Cassazione Penale, Sentenza n. 33800/2025 del 15/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo degli immobili denominati "Kaos A" e "Kaos B" (Agrigento) disposto per ipotesi di reato connesse ad interventi edilizi ritenuti abusivi. La difesa ha censurato la motivazione sul fumus commissi delicti, sostenendo che si trattava di ristrutturazione (art. 3 DPR 380/2001), che esisteva un seminterrato già previsto nella SCIA, che non vi era aumento volumetrico né modifica della sagoma, e che l'installazione dell'ascensore e altre difformità erano omissioni o lavori non ancora terminati; ha quindi chiesto l'annullamento dell'ordinanza.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che le doglianze sollevate attengono a valutazioni di fatto (consistenza dei manufatti, confronto tra progetto e stato dei luoghi, aumento di volumetria, presenza di ulteriori elevazioni, scala e ascensore) non sindacabili in sede di legittimità salvo vizio di legge. Il Tribunale del riesame aveva trovato elementi indiziari idonei a fondare il fumus commissi delicti (difformità tra progetto e realizzato, aumento di sagoma/altezza/superfici, opere non ricomprese nella SCIA) e la Corte ha ritenuto tali valutazioni insuscettibili di revisione in cassazione. Conseguentemente è stata confermata la legittimità del sequestro preventivo; al ricorrente sono state compensate le spese e fissato il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 44, comma 1, lettera c), d.P.R. n. 380/2001
Norma utilizzata per configurare l'ipotesi di interventi edilizi che comportano nuova costruzione o modifiche non riconducibili a semplice ristrutturazione; la Corte ha ritenuto che le risultanze istruttorie indiziassero un aumento volumetrico tale da far rientrare l'intervento in una fattispecie soggetta a permesso di costruire.
Definisce la nozione di ristrutturazione e la distinzione tra interventi. La difesa ha invocato questa norma per qualificare l'opera come ristrutturazione; la Corte ha però ritenuto che, in base agli accertamenti, l'intervento appariva configurabile come nuova costruzione/variazione volumetrica, valutazione comunque di fatto e non sindacabile in cassazione.
art. 181, comma 1-bis, lettera b), d.lgs. n. 42/2004
Riferimento alle fattispecie di illeciti in materia di vincolo paesaggistico. Il sequestro era stato disposto anche in relazione a opere eseguite in area sottoposta a vincolo paesaggistico, secondo la contestazione del pubblico ministero.
Richiamato in capo a concorso di persone e reati; citato tra le norme penali pertinenti alle ipotesi contestate.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Norma invocata dalla difesa in ordine ai requisiti della motivazione delle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che le doglianze sulla motivazione sollevassero questioni di fatto non idonee a fondare il ricorso per cassazione.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Stabilisce che il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; la Corte ha applicato questo principio per escludere il sindacato sulle valutazioni di fatto compiute dal giudice del riesame.
Norma che disciplina le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità del ricorso; applicata per l'imposizione delle spese e del versamento alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è ammissibile solo per questioni di diritto; le contestazioni che vertono su valutazioni di fatto (confronto progetto/stato dei luoghi, aumento volumetrico, numero di elevazioni) sono, di norma, inammissibili in cassazione.
- Per ottenere la revoca di misure cautelari su lavori edilizi è cruciale dimostrare in modo chiaro e documentato l'assenza di variazioni sostanziali di sagoma, volume o superfici rispetto al progetto approvato/SCIA: valutazioni tecniche e perizie dettagliate sono determinanti nella fase del riesame e del dibattimento, ma difficilmente valorizzabili in sede di legittimità se si tratta di opposte valutazioni di fatto.
- La qualificazione dell'intervento come "ristrutturazione" o "nuova costruzione" dipende da elementi tecnici (aumento volumetrico, variazione di sagoma/altezza, nuove elevazioni): omissioni nella SCIA (es. ascensore) possono essere rilevanti, ma non escludono l'obbligo del permesso di costruire se esiste un aumento di volumetria.
- I giudici cautelari possono fondare il sequestro su indizi e comparazioni documentali; la richiesta di ulteriori accertamenti tecnici può essere utile ma non necessariamente preclude l'adozione della misura se gli elementi indiziari appaiono concreti e sufficienti.
- Difesa tecnica utile: concentrare i mezzi di impugnazione in sede amministriva/tecnica (comune, perizie, integrazioni progettuali) e, in sede penale, proporre argomentazioni di diritto suscettibili di sindacato in cassazione (vizi di motivazione formale, illegittimità procedurali, violazioni di legge), oltre a produrre prove tecniche che possano influenzare le valutazioni del giudice del riesame.
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