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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00403/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

La controversia nasce da una procedura di espropriazione immobiliare promossa da un istituto di credito sulla base di un atto pubblico qualificato come titolo esecutivo. Il debitore ha proposto opposizione all'esecuzione deducendo l'inidoneità del titolo azionato e chiedendo la sospensione della procedura; il giudice dell'esecuzione ha sospeso il processo esecutivo e fissato il termine per il giudizio di merito. Nel merito, il tribunale ha accolto l'opposizione dichiarando la nullità del pignoramento, ma ha anche accolto la domanda riconvenzionale della banca per la restituzione del capitale mutuato e delle rate insolute. In appello, il debitore ha impugnato la decisione, mentre la banca ha proposto appello incidentale: la corte territoriale ha riformato integralmente la sentenza di primo grado e ha rigettato l'opposizione, ritenendo pienamente valido il titolo esecutivo costituito dal contratto di mutuo. In Cassazione il debitore ha proposto un unico motivo denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 474 c.p.c. e nullità della sentenza/procedimento per errata interpretazione dell'art. 2 del contratto di mutuo; in via preliminare ha anche sostenuto che la notifica della sentenza d'appello fosse nulla o inesistente perché avrebbe riguardato una copia telematica priva dei segni grafici di conformità, con conseguente tempestività del ricorso per cassazione. La Corte ha invece ritenuto valida la notifica della sentenza di appello effettuata il 3 giugno 2021, ha ritenuto che la differenza tra copia informatica e duplicato informatico non impedisca la decorrenza del termine breve e ha dichiarato il ricorso tardivo e quindi inammissibile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto oltre il termine breve: la sentenza d'appello era stata validamente notificata il 3 giugno 2021 e il ricorso per cassazione è stato notificato il 22 dicembre 2021, dunque tardivamente. La Corte ha richiamato la disciplina del Codice dell'amministrazione digitale e la propria giurisprudenza, ribadendo che il duplicato informatico ha lo stesso valore giuridico del documento originario e che la mancanza di segni grafici non esclude la validità della notifica telematica. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e la Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel processo civile telematico, la notifica della sentenza eseguita mediante duplicato informatico è idonea a far decorrere il termine breve per impugnare anche se l'atto non reca i tradizionali segni grafici di conformità presenti nelle copie informatiche.
  • La distinzione tra copia informatica e duplicato informatico rileva ai fini probatori e processuali, ma il duplicato informatico conserva il medesimo valore giuridico del documento originario se formato secondo le regole tecniche applicabili.
  • Ai fini della procedibilità del ricorso per cassazione, il deposito di copia autentica del provvedimento impugnato può essere assolto anche mediante duplicato informatico del provvedimento stesso.
  • Chi intende contestare la tempestività dell'impugnazione fondata sulla notifica telematica deve allegare e dimostrare specificamente l'inesistenza o invalidità della notifica; la mera deduzione che l'atto sia privo di segni grafici non basta se si tratta di duplicato informatico validamente formato.
  • Se la sentenza impugnata è stata validamente notificata, il ricorso per cassazione proposto oltre sessanta giorni è inammissibile per tardività.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTitolo esecutivoOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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