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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37849/2022 del 28/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Due soggetti impugnavano in cassazione la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato, salvo riduzione già operata in primo grado, una sanzione amministrativa irrogata per la gestione di un impianto di depurazione di rifiuti urbani senza il prescritto titolo autorizzativo. La vicenda nasceva da un'ordinanza-ingiunzione emessa dalla Provincia di Genova, poi divenuta Città Metropolitana, ai sensi della normativa ambientale e della legge n. 689 del 1981. Con il primo motivo si deduceva il difetto di potere sanzionatorio dell'ente provinciale/metropolitano in materia ambientale, sostenendo che la competenza fosse regionale; con il secondo si contestava la regolarità della notificazione dell'ordinanza a uno dei ricorrenti, assunto quale legale rappresentante della società ma non più tale al momento della notifica; con il terzo si sosteneva che la sanzione fosse stata illegittimamente riferita a un soggetto non proprietario dell'impianto, essendo l'impianto di proprietà del Comune e solo affidato in gestione alla società.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che, anche a voler configurare un problema di incompetenza, si trattasse al più di incompetenza relativa e non assoluta, sicché il vizio non era rilevabile d'ufficio e doveva essere tempestivamente dedotto; ha inoltre valorizzato il principio già affermato in un precedente tra le stesse parti sul medesimo impianto. Sul secondo motivo ha affermato che la notificazione dell'ordinanza alla sede della società, con consegna all'incaricato al ritiro degli atti, era idonea a perfezionare la conoscenza dell'atto, e che comunque l'atto indicava anche la società quale destinataria della sanzione. Sul terzo motivo ha ritenuto irrilevante la proprietà comunale dell'impianto, poiché la norma sanziona chiunque effettui o mantenga gli scarichi senza autorizzazione. Conseguentemente, ha confermato la condanna alle spese e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di sanzioni amministrative ambientali, il vizio di incompetenza dell'organo che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione è rilevabile d'ufficio solo se si tratta di incompetenza assoluta, ossia quando l'atto concerne una materia del tutto estranea alla sfera di attribuzioni dell'amministrazione procedente; se invece il problema riguarda il riparto interno di competenze tra enti legittimati a occuparsi della medesima materia, si è in presenza di incompetenza relativa, che deve essere dedotta tempestivamente dalla parte.
  • La notificazione di un'ordinanza-ingiunzione alla sede della persona giuridica, con consegna a soggetto incaricato del ritiro degli atti, è idonea a perfezionare la conoscenza dell'atto da parte del destinatario, senza che assuma rilievo, ai fini della validità della notifica, l'erronea indicazione della persona fisica che riveste o ha rivestito la carica di legale rappresentante.
  • Nei illeciti ambientali relativi a scarichi non autorizzati, la responsabilità sanzionatoria non dipende dalla proprietà dell'impianto, ma dalla effettiva condotta di effettuazione o mantenimento dello scarico senza autorizzazione; la titolarità del bene è quindi irrilevante se il soggetto gestisce o mantiene l'impianto in violazione della disciplina autorizzatoria.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioNotificazioniInadempimento
RamiTributiProcesso civileObbligazioni
IstitutiOnere della prova

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