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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28895/2023 del 18/10/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un contratto di lavoro a tempo determinato stipulato il 1° gennaio 2008 con un comune. Il tribunale aveva dichiarato la nullità del termine e aveva condannato l'ente al risarcimento del danno quantificato in nove mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, ma aveva escluso la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La corte d'appello aveva confermato. La lavoratrice ha proposto ricorso per cassazione con sei motivi: con i primi cinque ha contestato il mancato riconoscimento della conversione del rapporto, sostenendo l'applicabilità dell'art. 5, comma 4, d.lgs. n. 368/2001 e della direttiva 1999/70/CE anche al pubblico impiego privatizzato, la prevalenza di tale disciplina sull'art. 36 d.lgs. n. 165/2001, la necessità di un'interpretazione conforme ai principi comunitari e costituzionali, nonché l'insufficienza dell'indennità liquidata, invocando anche il danno da perdita di chance lavorativa e la giurisprudenza della Corte di giustizia nella causa Santoro. Con il sesto motivo ha censurato la condanna alle spese, lamentando la mancata compensazione in ragione della complessità delle questioni e del mutamento giurisprudenziale intervenuto in corso di causa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi cinque motivi inammissibili perché la giurisprudenza consolidata esclude, nel pubblico impiego, la conversione del contratto a termine illegittimo in rapporto a tempo indeterminato, in forza del divieto posto dall'art. 36 d.lgs. n. 165/2001, con conseguente spettanza del solo risarcimento del danno. Ha inoltre ribadito che la misura risarcitoria può essere parametrata all'art. 32, comma 5, l. n. 183/2010, quale danno presunto e comunitario, salva la prova di un maggior pregiudizio. Ha reputato il quarto motivo comunque non conforme al paradigma del vizio motivazionale e ostacolato dalla doppia conforme. Ha dichiarato inammissibile anche il sesto motivo, osservando che la mancata compensazione delle spese rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 4, d.lgs. n. 368/2001

    Invocato dalla ricorrente per sostenere la conversione del rapporto a termine; la Corte ne esclude l'effetto di superamento del divieto di conversione nel pubblico impiego.

  • direttiva 1999/70/CE

    Richiamata come parametro eurounitario; la Corte afferma che non impone necessariamente la conversione del rapporto, potendo essere sufficiente un rimedio risarcitorio effettivo.

  • art. 36 d.lgs. n. 165/2001

    È la norma centrale: nel pubblico impiego contrattualizzato vieta la conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato e consente solo il risarcimento del danno.

  • art. 35 d.lgs. n. 165/2001

    Richiamato in relazione alle procedure di reclutamento che devono comunque essere rispettate nelle assunzioni pubbliche.

  • art. 32 legge n. 183/2010

    Usato come parametro per la liquidazione dell'indennità risarcitoria, quale danno presunto e forfetizzato, in conformità all'orientamento delle Sezioni Unite.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È il vizio dedotto per i motivi di violazione di legge relativi alla conversione e alla liquidazione del danno.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    È il vizio motivazionale dedotto sul quantum del danno; la Corte ne rileva l'inammissibilità anche per doppia conforme.

  • art. 360-bis, comma 1, n. 1, c.p.c.

    Fondamento processuale dell'inammissibilità dei motivi contrastanti con l'orientamento giurisprudenziale consolidato.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    Richiamato come ulteriore preclusione al sindacato sul vizio motivazionale in presenza di doppia conforme.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per il presupposto del pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato a sostegno della specialità del pubblico impiego e del principio del concorso, che giustifica il divieto di conversione.

  • art. 3 Cost.

    Evocato come parametro di possibile incostituzionalità, ma la Corte esclude la violazione della parità di trattamento tra pubblico e privato.

  • art. 1223 c.c.

    Richiamato in relazione alla prova del danno da perdita di chance e al nesso tra prestazione illegittima e pregiudizio risarcibile.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato, la violazione delle norme sul contratto a termine non determina la conversione automatica del rapporto in tempo indeterminato: opera il divieto posto dall'art. 36 d.lgs. n. 165/2001, con tutela limitata al risarcimento del danno.
  • La disciplina eurounitaria in materia di lavoro a termine non impone necessariamente la stabilizzazione del rapporto; può essere conforme al diritto UE un sistema che preveda un'indennità risarcitoria effettiva e misure dissuasive ulteriori.
  • La liquidazione del danno nel pubblico impiego illegittimamente a termine può essere parametrata, in via analogica e presuntiva, ai criteri dell'art. 32, comma 5, l. n. 183/2010, salva la prova di un maggior pregiudizio subito dal lavoratore.
  • La deduzione del vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c. incontra i limiti del nuovo testo della norma e della preclusione da doppia conforme quando le decisioni di merito coincidono.
  • La mancata compensazione delle spese processuali è espressione di discrezionalità del giudice di merito e non è censurabile in cassazione se non nei ristretti limiti dell'errore di diritto o del vizio di motivazione rilevante.
  • Nel pubblico impiego, anche quando l'assunzione a termine avvenga mediante procedure selettive o graduatorie, il divieto di conversione resta fermo e non ammette eccezioni.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineRicorso per cassazioneSpese di lite
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

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