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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28807/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del tribunale dell'esecuzione che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra quattro sentenze definitive. Sosteneva che il giudice avesse frammentato artificialmente un unico contesto relazionale e causale, riferibile a condotte tenute tra luglio 2019 e maggio 2020 nell'ambito familiare e parafamiliare, accomunate da conflittualità, aggressività e richieste di denaro. Deduceva inoltre che la tossicodipendenza, documentalmente attestata, fosse indice sintomatico dell'unicità del disegno criminoso, e che i provvedimenti di prevenzione e la successiva condanna per violazione del divieto di avvicinamento costituissero elementi nuovi idonei a superare un precedente diniego della continuazione. Contestava infine che il giudice avesse escluso in modo apodittico la ricorrenza del medesimo disegno criminoso, senza valorizzare l'omogeneità tra alcune condotte e la continuità della dinamica persecutoria e violenta.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo immune da vizi logici e giuridici l'ordinanza del tribunale dell'esecuzione. Ha giudicato corretta la distinzione tra i diversi contesti fattuali e i differenti moventi: violenza nella relazione di coppia, atti persecutori verso i genitori per ottenere denaro, reati stradali e violazione della misura cautelare. Ha escluso che i provvedimenti di prevenzione e lo stato di tossicodipendenza bastassero, da soli, a dimostrare una preventiva unità programmatica. Ha anche ritenuto legittimo il richiamo al giudicato esecutivo, precisando però che nel caso concreto il diniego era stato sorretto da una nuova valutazione complessiva degli elementi disponibili. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    disciplina della continuazione in sede esecutiva

    il riconoscimento della continuazione richiede una rigorosa verifica della preventiva programmazione unitaria dei reati; lo stato di tossicodipendenza può essere apprezzato come elemento potenzialmente idoneo, ma non è di per sé sufficiente.

  • art. 81, comma 2, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    la continuazione presuppone una deliberazione di fondo unitaria e un programma di massima già esistente al momento del primo reato.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    omissione delle generalità e degli altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento

    richiamo alla tutela della riservatezza del provvedimento diffuso.

  • art. 612-bis c.p.

    tra i reati oggetto delle sentenze considerate vi è stalking/atti persecutori.

  • art. 387-bis c.p.

    tra i reati oggetto delle sentenze considerate vi è la violazione di un provvedimento del giudice o dell'autorità.

  • art. 581 c.p.

    uno dei fatti giudicati riguarda una condotta di percosse.

  • art. 582 c.p.

    uno dei fatti giudicati riguarda lesioni personali.

  • art. 585 c.p.

    contestata l'aggravante/il richiamo alle lesioni.

  • art. 576, n. 5, c.p.

    richiamato nel capo relativo alle lesioni aggravate.

  • art. 577, comma 1, n. 1, c.p.

    richiamato nel capo relativo alle lesioni aggravate.

  • art. 186, comma 2, lett. b), cod. strada

    uno dei titoli riguarda guida in stato di ebbrezza.

  • art. 186, comma 2-sexies, cod. strada

    nel medesimo titolo è richiamata la disciplina accessoria prevista dal codice della strada.

  • art. 4 l. n. 110 del 1975

    nel medesimo titolo è contestata anche una violazione in materia di armi.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva richiede la prova che, al momento del primo reato, i successivi fossero già stati programmati almeno nelle loro linee essenziali; la mera contiguità temporale o l'omogeneità esterna delle condotte non basta.
  • La valutazione dell'unicità del disegno criminoso è rimessa al giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretta da motivazione logica, congrua e non contraddittoria.
  • Lo stato di tossicodipendenza può costituire un indice potenzialmente rilevante ai fini della continuazione, soprattutto quando i reati siano collegati all'approvvigionamento della sostanza, ma non vale automaticamente a dimostrare il medesimo disegno criminoso.
  • La pericolosità sociale, anche se ricostruita in sede di prevenzione sulla base di una serialità di condotte, non si sovrappone al concetto di continuazione, che richiede una preventiva unità deliberativa e non la semplice reiterazione di comportamenti illeciti.
  • Il giudicato esecutivo preclude la riproposizione della medesima questione solo nei limiti già definiti, ma il diniego può essere nuovamente esaminato quando il giudice fondi la decisione su una autonoma valutazione di ulteriori elementi sopravvenuti o comunque diversi.
  • Quando i reati si collocano in contesti relazionali e fattuali differenti, con vittime diverse e moventi non coincidenti, è legittimo escludere la sussistenza di un unico programma criminoso anche in presenza di un arco temporale complessivamente vicino.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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