Cassazione Penale, Sentenza n. 48629/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione: D'Addario contestava la ricostruzione del Giudice di Pace che lo aveva ritenuto responsabile di un sinistro e lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 590 c.p., sostenendo che le rilevazioni GPS ("black box") dell'auto avrebbero dimostrato che la sua vettura era ferma (velocità 0 km/h) prima dell'urto e che quindi non aveva violato il segnale di stop. La difesa ha dedotto che la sentenza si fondava unicamente sulle dichiarazioni del vigile Palmieri e sul relativo rapporto d'incidente, senza tener conto della documentazione GPS.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo invocasse una diversa valutazione del compendio probatorio (ricostruzione di fatto) che la Cassazione non può sostituirsi a valutare; ha richiamato i limiti di sindacato di legittimità ex art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. e la necessità di specificare e allegare gli atti ritenuti travisati per poter dedurre il "travisamento della prova". La Corte ha inoltre rilevato che la documentazione della "black box" non risulta allegata né correttamente riferita nel ricorso (non è indicato il momento della sua acquisizione), violando il principio di autosufficienza del ricorso. Conseguentemente il provvedimento impugnato resta efficace; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Limita il sindacato della Cassazione sulla motivazione: la Corte verifica l'adeguatezza delle considerazioni del giudice di merito ma non può ri-valutare i fatti; il travisamento della prova è deducibile solo se indicati specificamente gli atti travisati e se tali atti hanno valore decisivo.
Norma sostanziale che disciplina le lesioni personali colpose; nella fattispecie il ricorrente era stato ritenuto colpevole di una condotta colposa riconducibile a tale norma.
Ha modificato i limiti dell'esame della motivazione in Cassazione rafforzando il divieto di sovrapporre una nuova valutazione dei fatti rispetto a quella dei giudici di merito.
art. 165-bis disp. att. c.p.p. (introdotto dal d.lgs. 6 feb. 2018, n.11)
Imposta il principio di autosufficienza del ricorso in Cassazione: il ricorrente deve indicare e, quando necessario, allegare gli atti che si assumono travisati; in mancanza il motivo può essere dichiarato inammissibile per genericità.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per una nuova valutazione dei fatti: i motivi che chiedono una diversa rivalutazione del compendio probatorio sono, di regola, inammissibili.
- Per far valere il "travisamento della prova" occorre indicare in modo specifico e inequivocabile gli atti o le prove che si ritengono travisate e dimostrare la loro decisività nell'ambito della motivazione impugnata.
- Ogni documentazione che si pretende decisiva (es. dati GPS/black box) deve essere chiaramente prodotta nel processo e allegata o correttamente richiamata nel ricorso per Cassazione, indicando il momento della sua acquisizione.
- Se il ricorso si limita a contestare la valutazione probatoria operata dal giudice di merito senza evidenziare illogicità o contraddittorietà nella motivazione, sarà probabilmente dichiarato inammissibile.
- Il principio di autosufficienza del ricorso impone l'onere, a carico del ricorrente, di fornire la documentazione necessaria per consentire alla Corte di esaminare il motivo di ricorso senza dover compiere integrazioni o ricerche.
- Per aumentare le chance di successo in casi simili, il ricorrente deve: 1) dimostrare che un atto concretamente prodotto è stato omesso o valutato erroneamente; 2) allegare la documentazione rilevante; 3) motivare perché quell'elemento sarebbe decisivo e ha determinato un travisamento.
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