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Sentenza

Sentenza del 29/05/2023 n. 14973 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia contestava la decisione della Commissione regionale che aveva ritenuto illegittimo l'accertamento basato su percentuali di ricarico determinate con metodo induttivo senza adeguata corrispondenza con la realtà aziendale (brogliaccio di magazzino non trascritto/valorizzato sul libro inventari) e senza altri elementi di prova presuntiva. In Cassazione l'Agenzia censurava la sentenza per violazione e falsa applicazione di norme (DPR 600/1973 art. 39, comma 1, lett. d) e art.15, art.2967 c.c.) sostenendo che la percentuale di ricarico era corretta. Parallelamente la contribuente aveva chiesto la definizione agevolata ex D.L. 119/2018 art.6 versando il 5% del valore della controversia; l'Ufficio aveva respinto la definizione ritenendo che la totale soccombenza dell'Agenzia in entrambi i gradi, necessaria per il beneficio del 5%, non sussistesse (anziché il 15% previsto per le ipotesi diverse).

La decisione

La Corte ha rigettato entrambi i ricorsi: ha confermato il diniego della definizione agevolata perché sussisteva una parziale soccombenza dell'Agenzia (in primo grado la domanda principale di annullamento era stata rigettata e solo la subordinata di adeguamento agli studi di settore era stata accolta, per cui non è applicabile la misura del 5% riservata alla totale soccombenza), e ha respinto il ricorso dell'Agenzia verso la sentenza censurata ritenendo il motivo inammissibile poiché mal interpretava la ratio della decisione che aveva valutato l'inidoneità probatoria dell'elemento presuntivo (percentuale di ricarico) e aveva disposto la rideterminazione dei ricavi mediante applicazione degli studi di settore. Spese compensate.

Norme richiamate

  • D.L. n. 119 del 2018, art. 6

    La Corte ha applicato il criterio secondo cui la definizione agevolata con pagamento del 5% è consentita solo se l'Amministrazione risulta totalmente soccombente in tutti i precedenti gradi; in caso di parziale soccombenza la misura ridotta non è ammessa.

  • D.P.R. n. 600 del 1973

    art. 15, u.c.; art. 39, comma 1, lett. d)

    Richiamate in relazione ai poteri istruttori e alle modalità di accertamento: la valutazione ha riguardato la correttezza dell'impiego di elementi induttivi e la loro idoneità probatoria, non imponendo un diverso metodo ma rilevando l'inadeguatezza dei documenti redatti (brogliaccio) se non rispondenti ai requisiti di legge.

  • Codice Civile

    art. 2217 c.c.; art. 2967 c.c.

    Art. 2217 (obblighi di tenuta dei libri di magazzino/inventario) richiamato per evidenziare la difformità tra il brogliaccio e il libro inventari; art. 2967 è stato evocato dalla ricorrente ma la Corte non ha ritenuto fondata la censura sulla sua applicazione rispetto alla valutazione probatoria del ricarico.

  • L. n. 212 del 2000

    Riferita alla pretesa di illegittimità dell'accertamento: la Corte ha valutato che la decisione di merito non ha violato i principi sostanziali richiamati, essendosi limitata a giudicare l'idoneità probatoria degli elementi usati dall'amministrazione.

Massime di principio

  • La definizione agevolata con pagamento del 5% richiede la totale soccombenza dell'amministrazione in tutti i gradi di giudizio; in caso di accoglimento solo di istanze subordinate si configura parziale soccombenza e il beneficio non spetta.
  • L'accertamento induttivo basato su percentuali di ricarico è valido solo se supportato da elementi di prova presuntiva adeguati e coerenti con la realtà aziendale (documentazione di magazzino, libri inventari, caratteristiche merceologiche, ubicazione, sconti e stagionalità).
  • Il giudice tributario può valutare la non idoneità di singoli elementi presuntivi e, in assenza di prove probanti, può disporre la rideterminazione del reddito con criteri alternativi (es. studi di settore) anziché confermare il valore accertato dall'amministrazione.
  • La censura in Cassazione deve cogliere la ratio della decisione impugnata: la trasformazione di una valutazione di merito sulla idoneità probatoria in un vizio di diritto può renderla inammissibile.
  • La mancata trascrizione/valorizzazione della merce sul libro inventari può compromettere la fondatezza delle risultanze di verifica e dei calcoli induttivi basati sul brogliaccio.

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