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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20626/2022 del 28/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

L'amministrazione finanziaria emise una cartella di pagamento ex artt. 36-bis e 54-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 nei confronti di un contribuente, recuperando un importo indicato nella dichiarazione dei redditi 2002 al rigo RU075 come credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate. Secondo l'Ufficio, il credito era stato indebitamente compensato perché nella dichiarazione dell'anno precedente non risultava esposto alcun credito da riportare. Il contribuente impugnò la cartella e la CTP annullò l'atto; in appello la CTR riformò la decisione e confermò la cartella. In cassazione il contribuente articolò due motivi: con il primo denunciò violazione degli artt. 36-bis e 54-bis d.P.R. n. 600 del 1973, sostenendo che il disconoscimento del credito non poteva essere effettuato con controllo automatizzato e senza previo avviso di accertamento, anche perché l'Ufficio avrebbe introdotto in appello una ragione nuova; con il secondo dedusse violazione dell'art. 8 della l. n. 388 del 2000, dell'art. 53 Cost. e dell'art. 10 della l. n. 212 del 2000, assumendo che il credito derivava da investimenti effettivamente eseguiti e che la mancata indicazione nella dichiarazione precedente era solo una dimenticanza.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto in parte inammissibile e in parte infondato: inammissibile per difetto di specificità e per mancata trascrizione del contenuto dell'atto impugnato, infondato perché la cartella era stata emessa non per un accertamento sostanziale del diritto al credito, ma per il riscontro cartolare della mancata esposizione del credito nella dichiarazione precedente, operazione consentita nel controllo automatizzato. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del ricorrente alle spese e con declaratoria dei presupposti per il contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel controllo automatizzato ex art. 36-bis d.P.R. n. 600 del 1973 l'amministrazione può disconoscere un credito d'imposta quando la verifica si risolva in un riscontro meramente cartolare dei dati dichiarativi, anche confrontando la dichiarazione con quelle degli anni precedenti, senza necessità di un avviso di accertamento.
  • Il potere di controllo automatizzato non può essere utilizzato per svolgere accertamenti sostanziali o valutazioni giuridiche estranee ai dati formali della dichiarazione; è invece legittimo per correggere errori materiali o di calcolo e per eliminare crediti indebitamente utilizzati.
  • Quando si censura in cassazione la motivazione di una cartella di pagamento, il ricorrente deve riportare specificamente il contenuto dell'atto e indicare in modo puntuale i documenti rilevanti; in mancanza, la doglianza è inammissibile per difetto di specificità ex art. 366, n. 6, c.p.c.
  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere diretto contro la ratio decidendi della sentenza impugnata; se si lamentano condotte dell'Ufficio senza confrontarsi con le argomentazioni effettivamente poste a base della decisione, il motivo è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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