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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24336/2023 del 09/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso, ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., ha accolto il ricorso introduttivo della contribuente, ritenendo illegittimo l'avviso di liquidazione. Ha inoltre disposto la compensazione delle spese di tutti i gradi di giudizio, valorizzando la complessità delle questioni affrontate e l'evoluzione normativa e giurisprudenziale intervenuta.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione finanziaria aveva richiesto una maggiore imposta di registro, riqualificando ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986 una sequenza di operazioni societarie come se integrasse, in sostanza, una cessione di ramo d'azienda. I fatti descritti sono: conferimento di un ramo d'azienda in una nuova società, seguito dalla cessione dell'intera quota di tale società a un terzo soggetto, con applicazione dell'imposta di registro in misura fissa sui singoli atti. La contribuente ha impugnato la riqualificazione sostenendo che, per effetto delle modifiche normative all'art. 20 del TUR, la qualificazione ai fini dell'imposta di registro deve fondarsi solo sul contenuto dell'atto presentato alla registrazione e sugli elementi desumibili da esso, senza considerare atti collegati o elementi extratestuali; pertanto non era consentita la trasformazione dell'operazione in cessione d'azienda. Il ricorso per cassazione è stato proposto per violazione e falsa applicazione dell'art. 20 d.P.R. 131/1986, come modificato dalla legge di bilancio 2018 e dalla legge n. 145/2018.

Norme richiamate

  • art. 20 d.P.R. n. 131/1986

    "L'imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell'atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente, sulla base degli elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extra testuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto disposto dagli articoli successivi"

    La qualificazione dell'atto ai fini dell'imposta di registro deve essere compiuta avendo riguardo al solo atto presentato alla registrazione e agli elementi desumibili dal suo testo, con esclusione di elementi extratestuali e di atti collegati; non è consentita una riqualificazione fondata sulla complessiva operazione economica oltre il contenuto dell'atto.

  • art. 1, comma 87, lett. a), L. 27 dicembre 2017, n. 205

    La modifica ha ristretto l'ambito interpretativo dell'art. 20 TUR al solo atto registrato, ed è stata considerata applicabile retroattivamente in quanto qualificata come interpretazione autentica.

  • art. 1, comma 1084, L. 30 dicembre 2018, n. 145

    È richiamato come intervento confermativo del nuovo assetto interpretativo dell'art. 20 TUR.

  • art. 10-bis L. 27 luglio 2000, n. 212

    L'eventuale contrasto a operazioni elusive o abusive non passa attraverso una riqualificazione dell'atto ai sensi dell'art. 20 TUR, ma attraverso la specifica disciplina antielusiva.

  • art. 53-bis d.P.R. n. 131/1986

    Il richiamo alla disciplina antielusiva generale consente, in linea di principio, il sindacato delle operazioni straordinarie sotto il profilo dell'abuso del diritto, distinto però dalla tassazione del singolo atto ai sensi dell'art. 20 TUR.

  • art. 384 c.p.c.

    La Corte ha deciso nel merito, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro processuale del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato nella questione di legittimità costituzionale poi dichiarata infondata/manifesta infondatezza.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato nella questione di legittimità costituzionale; la Corte costituzionale ha escluso che l'interpretazione sostanzialistica dell'art. 20 fosse costituzionalmente imposta.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato dalla Corte costituzionale per escludere che la retroattività della norma interpretativa violasse i motivi imperativi di interesse generale.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Norma richiamata per il deposito della memoria

Massime di principio

  • Ai fini dell'imposta di registro, la qualificazione giuridica va compiuta sulla base del solo atto presentato alla registrazione e degli elementi ricavabili dal suo testo, senza poter considerare atti collegati o indici extratestuali.
  • La riqualificazione tributaria non può tradursi nella costruzione artificiosa di una fattispecie imponibile diversa da quella espressamente realizzata dalle parti, se ciò comporta la sostituzione del negozio tipico con un diverso schema negoziale non desumibile dall'atto.
  • Il sindacato sull'eventuale abuso del diritto o vantaggio fiscale indebito va esercitato tramite la disciplina antielusiva specifica e non mediante un uso estensivo dell'art. 20 TUR.
  • La scelta del contribuente tra più operazioni giuridicamente lecite e fiscalmente meno onerose non può essere neutralizzata attraverso una lettura sostanzialistica dell'art. 20 che prescinda dal contenuto dell'atto registrato.
  • Quando la decisione di merito è già possibile sulla base degli accertamenti in atti, la Corte di cassazione può cassare e decidere direttamente nel merito ex art. 384 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaPrimato del diritto dell'Unione europea

Testo integrale

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