giuridico; non basta il semplice dissenso della parte dalla soluzione adottata dal giudice.
  • Le censure che mirano a trasformare questioni di merito probatorio in vizi revocatori sono inammissibili, perché la revocazione non può essere usata come surrettizio mezzo di revisione della valutazione dei fatti.
  • In cassazione, l’anomalia motivazionale rilevante come violazione di legge costituzionalmente rilevante è circoscritta ai casi estremi di mancanza assoluta di motivi, motivazione apparente, contrasto irriducibile o motivazione perplessa e incomprensibile.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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