Cassazione Penale, Sentenza n. 48620/2022 del 22/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 589‑bis c.p., deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. Sosteneva che la presenza di folta vegetazione sul margine destro della strada e la limitata larghezza della carreggiata (circa 2,80 m) lo costringessero a non rasentare la destra; inoltre l'impatto sarebbe stato causato esclusivamente dal motociclista che, sorpassando, avrebbe invaso la corsia opposta procedendo contromano e ad alta velocità, rendendo l'evento inevitabile e non evitabile dall'imputato. Richiamava anche la consulenza tecnica della difesa e l'art. 143 c.d.s. per sostenere che non era obbligato a rimanere attaccato a destra nelle specifiche condizioni della strada.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze del ricorrente riguardassero valutazioni di merito relative alla prova e alla ricostruzione fattuale, materie non sindacabili in sede di legittimità se sorrette da motivazione congrua. La Corte d'appello aveva motivato dettagliatamente che la vegetazione non invadeva la carreggiata né limitava la visibilità, che il corpo della vittima e le dichiarazioni del teste oculare indicavano il punto di impatto nella corsia del motociclista, e che, comunque, il mancato rispetto della destra e l'adeguamento della velocità da parte del Tovalieri avevano mantenuto il nesso causale con l'evento. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 589‑bis cod. pen.
Riferimento al reato oggetto del giudizio (omicidio stradale); la Corte ha confermato la valutazione di responsabilità penale del conducente in base al nesso causale tra condotta colposa e evento.
art. 143 cod. strada
La norma impone il rispetto della destra e la guida secondo le condizioni della carreggiata; la Corte ha considerato che, nel caso concreto, nulla ostava a mantenere la destra e ad adeguare la velocità, per cui l'argomento difensivo relativo alla conformazione della strada e alla vegetazione non ha giustificato lo spostamento verso il centro della carreggiata.
art. 23 comma 8 d.l. 137/2020
Norma richiamata nella fase di requisitoria scritta dal Procuratore generale; nella vicenda è stata utilizzata per la formulazione della richiesta di declaratoria di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- In sede di Cassazione non possono essere rimesse in discussione valutazioni di fatto e di attendibilità delle prove se la motivazione della corte di merito è congrua, esauriente e logica.
- La presenza di ostacoli marginali (es. vegetazione) giustifica uno spostamento dalla destra solo se provato che invadono materialmente la corsia o riducono concretamente la visibilità; mere deduzioni non sono sufficienti.
- Il mancato rispetto della destra e l’inadeguata velocità possono costituire condotta colposa idonea a creare il nesso causale con l’evento anche se esiste una concorrenza di colpa dell’altro conducente; la colpa concorrente non elimina automaticamente la responsabilità primaria.
- Le ricostruzioni tecniche (fotografie, rilievi, consulenze) e le dichiarazioni oculari sono elementi decisivi: contraddizioni tra tali elementi e la ricostruzione difensiva riducono l’efficacia delle doglianze in Cassazione.
- Le manovre di "emergenza" invocate in difesa devono essere compatibili con i riscontri materiali (es. posizione del corpo, danni ai veicoli, segni di frenata); se incompatibili, la tesi difensiva perde consistenza.
- Per impugnare con successo in Cassazione occorre dedurre vizi di diritto o motivazione formale (contraddittorietà, carenza o manifesta illogicità della motivazione), non soltanto una diversa valutazione dei fatti.
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