Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 31387/2024 del 06/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

La controversia nasce da un'ingiunzione di pagamento emessa dal Comune per COSAP relativo agli anni 2008-2013, concernente alcune griglie di aerazione insistenti su aree che il condominio aveva assoggettato ad uso pubblico in forza di una convenzione urbanistica del 19 maggio 2003 e di una successiva concessione edilizia. Il Tribunale aveva accolto l'opposizione del condominio e annullato l'ingiunzione; la Corte d'appello aveva confermato il rigetto dell'appello del Comune, ritenendo che le griglie fossero già presupposte dalla convenzione e che, al momento della destinazione effettiva delle aree all'uso pubblico, esse fossero già presenti, sicché non vi era un uso più intenso dei sedimi da parte dei privati rispetto alla collettività. Il Comune ricorreva per cassazione deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 825, 1032 e 1058 e ss. c.c., nonché degli artt. 115 e 116 c.p.c. e del d.lgs. n. 446/1997, sostenendo che la servitù di uso pubblico non poteva dirsi sorta come affermato dalla Corte territoriale e, comunque, che il dato temporale della formazione della servitù era irrilevante, essendo decisivo il solo utilizzo del bene da parte del privato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il motivo in parte inconferente rispetto alla ratio decidendi della sentenza impugnata, poiché la Corte d'appello non aveva fondato la decisione su una ricostruzione della costituzione della servitù incompatibile con quella prospettata dal Comune, ma aveva valorizzato il principio secondo cui il presupposto del COSAP si identifica nell'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico e, nel caso concreto, le griglie erano già presenti al momento in cui le aree furono destinate all'uso pubblico. Ha inoltre rilevato che la doglianza motivazionale era inammissibile in presenza di doppia conforme e che, comunque, mancava l'indicazione del fatto storico decisivo omesso. Il Comune è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità ed è stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato; non sono state applicate le sanzioni per lite temeraria ex art. 96 c.p.c., perché la decisione finale si è fondata su ragioni diverse da quelle della proposta di definizione agevolata.

Norme richiamate

  • artt. 365 e 83, comma 3, c.p.c.

    La procura speciale per il ricorso per cassazione non richiede contestualità con la redazione dell'atto, ma deve essere congiunta materialmente o digitalmente al ricorso e non può essere anteriore alla pubblicazione del provvedimento impugnato né successiva alla notificazione del ricorso.

  • artt. 825, 1032 e 1058 e ss. c.c.

    Richiamati dal ricorrente per contestare la ricostruzione della servitù; la Corte li reputa inconferenti rispetto alla ratio decidendi della sentenza impugnata.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    Richiamati nel motivo di ricorso in relazione alla valutazione delle prove; la doglianza è stata ritenuta non decisiva e comunque non idonea a scalfire la decisione di merito.

  • d.lgs. n. 446/1997, art. 63

    Il presupposto del canone per occupazione di spazi e aree pubbliche va individuato nell'occupazione che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico.

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.

    Il vizio motivazionale è precluso dalla doppia conforme e, comunque, richiede l'indicazione del fatto storico decisivo asseritamente omesso.

  • art. 96 c.p.c.

    Le sanzioni per lite temeraria non sono state applicate perché la decisione finale si è fondata su ragioni giuridiche diverse da quelle della proposta di definizione agevolata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Ai fini del COSAP, il presupposto impositivo non è la mera esistenza di un titolo urbanistico o di una servitù in astratto, ma l'effettiva occupazione che sottrae la superficie all'uso pubblico o ne limita concretamente la fruizione collettiva.
  • Se, al momento in cui l'area viene destinata all'uso pubblico, esistono già manufatti o aperture che incidono su di essa, la loro preesistenza non esclude di per sé il canone: ciò che conta è la persistente limitazione dell'uso pubblico dopo l'assoggettamento dell'area alla collettività.
  • Nel ricorso per cassazione è necessario censurare specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata; una doglianza che colpisca un'affermazione diversa o solo marginale è inconferente e non può condurre alla cassazione.
  • La denuncia del vizio di motivazione ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile in presenza di doppia conforme, salvo che il ricorrente indichi e dimostri che le due decisioni di merito si fondano su ragioni di fatto differenti, e deve comunque essere individuato il fatto storico decisivo omesso.
  • La specialità della procura per il ricorso per cassazione richiede la sua connessione materiale o informatica con l'atto e la sua anteriorità solo rispetto al deposito/notificazione nei limiti indicati dalla giurisprudenza di legittimità, non la contestualità con la redazione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieOpposizioni esecutiveSpese condominialiParti comuni
RamiEsecuzioniProcesso civileCondominio
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.