Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33791/2025 del 15/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi dell'art. 25‑undecies d.lgs. 231/2001 per il reato previsto dall'art. 256, comma 1, lett. a) d.lgs. 152/2006 (gestione illecita di rifiuti pericolosi come non pericolosi). La difesa ha dedotto, in sintesi: presenza di un ingegnere ambientale nell'organico e procedure standardizzate di trattamento e analisi a campione che avrebbero escluso la violazione del principio di precauzione; i rifiuti erano in fase preliminare di trattamento/accatastati in attesa di lavorazione; la prescrizione dichiarata nei confronti della persona fisica non doveva incidere sull'accertamento della responsabilità dell'ente; l'accertamento dell'autonoma responsabilità dell'ente si sarebbe fondato solo su dichiarazioni di funzionari Arpa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che si tratti di una "doppia conforme" e che le censure difensive si risolvano in contestazioni fattuali generiche non supportate da elementi documentali puntuali. I giudici di merito hanno correttamente valutato che mancava un modello organizzativo, non risultavano procedure codificate né analisi/documentazione sulla natura e provenienza dei rifiuti; Arpa aveva rilevato rifiuti pericolosi identificabili e l'amministratore non ha prodotto i risultati di analisi richiesti. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 25‑undecies

    art. 25‑undecies del d.lgs. n. 231 del 2001

    Attribuisce responsabilità amministrativa all'ente per reati commessi a suo vantaggio; tale responsabilità può essere accertata autonomamente rispetto alla responsabilità penale della persona fisica

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1, lett. a)

    art. 256, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 152 del 2006

    Definisce i reati in materia di gestione illecita di rifiuti e la qualificazione di rifiuti pericolosi; è stato il titolo di reato a cui è stato riferito il vantaggio per l'ente

  • cod. proc. pen., art. 616

    Stabilisce le conseguenze (spese e contributo alla Cassa delle ammende) in caso di inammissibilità del ricorso in Cassazione, salvo comportamento gravemente colposo

  • Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186

    sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione della colpevolezza/leggerezza nella proposizione del ricorso; qui utilizzata per escludere che il ricorso sia stato proposto con colpa tale da impedire l'applicazione mitigata delle conseguenze dell'inammissibilità

Massime di principio

  • La responsabilità amministrativa dell'ente ex d.lgs. 231/2001 può essere accertata anche se la responsabilità penale della persona fisica è estinta per prescrizione; la prescrizione dell'imputato non impatta automaticamente sull'ente
  • La mera presenza di una figura qualificata (es. ingegnere ambientale) non è di per sé idonea a escludere la responsabilità dell'ente: bisogna dimostrare con documentazione e atti effettivi l'adozione e l'attuazione di modelli organizzativi e procedure operative
  • In materia di rifiuti, è cruciale conservare e produrre documentazione sulla provenienza e sulle analisi dei materiali; assenza di tali prove rafforza le presunzioni derivanti dagli accertamenti di Arpa
  • Le censure in Cassazione che si limitano a contestazioni di fatto, non supportate da riferimenti puntuali agli atti, sono inammissibili: il rimedio non è un riesame libero dei fatti ma l'indicazione di vizi motivazionali specifici
  • La 'doppia conforme' (sentenze di primo e secondo grado concordanti) rende più difficile ottenere la riforma in Cassazione, perché consente la lettura congiunta delle motivazioni
  • Se si contesta la fase del ciclo di trattamento in cui si trovavano i rifiuti (es. materiale in attesa di lavorazione), è necessario produrre prove documentali immediate (registri, ordini di lavorazione, analisi) che dimostrino concretamente tale condizione
  • Gli accertamenti e le richieste di documentazione da parte degli organi di controllo (Arpa) hanno forte valore probatorio; l'omessa produzione delle analisi richieste dall'amministrazione rafforza la posizione accusatoria

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.