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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48627/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la decisione della Corte d'appello che, pur avendo rideterminato la pena per il reato di cui all'art. 186, comma 2, lett. c) C.d.S. (con aggravante di aver provocato un incidente), negò l'applicazione della causa di non punibilita' prevista dall'art. 131-bis cod. pen.. Il ricorrente deduceva violazione di legge per l'ingiustificato diniego dell'istituto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato i principi secondo cui l'art. 131-bis richiede congiuntamente la particolare tenuita' dell'offesa e la non abitualita' del comportamento, precisando che la valutazione della tenuita' deve tener conto delle modalita' della condotta e dell'esiguita' del danno o del pericolo (criteri ex art. 133 cod. pen.). Ha altresi' chiarito che i precedenti penali non escludono automaticamente l'applicabilita' dell'art. 131-bis, salvo che l'imputato sia stato dichiarato delinquente abituale/professionale/per tendenza o abbia commesso piu' reati della stessa indole. La sentenza impugnata e' stata annullata limitatamente alla questione dell'applicabilita' dell'art. 131-bis e la causa e' rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio su tale punto.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilita' richiede congiuntamente la particolare tenuita' dell'offesa e la non abitualita' del comportamento; va esclusa se l'autore e' dichiarato delinquente abituale/professionale/per tendenza o ha commesso piu' reati della stessa indole.

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri per valutare la particolare tenuita' del fatto (modalita' della condotta, esiguita' del danno o del pericolo) che devono essere considerati ai fini dell'art. 131-bis.

  • art. 186, comma 2, lett. c) Codice della Strada

    Norma relativa alla guida in stato di alterazione (reato contestato); la Corte ha rilevato la gravita' del reato ma ha precisato che la sola gravita' non puo' automaticamente escludere l'applicabilita' dell'art. 131-bis senza una specifica valutazione dei requisiti richiesti.

Massime di principio

  • L'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. richiede la contemporanea presenza della particolare tenuita' del fatto e della non abitualita' del comportamento; manca l'alternativita'.
  • La valutazione della particolare tenuita' si concentra sulle modalita' della condotta e sull'esiguita' del danno o del pericolo, secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen.; occorre motivazione specifica su questi punti.
  • I precedenti penali non costituiscono di per se' un ostacolo all'art. 131-bis: ostativita' sussiste solo se l'imputato e' stato dichiarato delinquente abituale/professionale/per tendenza o ha commesso piu' reati della stessa indole.
  • La mera gravita' o il potenziale pericolo della condotta (es. incidente stradale) non basta a escludere la causa di non punibilita' senza una valutazione puntuale dei parametri di tenuita'.
  • In caso di motivazione insufficiente o generica sulla non applicabilita' dell'art. 131-bis la Cassazione puo' annullare e rinviare la questione ad altra sezione per nuovo esame.
  • Il giudizio sui requisiti di 131-bis ha carattere oggettivo e deve essere distinto dalla valutazione della personalita' del reo; la decisione deve risultare da una specifica analisi delle circostanze fattuali.

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